Mio-inositolo e fertilità maschile: quale legame

Vogliamo in questo articolo portare l’attenzione su una molecola tanto importante quanto poco nota e che è fondamentale per le funzioni del nostro organismo: il mio-inositolo.

Cos’è il mio-inositolo?

Il mio-inositolo è una molecola ciclica a 6 atomi di carbonio, a ciascuno dei quali è attaccato un gruppo OH, quindi è un polialcool. E’ una delle nove varianti dell’inositolo che differiscono tra loro per l’orientamento dei gruppi OH.

Il suo nome deriva dal fatto che è notevolmente presente nel tessuto muscolare, da cui il prefisso “mio”.

Dove si trova il mio-inositolo?

E’ ampiamente presente in diversi prodotti alimentari vegetali e animali e pertanto la sua assunzione avviene con la normale ed equilibrata alimentazione, fermo restando la qualità dei prodotti alimentari.

In generale, è quindi difficile andare in carenza di mio-inositolo, anche perché gli organi del nostro corpo sono in grado di sintetizzarlo a partire dal glucosio.

Quali funzioni svolge?

Il mio-inositolo viene connesso a molecole lipidiche o di fosfato e svolge così diverse funzioni regolative sia nelle singole attività cellulari, sia nelle attività di comunicazione tra le cellule, sia nelle attività motorie delle cellule.

Tra le funzioni importanti del mio-inositolo vi sono la regolazione:

  1.  del flusso dei liquidi e delle molecole tra le cellule e il loro ambiente circostante, garantendo l’equilibrio delle pressioni e proteggendo le cellule dallo stress che deriva dalle variazioni delle concentrazioni delle molecole in movimento;
  2. dell’espressione dei geni e dell’epigenoma;
  3. del flusso dello ione calcio e dell’ATP e della conseguente mobilità delle cellule;
  4. dei processi metabolici e delle funzioni ormonali.

Concentrandoci sulla fertilità maschile, quale ruolo ricopre nella qualità degli spermatozoi?

Il mio-inositolo è presente in elevate quantità in tutte le componenti genitali.

Oltre alle funzioni sopra citate che, nel testicolo, si traducono nella buona produzione, integrità e maturazione degli spermatozoi, svolge un ruolo fondamentale nella funzione motoria e di capacitazione degli spermatozoi.

In particolare, l’azione sula attività motoria si sviluppa agendo sulla regolazione del potenziale di membrana dei mitocondri (PMM), mantenendolo efficiente.

L’efficienza del PMM è necessaria per fornire l’energia utile alla mobilità ed evita l’incremento dello stress ossidativo.

L’adeguata presenza del mio-inositolo negli spermatozoi e nel liquido seminale consente di avere una adeguata efficienza del PMM.

La conseguenza della carenza del mio-inositolo nell’ambito della via spermatica (testicoli, prostata e vescicole seminali) sia per carente apporto nutrizionale sia per disfunzioni che ne impediscono la disponibilità agli spermatozoi, concorre a ridurne la mobilità e la qualità. (Andrology 2020;8:277-298)

Come si può verificare di non essere carenti?

Per quanto sia dosabile sia nel sangue che nello sperma, non è una determinazione che viene comunemente svolta. Possiamo anche ritenere che la concentrazione complessiva sia nel liquido seminale che nel sangue sia poco significativa in quanto è decisamente molto più importante verificare la reattività alla presenza del mio-inositolo degli spermatozoi.

E’ disponibile un semplice test (Andrologia 2020;52:e13378) che aggiunge una specifica concentrazione di mio-inositolo alla opportuna quantità di sperma.

Come funziona il test?

Dopo una incubazione di 30 minuti, sono contati gli spermatozoi con mobilità progressiva e il valore confrontato con quello pre-incubazione.

Quando la mobilità spermatica deriva dall’alterazione del PMM per carenza di mio-inositolo, l’aggiunta nello sperma aumenta anche notevolmente la mobilità progressiva.

Di fronte ad una risposta positiva, si potrà affermare che il difetto di mobilità deriva dalla carenza di mio-inositolo. Infatti, gli spermatozoi che non ne hanno bisogno non modificano la loro condizione di mobilità.

Come si può integrare e in quale dose?

In commercio ci sono diversi integratori a base di mio-inositolo o di mio-inositolo associato ad altri componenti (per esempio i folati, la Vit. B12, la Vit D3, la acetil-cisteina).

La scelta dell’integratore, come sempre, va effettuata sulla base delle necessità reali, ovvero delle carenze dimostrate per le componenti.

L’andrologo può aiutare a scegliere la giusta integrazione?

Assolutamente sì. L’andrologo con il test sopra citato può valutare la necessità di integrare il mio-inositolo e con gli esami specifici può valutare quali altre componenti associare in un unico prodotto o in prodotti differenti.

Non vanno mai assunti integratori che danno un po’ di tutto perché si rischia di assumere componenti in eccesso che finiscono per fare danni o di non assumere ciò che realmente serve.

La dose del mio-inositolo e delle altre componenti le deve decidere l’andrologo sulla base delle valutazioni svolte.

Ricordo, inoltre, che somministrare questo o altri integratori senza rimuovere le ragioni che producono gli squilibri serve a poco o nulla. Sempre rimane fondamentale la procedura diagnostica delle cause alla base delle disfunzioni.

Carlo Rando Andrologo Milano
Prof. Dr. Carlo Rando Andrologo a Milano

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