Il morbo di Crohn: le cure mediche e chirurgiche

Indice


Il morbo di Chron è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino, descritta per la prima volta all’inizio del secolo scorso. La malattia è caratterizzata dall’alternanza di periodi di presenza attiva e periodi di remissione influenzati da una patogenesi complessa, in cui l’infiammazione gioca un ruolo chiave

Si tratta sostanzialmente di una reazione immunologica abnorme da parte dell’intestino nei confronti di determinati antigeni e fattori ambientali ancora non ben determinati. Essa comporta lo sviluppo di ulcere intestinali alternate a tratti di intestino sano. Se non trattata debitamente, può condurre a ulteriori e sgradite complicanze, quali stenosi (restringimenti anomali e innaturali di vasi sanguigni), o fistole (ovvero tragitti patologici che si creano tra un organo e l’altro). 

L’infiammazione del morbo di Crohn interessa tutto l’intestino, ma la parte più frequentemente colpita è l’ileo distale, cioè la parte finale dell’intestino tenue. È ben noto Il ruolo delle cellule infiammatorie nel mantenimento della malattia in fase attiva, perciò la maggior parte delle terapie mira a bloccare la cascata di citochine infiammatorie e pro-infiammatorie, cioè di molecole proteiche deputate a fornire istruzioni precise alle cellule.

Dato il limitato successo delle terapie mediche, il trattamento della malattia è prevalentemente chirurgico. Vediamo insieme quali sono i sintomi, come eseguire la diagnosi e quali sono le cure disponibili per il morbo di Crohn

Anatomia dell’intestino

L’intestino, parte dell’apparato digerente, è distinto in: intestino tenue (piccolo) ed intestino crasso (grande). Si trova tra il piloro (parte terminale dello stomaco) e l’orifizio anale. La sua funzione generale è portare a termine la digestione, iniziata già nella bocca.

Sintomi, diagnosi e trattamenti medici del morbo di Crohn

Il morbo di Crohn può insorgere in maniera molto diversa a seconda delle localizzazioni intestinali interessate. I sintomi più diffusi, tuttavia, sono diarrea cronica (che persiste per più di quattro settimane) e solitamente anche notturna, associata a forti dolori e crampi addominali. Talvolta vi è perdita di sangue con le feci e una leggera febbre, oppure sono presenti dolori articolari. Spesso si può riscontrare un calo di peso importante. 

Per quanto attiene alla diagnosi, gli esami e i test comprendono la colonscopia con biopsia che permette di valutare la mucosa intestinale, oltre all’ecografia intestinale e la risonanza magnetica nucleare (RM) che valutano le pareti dell’intestino e le strutture vicine. Infine, si eseguono i classici esami di laboratorio.

Sono disponibili molte terapie mediche per il trattamento del morbo di Crohn, ma non ancora risolutive. Tra queste, citiamo farmaci antinfiammatori come la mesalazina, antibiotici come i fluorochinoloni e il metronidazolo e immunosoppressori, cioè il metotrexato. 

Il trattamento del morbo di Crohn è multidisciplinare: la terapia medica si concentra sulla guarigione della mucosa e sulla riduzione dei sintomi. La chirurgia, invece, mantiene un ruolo chiave nel trattamento di complicanze come stenosi, perforazioni, fistole e ascessi. È noto che la recidiva chirurgica affligge oltre l’80% dei pazienti operati. Sono state quindi studiate diverse strategie chirurgiche per migliorare i risultati. L’introduzione di tecniche laparoscopiche ha permesso diversi miglioramenti, ma non è riuscita a ridurre le recidive. Altre tecniche chirurgiche sono attualmente in fase di valutazione per ritardare o prevenire l’ineluttabile recidiva, ma la cura chirurgica risolutiva per il morbo di Crohn deve ancora essere scoperta

Cura medica del morbo di Crohn

La gestione delle cure mediche per il morbo di Crohn deve essere personalizzata in base a vari fattori, come la gravità della malattia, il sottotipo, il comportamento e la sede della stessa. Inoltre, è importante considerare altri fattori come l’età alla diagnosi, l’estensione delle lesioni e le manifestazioni extra-intestinali. Di fatto, nessuno dei farmaci utilizzati nel trattamento dell’infiammazione è curativo in via definitiva o completamente sicuro.

La mesalazina è stata valutata in molti studi e non ha mai dimostrato di indurre o mantenere definitivamente la remissione dei sintomi. I suoi benefici sono legati alla maggiore sicurezza rispetto ad altri farmaci.

Gli antibiotici sono raccomandati principalmente per il trattamento delle complicanze legate all’infiammazione. Come la mesalazina, però, non mostrano una reale efficacia se non nel trattamento a breve termine della fistola perianale in associazione agli anti-TNF (inibitori dele fattore di necrosi tumorale). Gli agenti più frequentemente utilizzati sono il fluorochinolone e il metronidazolo.

I corticosteroidi sistemici hanno un’azione rapida e sono indicati per indurre la remissione. Purtroppo, la dipendenza o la resistenza agli steroidi possono comprometterne l’uso, spesso accompagnato da un’ampia gamma di effetti collaterali come obesità, ipertensione, glaucoma, cataratta e insufficienza surrenalica.

Un altro ruolo importante è svolto dagli immunosoppressori come le tiopurine e il metotrexato. Quest’ultimo, in particolare, può essere considerato un’opzione per i pazienti dipendenti dagli steroidi. Tra gli effetti collaterali si annoverano l’epatotossicità e più raramente la mielosoppressione. Essi sono vietati in gravidanza perché abortivi.

I farmaci anti-TNF sono considerati gli strumenti più potenti per trattare le forme moderate e gravi della malattia, da soli o in associazione con gli immunomodulatori per ottenere e mantenere la remissione. 

Banner-generale

Cura chirurgica del morbo di Crohn

Quando il morbo di Crohn è stato descritto per la prima volta, la terapia era esclusivamente chirurgica. Fin dall’inizio dell’esperienza sul campo sviluppata per risolvere il problema non c’è stato consenso su quale sia la procedura ottimale. Le due operazioni più eseguite, comunque, sono la resezione intestinale e la stritturoplastica

La resezione intestinale consiste nella rimozione totale o parziale dell’intestino, di solito del colon, prendendo in questo caso il nome di colectomia. Essa può essere operata, salvo eventuali controindicazioni, con tecnica laparoscopica, ovvero per mezzo di un accesso di pochi centimetri effettuato nella parte bassa dell’addome, dentro la quale vengono inseriti la videocamera operatoria e gli strumenti chirurgici. Considerando le frequenti recidive, ad oggi si tende a eseguire resezioni minime, in modo da risolvere la sintomatologia e permettere una guarigione più rapida.

La stritturoplastica è un intervento meno invasivo rispetto alla resezione, eseguito nei pazienti con stenosi multiple o già sottoposti a resezioni estese. Consiste nel fare un’incisione longitudinale su tutta la zona interessata da stenosi, che viene poi richiusa trasversalmente per ripristinare il corretto passaggio intestinale. In sostanza, non si asportano i tratti stenosati come succede con la resezione.

Fonte: Pathophysiology of Crohn’s disease inflammation and recurrence, PubMed Central

La redazine – Chiara Zanetti

Consulta i migliori proctologi e gastroenterologi

    Contatta il Medico

    Se vuoi richiedere un preventivo, chiedere informazioni, o semplicemente rispondere ad una Tua curiosità, inviaci i tuoi dati, verrai ricontattato nel giro di qualche giorno!

    Il tuo nome *

    La tua email *

    Oggetto

    Nome del dottore/ssa *

    Medico o area di interesse
    (Le richieste inviate tramite questo modulo di contatto NON pervengono direttamente ai medici, ma sono mediate da DossierSalute.com. Si prega di specificare il destinatario della richiesta. Grazie) *

    Il tuo messaggio *

    Acconsento al trattamento dei miei dati personali secondo quanto stabilito dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati - Regolamento GDPR 2018

    Condividi su