Endometriosi: nemica della salute femminile

Endometriosi nemica della salute femminile
Endometriosi: nemica della salute femminile

L’endometriosi è una malattia che colpisce il sesso femminile ed è causata dall’accumulo anomalo di cellule endometriali fuori dall’utero. L’endometrio è una mucosa che ricopre la cavità interna dell’utero.

Si tratta di una patologia molto dolorosa ed invalidante. Si può manifestare già dalla prima mestruazione.

L’ endometriosi ha risvolti pesanti sulla vita della donna. Risulta infatti invalidante sia dal punto di vista della vita quotidiana che dei rapporti di coppia.

Endometriosi: poco conosciuta, molto dannosa

Nonostante susciti interesse dal punto di vista clinico, l‘endometriosi appare ancora una malattia in gran parte sconosciuta, soprattutto per quanto concerne le conseguenze che può portare sulla fertilità.

Da sola non comporta necessariamente sterilità. Nonostante ciò, è certo che essa in diversi modi danneggi l’apparato riproduttivo femminile.

Endometriosi: incidenza e diffusione

L’endometriosi è una patologia benigna. Questa malattia può colpire donne di qualsiasi età, sebbene l’incidenza maggiore – alla diagnosi – si abbia tra i 30 e 40 anni.

La percentuale di donne affette da endometriosi è abbastanza elevata. Secondo recenti statistiche, il 6-10% della popolazione generale di sesso femminile è interessata da questa malattia.

Endometriosi: cause

Non esistono cause precise. Sono state espresse sull’argomento diverse teorie:

  • Teoria della mestruazione retrograda. Secondo tale teoria, gruppi di cellule dell’endometrio, che si sfaldano durante le mestruazioni, passano attraverso le tube di Falloppio fino a raggiungere la cavità addomino-pelvica.
  • Teoria metaplasica. In base a questa teoria, le cellule del peritoneo andrebbero incontro, per cause sconosciute, ad una trasformazione in cellule dell’endometrio.
  • Teoria della disseminazione per via linfatica ed ematica. Secondo tale teoria, le cellule dell’endometrio raggiungono altri organi (es: polmoni o reni) attraverso il sistema linfatico o attraverso il sangue.
  • Teoria ormonale. Tale teoria afferma che l’endometriosi dipenda dall’attività degli estrogeni, i quali porterebbero alla trasformazione in cellule endometriali delle cellule che invece erano destinate ad altre funzioni.

Endometriosi: tipologie e stadi della malattia

L’endometriosi si differenzia in 4 tipologie collegate a 4 stadi di gravità della malattia:

  • endometriosi lieve (minima), corrispondente a primo stadio, in cui le lesioni sono superficiali e di dimensioni minime (2-3 mm);
  • endometriosi lieve (tipica), corrispondente al secondo stadio, in cui le lesioni sono ancora superficiali, ma iniziano ad avere dimensioni maggiori (1-3 cm);
  • endometriosi moderata (cistica), corrispondente al terzo stadio, in cui le lesioni sull’ovaio appaiono di tipo cistico e di diametro dai 3-4 cm di media fino a casi di 15 cm;
  • endometriosi severa (profonda), corrispondente al quarto stadio, in cui le dimensioni medie delle lesioni arrivano a 5-6 cm, con estensione agli organi pelvici contigui, vescica compresa.

Al terzo e quarto stadio, l’endometriosi necessita di intervento chirurgico.

Endometriosi: sintomi

In alcuni casi, l’endometriosi è asintomatica e quindi si può scoprire di esserne affette solo in occasione di interventi chirurgici oppure in conseguenza di esami per accertare forme di sterilità.

Nelle donne che presntano sintomi, i segnali di allarme possono riassumersi in:

  •  Dolore pelvico cronico.
  •  Dismenorrea, cioè mestruazioni molto dolorose.
  •  Dolore pelvico e all’interno della vagina durante i rapporti sessuali.
  •  Dolore quando si urina.
  • Alterazioni del ciclo mestruale, con forti perdite di sangue durante le mestruazioni o con perdite di sangue durante il periodo di intervallo delle mestruazioni.
  • Sanguinamento rettale durante le mestruazioni;
  • Riduzione della fertilità;
  • Presenza di tumefazioni o masse pelviche dolenti;
  • Affaticamento, febbricola, diarrea o stitichezza, nausea e gonfiore, in particolare durante le mestruazioni.

Terapia e rimedi

La comparsa di sintomi che possano far sospettare la presenza di endometriosi devono essere campanelli d’allarme e spingere la donna a contattare immediatamente il proprio ginecologo.

Le cure devono cercare di eliminare tutti i focolai presenti, conservando il più possibile le strutture genitali interne femminili.

Terapia farmacologica

Prima di iniziare una cura a base di farmaci, è consigliato attendere 6-12 mesi, in quanto la malattia potrebbe regredire spontaneamente. Nel caso in cui la patologia non dovesse scomparire naturalmente, è necessario iniziare una terapia farmacologica o chirurgica (nei casi più gravi).

I medicinali più usati sono quelli a base di progesterone, come la classica pillola anticoncezionale. Questi farmaci possono essere usati per lunghissimo tempo ed agiscono solo per tenere sotto controllo i sintomi, migliorando la qualità di vita delle pazienti.

Terapia chirurgica

Quando si renda necessario intervenire chirurgicamente, si può procedere con:

  •  Laparoscopia (piccoli fori, con accesso chirurgico non invasivo, praticato nella parete addomino-pelvica), consigliata alla maggior parte delle pazienti;
  • Laparotomia (incisione, con accesso chirurgico tradizionale, nella parete addomino-pelvica), consigliata nei casi più gravi, quando sono interessati il retto vaginale, vescicale, ureterale o intestinale.

Endometriosi nei LEA

Attualmente, l’endometriosi al terzo e quarto stadio rientra nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Ciò consente di sottoporsi gratuitamente ogni 6 mesi ad una visita e ad alcuni esami di controllo quali ecografia transvaginale, ecografia transrettale, ecografia addome e clisma opaco. Considerato che in molti casi la malattia peggiora nel tempo, è auspicabile che anche i primi due stadi di endometriosi possano rientrare nei LEA, con l’aggiunta dei farmaci necessari per la terapia.

Alberto Bozzolan

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Dott.ssa Nicoletta Vendola Ginecologa a Vercelli

Dott.ssa Nicoletta Vendola