Partenio: possibile soluzione naturale per emicrania e non solo

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Il partenio è una pianta che sembra un incrocio tra camomilla e crisantemo, appare come una margherita, ma ha il fusto più alto.

Da sempre è riconosciuto che abbia proprietà toniche e febbrifughe. Nella medicina popolare viene infatti utilizzato per la febbre, l’artrite e l’emicrania, quindi la scienza lo ha studiato e ha trovato meccanismi d’azione simili al principio attivo dell’aspirina.

Infatti, gli estratti di questa pianta inibiscono la sintesi dei composti che promuovono l’infiammazione, incluse le prostaglandine, i leucotrieni e i trombossani.

Benefici sull’umore

Non solo, pare che il partenio inibisca l’aggregazione piastrinica, promuova la produzione di serotonina regolando in positivo il tono dell’umore. Grazie a questa azione, il partenio può essere usato negli stati di ansia e insonnia, nonché nella sindrome premestruale.

Benefici sull’emicrania

Il partenio ha un’azione tonica sulla muscolatura liscia vasale, il che lo rende consigliato in caso di emicrania. Infatti, nelle emicranie l’eccessiva dilatazione dei vasi fa sì che gli stessi vasi tocchino le cellule nervose, questo stimolo viene tradotto in dolore.

Il partenio con la sua azione tonica vasocostringe, pertanto riporta il diametro dei vasi alle normali dimensioni, contribuendo a risolvere l’emicrania.

Tra i diversi principi attivi contenuti vi è il partenolide che esercita questa azione sui vasi, e che pare avere davvero tante proprietà, fra cui quella di contrastare il cancro.

Benefici sui dolori mestruali

Altra particolarità che presenta il partenio è che, essendo un rilassante muscolare, risulta utile nell’attenuare la dismenorrea (dolori del mestruo), proprietà è dovuta alla axillarina.

A chi non è indicato

Purtroppo, favorisce anche la produzione di istamina, per cui sarebbe bene venisse evitato dagli allergici. Inoltre, può dare vomito e bruciori di stomaco, pertanto è sconsigliato a chi soffre di gastrite/reflusso.

Essendo che favorisce contrazioni uterine è vietato in gravidanza. Lo si può consumare sia sottoforma di tisana che in capsule, ma anche come tintura madre o polvere.

 

Dott.ssa Valeria Cantarelli