Presbiacusia e disturbi cognitivi dell’anziano

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La presbiacusia, ovvero la fisiologica diminuzione dell’udito delle persone anziane, si instaura per l’interessamento di ogni settore dell’apparato uditivo (dalla membrana timpanica fino alle aree corticali primarie e secondarie del lobo temporale).

Numeri, cause e manifestazione

In Italia interessa il 40 % degli over 60 ed è il più frequente deficit sensoriale nell’anziano. E’ una malattia multifattoriale ovvero generata da più fattori fra i quali la predisposizione genetica ed i fattori ambientali.

Il declino della funzione uditiva si manifesta con una riduzione progressiva e bilaterale della capacità di udire i toni puri con conseguente difficoltà di comprendere il linguaggio parlato.

In seguito, si genera un’alterazione della capacità di attenzione e della memoria con conseguente ulteriore diminuzione delle abilità cognitive.

Recenti studi hanno dimostrato che, in pazienti con ipoacusia, si ha una riduzione volumetrica delle aree cerebrali del lobo temporale ove sono le aree acustiche primarie e della sostanza bianca con associate modificazioni neurologiche di tutte le strutture neuronali centrali.

Presbioacusia e demenza senile

La presbioacusia ha un impatto rilevante sulla qualità di vita in quanto genera isolamento del paziente dalla vita sociale, scarsa comunicazione verbale, deplezione della riserva cognitiva, ansia e depressione. A questo quadro clinico si associano altre patologie tipiche dell’anziano (flogosi, fattori vascolari) che peggiorano la presbiacusia.

A questo punto si può avere una conversione in demenza senile. Oltre ai fattori favorenti sopra espressi si devono associare: una predisposizione genetica, fattori ambientali, personale “riserva cognitiva” accumulata.

La demenza senile è una patologia multidisciplinare che vede il neurologo come capo fila. Deve essere fatto un accurato percorso diagnostico in modo da arrivare alla migliore terapia.

Una proiezione statistica evidenzia che nel 2050 ci saranno 100 milioni di pazienti affetti da demenza senile nel mondo. Si possono mettere in atto delle misure preventive atte a ridurre la percentuale di insorgenza e quindi a diminuire il numero di casi entro il 2050.

Come prevenire la demenza senile

Per una buona attività preventiva l’anziano deve svolgere/essere sottoposto a:

  • attività di svago,
  • attività fisica,
  • correzione dell’ipoacusia con apparecchio acustico,
  • cura del diabete per il suo impatto sulla microcircolazione,
  • adeguata e corretta nutrizione,
  • correzione dell’ipovisione.

Dobbiamo inoltre sviluppare dei programmi di screening per preservare le capacità residue mediante una precoce valutazione del declino sensoriale e cognitivo. Questo viene attuato mediante campagne di sensibilizzazione degli specialisti, ma anche mediante una diffusione capillare di queste informazioni alla popolazione mediante articoli come questo.

Cosa può fare lo specialista ORL

Per quanto concerne lo Specialista Otorinolaringoiatra la prevenzione della demenza senile viene effettuata consigliando al paziente presbiacusico di utilizzare una protesi acustica, cioè un apparecchio elettronico miniaturizzato, che ha il compito di ricevere ed amplificare i suoni ambientali e successivamente di riproporli adattati all’orecchio del paziente. Questo permette di riportare la stimolazione dell’area acustica e l’attenzione del paziente a livelli normali.

Ovviamente, dobbiamo combattere il rifiuto del paziente ad accettare questo tipo di ausilio, in quanto sappiamo che molto facilmente il soggetto svilupperà una demenza senile per la quale non c’è rimedio. Abbiamo notato che, presentando al paziente questo possibile quadro, riusciamo più facilmente a convincerlo.

 

Dott. Francesco Grazioli

 

 

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