La radiofrequenza in ginecologia: dall’incontinenza urinaria all’atrofia vulvovaginale

Da tempo, ormai, la radiofrequenza è utilizzata per trattare in maniera assolutamente non invasiva i diversi tipi di inestetismi legati all’avanzare dell’età.

La radiofrequenza fa uso di onde elettromagnetiche ad alta frequenza che hanno la capacità di recare effetti benefici nei tessuti.

La radiofrequenza è utilizzata sia nei saloni di bellezza che in medicina, ma le due cose vanno ben distinte, sia dal punto di vista delle indicazioni che della tecnologia impiegata.

I dispositivi medicali permettono ai medici di regolare l’intensità delle onde elettromagnetiche emesse, ed hanno specifici protocolli per l’impiego nel trattamento di patologie definite, mentre quelle ad uso prettamente estetico hanno potenze fisse e inferiori rispetto alle altre.

I risultati ottenuti in campo medico, come ovvio che sia, sono dunque più marcati in termini di durata, efficacia e sicurezza.

L’invecchiamento nelle donne

Con il trascorrere degli anni, inevitabilmente tutto il corpo può risentire degli effetti del processo di invecchiamento, e questo riguarda anche i tessuti degli organi genitali.

Già a partire dai 35 anni, ma in particolar modo con l’avvento della menopausa ed il conseguente calo del livello degli ormoni estrogeni, la maggior parte delle donne inizia a notare una perdita di turgore generale, che colpisce anche le grandi labbra e le piccole labbra (e, in generale, tutti i tessuti vulvovaginali).

Si tratta di un fenomeno del tutto normale, ma che in alcuni casi può portare a pesanti conseguenze sia dal punto di vista fisico che psicologico.

Infatti, la percezione che ciascuna donna ha del proprio corpo può incidere in modo significativo sul suo benessere psicofisico, pertanto l’invecchiamento anche delle parti più intime del corpo non è una questione unicamente estetica.

Inoltre, perdere turgore nelle zone in questione, oltre che disagio psicologico, comporta anche altre conseguenze, quali:

  • Riduzione della sensibilità durante i rapporti
  • Difficoltà da parte della donna di portare avanti una relazione sessuale
  • Depressione, come conseguenza dei punti precedenti.

Come risolvere il problema?

Risolvere il problema è oggi possibile grazie a nuovi approcci terapeutici, tra i quali in particolare spicca la radiofrequenza.

Grazie a questa si verifica un vero e proprio ringiovanimento vulvare e vaginale che, oltre che a migliorare l’aspetto delle aree interessate dall’invecchiamento, aiuta a recuperare la fiducia in se stesse, le sensazioni di piacere sessuale e non solo …

Cos’è la radiofrequenza vulvare?

Le sedute di radiofrequenza non recano alcun fastidio alle pazienti, ma grazie all’aumento della temperatura dei tessuti (che avviene con l’emissione delle onde elettromagnetiche) si riattiva un metabolismo che sollecita la produzione naturale di elastina e collagene della pelle e delle mucose.

Il risultato finale, quindi, è una pelle più “fresca” e tonica.

La zona che maggiormente interessa il trattamento è quella delle grandi labbra, in cui si producono

  • Contrazione immediata della pelle nella zona trattata
  • Miglioramento della mollezza della pelle grazie a un rimodellamento del collagene.

Ciascuna seduta ha una durata variabile dai 15 ai 30 minuti, e solitamente sono necessarie 4 sedute in totale per completare il trattamento, distanti 15 giorni l’una dall’altra.

Gli effetti prodotti sono duraturi, ma non definitivi, perché il processo di invecchiamento è inevitabile e impossibile da fermare, ecco perché gli specialisti raccomandano una seduta di mantenimento ogni anno dalla fine del trattamento.

Dopo il trattamento non sono necessarie restrizioni o precauzioni specifiche, e la totale non invasività del trattamento, nonché la sua rapidità, ne consentono spesso una collocazione ideale anche in tempi ristretti, come può essere la “pausa pranzo”, per non interferire nella normale quotidianità personale o lavorativa della donna.

Ulteriori vantaggi e indicazioni della radiofrequenza ginecologica

Andando a stimolare e migliorare l’elasticità e compattezza del canale vaginale, la radiofrequenza è un tipo di trattamento indicato anche per chi soffre di dispareunia (dolore durante e/o dopo l’atto sessuale) e di forme di incontinenza urinaria.

Per quelle donne – più giovani o più anziane – che conducono una vita sessualmente attiva, questo trattamento potrebbe correggere anche il problema della lassità vaginale, che subentra spesso dopo i parti naturali.

Nel periodo della menopausa, un trattamento di radiofrequenza aiuta anche a risolvere e alleviare la sindrome genitourinaria, ovvero l’assottigliamento dei tessuti a livello della vescica e dell’uretra, mentre nel post-menopausa può curare l’atrofia vulvovaginale e tutti i sintomi a questa correlati.

Quest’ultimo è un problema presentato da più del 50% delle donne, dovuto alla carenza ormonale nel periodo di peri e post menopausa, ma ci sono anche casi di giovani donne che ne soffrono, ad esempio in seguito ad amenorrea (spontanea o indotta da trattamenti medici come quelli per il tumore della mammella) e dopo una gravidanza.

L’atrofia vulvovaginale è causa di molteplici disagi psichici e fisici, perché porta con sé disturbi come

  • Secchezza e bruciore vaginale
  • Perdite di urina
  • Cistiti frequenti
  • Penetrazione dolorosa e conseguente difficoltà nell’avere rapporti sessuali.

Per chi è indicata la radiofrequenza?

La radiofrequenza è sicuramente dedicata a tutte quelle donne che, per le varie motivazioni sopra esposte, vogliono rimodellare le piccole e grandi labbra, riducendo le asimmetrie e migliorare turgore e mollezza dell’area vaginale.

Non esistono sostanziali controindicazioni, se non l’essere portatrici di un pace-maker cardiaco; da segnalare in particolare che le donne che manifestano disturbi da atrofia vulvovaginale causata dai trattamenti per un tumore al seno possono trovare nella radiofrequenza una ottima scelta terapeutica, senza controindicazioni in quanto del tutto priva di uso di ormoni.

Pur non trattandosi di un trattamento invasivo e fastidioso, il ringiovanimento vaginale mediante radiofrequenza ginecologica porta ottimi risultati.

Il calore emesso, come già detto, permette che si produca collagene, che consente un miglioramento della tenuta dei legamenti del pavimento pelvico ed un ottimo trattamento  dell’incontinenza urinaria e di altri tipi problematiche come il prolasso vaginale.

Inoltre, la radiofrequenza ginecologica aiuta a migliorare la lubrificazione della vagina (rimediando all’atrofia) e induce anche la formazione di elastina che – assieme al collagene – conferisce più elasticità della pelle.

In tal modo si riducono i disagi in tutti i campi di interesse, fino a un miglioramento della vita sessuale (oltre che un rapporto nettamente migliore tra la paziente e il proprio corpo).

Conclusioni

Seppur si tratti di un trattamento mininvasivo e apparentemente semplice, la radiofrequenza ginecologica interessa delle zone molto delicate del corpo femminile, pertanto le indicazioni al suo impiego e l’effettuazione delle sedute devono essere gestite esclusivamente da medici specialisti.

Essendoci la possibilità di migliorare la propria (e quella di coppia) qualità di vita ed il rapporto con il proprio corpo in maniera

  • Sicura
  • Efficace
  • Indolore,

è bene che qualunque donna con i problemi e disagi sopracitati si sottoponga ad una valutazione specialistica per valutare la possibilità di impiego della radiofrequenza ginecologica.

Dr. Stefano Fracchioli – Medico Ginecologo a Torino

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