Utilizzo della idrocolonterapia nel Colon Irritabile: studio osservazionale Caso-Campione

Comitato Scientifico

Il colon irritabile rappresenta una tra le più complesse sindromi funzionali affrontabile sia dallo specialista che dal medico di medicina di base.

Tale condizione, specie se cronicizzata, comporta severe modificazioni della vita del soggetto che ne è affetto e spesso ne condiziona il ritmo di vita, sia personale che lavorativo.

I concetti comuni della definizione di colon irritabile

Nella definizione di colon irritabile rinvenibile in letteratura vi sono alcuni concetti comuni di estrema importanza. Tra essi citiamo qui, per brevità:

  • la netta tendenza al sesso femminile,
  • all’elevato grado di stress sia professionale che personale,
  • ad una concomitante presenza di senso di impellenza alla emissione di feci a tempo variabile dall’evento scatenante.

Quest’ultimo, dal suo canto, può essere rappresentato dai più svariati stimoli, sia esogeni che endogeni; la sistematizzazione di tali stimoli, causanti l’effetto, si scontra con inevitabili complicanze di tipo classificativo.

La diagnosi tardiva

Il dato ufficiale del 14% come incidenza del colon irritabile nella popolazione sembra essere stimato per difetto, perché molto frequentemente il soggetto si presenta al medico o dallo specialista solo dopo un lungo periodo di tempo.

Ciò comporta un ritardo nella diagnosi ed un conseguente ritardo nella impostazione terapeutica, quasi sempre effettuata mediante sostanze farmacologiche in grado di modificare la periodicità del meccanismi isoperistaltici a carico dell’intestino.

Colon irritabile e invecchiamento: non c’è relazione

Curiosamente, il colon irritabile non sembra aumentare in modo esponenziale con il progredire dell’età e questo concetto non concede ampi spazi interpretativi alle teorie dell’invecchiamento sulle funzioni della motilità involontaria intestinale, come spesso riportato od opinione comune.

La terapia del lavaggio del tratto terminale del colon: l’idrocolonterapia

Accanto alle terapie per così dire tradizionali, da circa un decennio numerose evidenze cliniche ed osservazionali hanno permesso di valutare con maggiore attenzione, nei pazienti correttamente selezionati, il ruolo svolto dal lavaggio del tratto terminale del colon (idrocolonterapia), dimostratosi come un efficace e valido strumento in corso di colon irritabile.

In realtà, tali dati osservazionali si applicano anche alla stipsi e sono sempre maggiori le evidenze cliniche che indicano il razionale dell’utilizzo del corretto lavaggio del colon anche in questa condizione che affligge un numero sempre maggiore di popolazione, non solo in Italia, ma nel mondo intero.

L’idrocolonterapia nei Paesi Europei

Secondo la Società Italiana di Idrocolonterapia ad oggi più di 5000 soggetti hanno ricevuto, almeno per un ciclo di 5 sedute (limite arbitrario protocollare), un trattamento di idrocolontarapia in centri medici italiani.

Anche se tale procedura terapeutica gode di ampia diffusione soprattutto nel Nord America ed in Germania (dove viene eseguito da personale paramedico altamente qualificato e specializzato nel settore), non sono rinvenibili in letteratura dati inerenti tale utilizzo a scopi terapeutici nei Paesi Europei, Italia compresa.

Un primo tentativo di sistematizzazione ed inquadramento di tali dati provenienti da situazioni funzionali definibili come colon irritabile è stato eseguito nel 1992. Sono emersi dati concordi sulla necessità di migliorare i criteri di inclusione ed esclusione dei futuri protocolli sperimentali e clinici, al fine di migliorare sia l’inclusione e inquadramento della popolazione che i risultati clinici ottenibili da questa metodica.

Tali considerazioni metodologiche hanno, senza alcun dubbio, il pregio di ottenere criteri standardizzati da applicare ai futuri protocolli terapeutici, oltre al fatto di evitare, come purtroppo accade ancora oggi, una inutile dispersione dei casi clinici ottenibili e pubblicabili, a tutto vantaggio non solo dei pazienti, ma anche della tecnica medesima.

Materiali e metodi di esecuzione

E’ stato valutato il miglioramento clinico in seguito a trattamenti di idrocolonterapia (ICT) (Hydromat-Hermann) in 66 pazienti di ambo i sessi (maschi:8; femmine: 58 di età compresa tra i 18 e 65 anni con sintomi di colon irritabile da almeno 3 mesi, limite arbitrario protocollare)

Dopo Consenso Informato, tutti i pazienti sono stati sottoposti a visita medica completa mirata ad evidenziare l’eventuale presenza di patologie di ordine infiammatorio acuto a carico del tratto GI, nonché eventuali presenze ostruttivo-riduttivo-proliferative a carico del tratto terminale del grosso intestino.

I criteri di esclusione stabiliti

  1. Presenza di processi infiammatori acuti e sub-acuti a carico del colon disconfort intestinale comprendenti diverticoliti, in atto negli ultimi 15 giorni (diagnosi clinica).
  2. Stato gravidico accertato (diagnosi clinica).
  3. Insufficienza cardiaca congestizia (NYHA grado II: diagnosi clinica).
  4. Insufficienza
  5. Poliposi e/o sospetta poliposi rettale (diagnosi anamnestica e successiva conferma strumentale).

Al termine della visita medica, a tutti i pazienti è stato chiesto di compilare un questionario mirato a sistematizzare, sulla base dei disturbi soggettivi, i sintomi causati dalla patologia in studio; questo prendendo in considerazione l’insieme della caratteristiche organolettiche, della quantità, del tipo e della morfologia delle feci, nonché dei sintomi pre-terapia, del numero e tipo di scariche, del dolore addominale come evidenziato ed approvato.

Tabella sinottica delle caratteristiche basale dei 66 pazienti dello studio clinico

Dolore Pre-Ev. Frequenza Alvo Consis. Feci Pres. Muco Defecazione Meteorismo
Scala di punteggio: 1-10
28/66 <3/die: 45/66 Molli: 27/66

Dure: 10/66

NO: 33/66

SI: 12/66

Incompleta: 14/66

Impellente: 16/66

Difficoltosa: 11/44

Tot: 49/66

Sporad: 1-2: 4/49

Intermit: 3-4: 10/49

Ingrav: 5-7: 17/49

Costante: 7-10: 18/49

 

In 30/66 pazienti era presente un concomitante dolore addominale pre-evacuativo che si autorisolveva al termine della evacuazione.

19/66 pazienti riferirono la presenza di feci scarse, mentre 42/66 la presenza di feci abbondanti.

Per quanto riguarda il meteorismo intestinale, i dati riportati riguardano la valutazione soggettiva del disagio presente prima dell’evacuazione: la scala di valutazione usata è quella proposta dal Congresso Roma2.

Tutti i 66 pazienti sono stati trattati mediante idrocolonterapia da un minimo di 1 seduta ad un massimo di 9 sedute (limite arbitrario protocollare; sedute successive alla prima intervallate da almeno 7 +/- 3 giorni, limite protocollare arbitrario).

I risultati dell’idrocolonterapia nei 66 pazienti dello studio clinico

La seguente tabella riassume i dati relativi al trattamento eseguito in tutti i pazienti.

Numero di sedute

Idrocolonterapia

Intervallo tra

Sedute

Riduzione

Meteorismo

Drop-Out
Min: 1 Max : 7 *:causa
1: 22/66

2: 15/66

3: 11/66

4: 12/66

5: 4/66

6: 2/66

7 (+/- 3) gg SI: 40/66

NO: 18/66

 

NON RIFERITO: 8

0 (zero)

 

I risultati dello studio clinico pilota si possono così riassumere:

Tra i 66 pazienti che hanno ricevuto il trattamento con idrocolonterapia, 60 hanno riferito un netto miglioramento entro la quarta seduta di trattamento, come riassunto nel grafico seguente:

40/66 riferirono un miglioramento del meteorismo tra la quinta e la settima seduta, come evidente da grafico seguente.

51/66 riferirono un miglioramento soggettivo dell’attività peristaltica ed il superamento dei dolori alla defecazione, come riassunto dal grafico seguente.

Anche se ulteriori dati sperimentali e clinici sono ovviamente necessari, i dati di questo studio clinico mettono quindi in evidenza l’utilità del trattamento con idrocolonterapia nel colon irritabile ponendolo come valido strumento terapeutico privo di effetti collaterali ed efficace sia nel meteorismo che nella riduzione dei sintomi soggettivi legati ai dolori pre-peri- e postevacuativi tipici del colon irritabile.

Bibliografia

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Dott.ssa Rosanna Giuberti

 

 

 

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