Whiplash o colpo di frusta

Whiplash, o meglio colpo di frusta, è una problematica che può ripresentarsi anche anni dopo che si è verificato in trauma.

I sintomi all’inizio possono manifestarsi in modo acuto o lieve, e molte volte anche assenti. Accade però che i dolori si fanno sentire a distanza di tempo.

Questo avviene perché a seguito del trauma subito si innesca un meccanismo di adattamento a livello posturale che andrà nel tempo proprio a modificare la postura stessa del paziente, senza che quest’ultimo si accorga.

Cos’è il colpo di frusta

Il colpo di frusta, è un movimento brusco ed inaspettato che si verifica prevalentemente nella zona cervicale ed è uno degli eventi traumatici più frequenti, non solo in tamponamenti stradali, possono essere il risultato di un tuffo in piscina, nello sport, ma anche in cadute banali.

Tutti i casi di “colpo di frusta” hanno una dinamica comune: una iperestensione (la testa si piega all’indietro sul collo e i muscoli flessori si contraggono) seguita da una iperflessione (la testa rimbalza in avanti comprimendo le strutture del collo). A volte si può avere anche un movimento laterale, che complica ulteriormente gli effetti della lesione.

 

I sintomi del colpo di frusta

I sintomi sono diversi:

  • cefalea,
  •  vertigini,
  • torcicollo,
  • sensazione di rigidità del capo e del collo, delle spalle e della schiena,
  •  rigidità articolare,
  •  vertigine,
  • dolore scapolare, mano e dita,
  • formicolii,
  • disturbi da compressione del nervo vago come: acidità di stomaco, crampi, difficoltà di deglutizione, nausea, vomito, tachicardia, gastrite, reflusso gastroesofageo.

Come trattare il colpo di frusta

Non si deve trattare solo la cervicale ma tutta la colonna vertebrale e le altre parti del corpo, considerando l’unità dell’organismo.

Dopo un’attenta anamnesi, di valutazione del paziente, si verifica la sua postura e successivamente vengono effettuati test di mobilità.

Nei pazienti che hanno subito un colpo di frusta importante, bisogna iniziare a controllare ed eventualmente migliorare la funzionalità del bacino (l’osso sacro, le ali iliache, il coccige) e verificare anche gli arti inferiori. Anche spalle, costato, la clavicola, la prima costa e lo sterno, necessitano di eventuale valutazione. In queste zone possiamo ritrovare tensioni dovute al trauma, spesso vengono sottovalutate e quindi i dolori tornano a farsi sentire.

Il lavoro dell’osteopatia attraverso la manipolazione, è proprio quello di andare a verificare le zone che presentano maggiore rigidità e restrizione di movimenti che possono con il tempo portare a compensazioni posturali di cui si parlava sopra.

Non bisogna quindi trascurare il sintomo o in caso di assenza, aspettare che esso si manifesti, ma bisogna subito rivolgersi allo specialista, per evitare di andare incontro a problematiche future.

Dr. Chiacchio Simone – osteopata  – Studio Sinergia

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