Il parto in acqua: benessere per mamma e neonato

Se il parto in acqua è davvero l’alternativa meno dolorosa al parto normale, quali sono i benefici per la futura mamma e per il neonato?

Il parto in acqua: come avviene

Parto in acqua significa scegliere di far nascere il proprio figlio in una vasca di acqua calda.

Il parto in acqua è possibile per tutte le gestanti in stato di buona salute, con una gravidanza che non abbia avuto complicazioni, portata a termine alla 37 o 41 settimana.

Il feto deve essere in posizione cefalica per far sì che il parto in acqua possa avvenire.

Questa tipologia di parto può avvenire in due modalità:

  • con travaglio in acqua e parto all’asciutto
  • con immersione in acqua a travaglio avanzato con parto stesso in acqua

La temperatura della partoriente deve essere monitorata in ogni momento, non deve superare i 36 gradi.

La paziente viene collegata ad un monitor adatto ad essere utilizzato in acqua,  per la rilevazione del battito

La temperatura dell’acqua invece deve essere intorno ai 22-24 gradi, un caldo quindi accogliente.

La vasca che viene utilizzata per il parto deve essere alta 70 cm e contenere 600 litri di acqua.

Queste misurazioni sono fondamentali poiché la partoriente deve poter immergersi in acqua fino sotto al seno per sfruttare la spinta idrostatica dell’acqua.

E’ possibile scegliere una struttura ospedaliera o scegliere di partorire in acqua a casa propria, acquistando o noleggiando la vasca affidandosi a personale sanitario a domicilio.

Il parto in acqua: sensazione di benessere per la donna e per il neonato

Tra i pro del partorire in acqua vi è sicuramente la comodità della mamma nel poter assumere le posizioni che più preferisce per affrontare le tanto fastidiose contrazioni uterine.

Alcuni studi scientifici hanno dimostrato che lo stare in acqua durante il parto è favorevole anche in termini di durata, un parto in acqua dura meno di quello normale.

Un ulteriore vantaggio  quello dell’utilizzo di analgesico, l’anestesia epidurale o spinale viene richiesta meno dalla paziente, poiché ci si sente più rilassate e di poter controllare la situazione.

L’acqua dona la sensazione di essere avvolte, sentendosi più leggere e provando una sensazione di rilassamento nonostante il momento intenso che si  sta vivendo.

Tra i benefici del parto in acqua per la donna gravida vi sono:

  • miglioramento della circolazione sanguigna
  • diminuzione degli ormoni dello stress (chiamati catecolamine)
  • rilassamento muscolare
  • controllo della respirazione (questa è più regolare, grazie all’umidità dell’acqua)
  • riduzione della durata di dilatazione del collo dell’utero
  • tessuti del perineo più elastici grazie all’acqua (evitando eventi di episiotomia )

Anche il neonato nato in acqua ne percepisce dei benefici, il bambino infatti sarà più tranquillo rispetto ad un parto normale, questo avviene perché  passa direttamente dal liquido amniotico all’acqua.

Questo passaggio sarà per il neonato meno brusco, ritrovandosi quasi in un ambiente simile a quello in cui si è cresciuti, nella pancia della mamma.

Il neonato non avverte disagio nel nascere in acqua grazie al diving reflex, cioè il riflesso di immersione (un insieme di reazioni sia a livello cardiovascolare che respiratorio), un riflesso innato in ogni neonato, che permette di andare in apnea se immerso in acqua.

Il parto in acqua: le controindicazioni

Ci sono dei casi in cui il parto in acqua non è indicato alle future mamme, questo può accadere nel caso in cui la paziente rientri in queste casistiche.

  • la gravidanza non è arrivata a termine, parto prematuro
  • comparsa di emorragie, sanguinamento vaginale
  • è necessario monitorare il cuore del feto se non vi è un dispositivo subacqueo
  •  eccessiva stanchezza della mamma durante il travaglio
  • gravidanza gemellare
  • malformazione fetale
  • iperpiressia materna (febbre)

Sono pochi i rischi associati al parto in acqua, è possibile comunque che si presentino problemi respiratori del neonato causati da emorragie o infezioni dovute alla permanenza in acqua.

Il confronto con il ginecologo e la struttura idonea per partorire in acqua

Il ruolo del ginecologo è fondamentale per una futura mamma che desidera partorire in acqua, è una tipologia di parto che va discussa con il proprio ginecologo di fiducia, per valutare se è una modalità idonea allo stato di salute della partoriente.

Questa scelta deve essere sempre valutata con il proprio medico e l’ostetrica poiché l’equipe deve essere al corrente dell’andamento della gravidanza della paziente ed essere concordi sul tipo di scelta.

E’ opportuno informarsi con il personale sanitario in merito alla struttura ospedaliera (pubblica o privata) che sia fornita di tutto il necessario per eseguire questa tipologia di parto.

Anche le ostetriche devono essere pronte e specializzate per poter assistere la paziente ed effettuare le manovre nel miglior modo possibile.

Alcune strutture sanitarie infatti sono preparate al travaglio in acqua ma non per la nascita del bambino in acqua.

Alcune cliniche danno la possibilità alla donna di “approfittare” della vasca solo per alleviare le contrazioni ed i dolori associati ma il parto avviene al di fuori.

La Redazione

Dott.ssa Nicoletta Vendola Ginecologa a Vercelli

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