Dolori alle ginocchia: cosa si può fare agendo sulla postura

Nonostante le nostre gambe ci sorreggano e ci portino in giro tutti i giorni, poche persone si ricordano della loro esistenza, se non quando, costretti dalla pesantezza o dal dolore alle ginocchia, si vedono costrette a sedersi, a riposarsi, alla ricerca di un piccolo sollievo.

Dolori, infiammazioni e disagi sono campanelli d’allarme

Dolori, infiammazioni e disagi devono essere considerati come importanti segnali, campanelli di allarme e, come tali, non dovrebbero mai essere sottovalutati o trascurati.

Anche le ginocchia, dunque, come ogni altra articolazione del corpo, se non curate, possono arrivare ad essere fonte di dolori al punto da limitare persino il semplice camminare.

Quando i processi infiammatori e/o artrosici prendono il sopravvento, per modesta usura cartilaginea, versamenti articolari, borsiti, sinoviti, tendiniti etc., costringono la persona a zoppicare, a trascinarsi, sovraccaricando e utilizzando male spalle e colonna nel tentativo di sopperire alla impossibilità di camminare liberamente.

Il ritardo nella presa di coscienza del problema

Dato il tipo di vita frenetica che viviamo, l’alto livello di stress che subiamo ogni giorno, la mancanza di educazione all’auto-osservazione, quasi nessuno è così attento da saper cogliere i primi disagi del corpo o da poter osservare la propria postura per vedere se ci stiamo alterando nelle forme.

Quasi tutti prendiamo coscienza dei problemi quando ormai è un po’ tardi, quando la semplice infiammazione si è trasformata in dolore cronico per usura articolare, costringendoci a limitare i movimenti e, in alcuni casi, a fermarci.

Non dimentichiamo che tale articolazione è strutturata e programmata per durare almeno 100 anni.

I dolori acuti e i processi artrosici modificano la postura e la forma delle ginocchi.

Nel corso degli anni, anche da adulti, queste articolazioni possono deformarsi diventando valghe, ginocchia a x, o vare, ginocchia a parentesi tipiche dei calciatori, e in alcuni casi più grosse, irregolari, bitorzolute, più calde del dovuto.

Com’è fatto il ginocchio

Il ginocchio è un’articolazione posta a metà strada tra la coxo-femorale e la tibio-tarsica, cioè tra l’anca e la caviglia.

E’ formata essenzialmente da due ossa, il femore, coscia, e la tibia, gamba.

Anteriormente all’articolazione troviamo la rotula, che ha la funzione di proteggere il ginocchio e di facilitare l’azione del muscolo anteriore della coscia durante l’estensione della gamba, moltiplicandone la sua forza.

Un quarto osso sottile, posto lateralmente alla tibia, il perone, completa l’articolazione.

Importanti strutture che fanno parte del ginocchio sono:

  • la cartilagine, uno speciale tessuto protettivo che diminuisce gli attriti interni all’articolazione.
  • I due menischi che svolgono la funzione di cuscinetti ammortizzatori facilitando i movimenti e proteggendo l’intero ginocchio.
  • I legamenti che ne aumentano la stabilità.
  • La capsula articolare, un manicotto fibroso che ricopre e lubrifica l’articolazione.

Essendo il ginocchio una articolazione molto esposta, è facilmente vittima di traumi diretti come cadute, contrasti frontali o laterali, distorsioni, etc.

Il ginocchio come parte integrante del Sistema Tonico Posturale

Le ginocchia, come ogni altra parte del corpo, sono collegate, attraverso muscoli e catene muscolari, a tutto il sistema posturale, dunque a tutte le altre articolazioni.

Ogni articolazione, quindi, è in grado di influenzare le altre, adiacenti o non.

Il cervello, centrale di comando, gestisce tutto il sistema posturale in funzione delle informazioni che riceve da ogni parte del corpo attraverso diversi recettori: denti, articolazione temporo-mandibolare (ATM), occhi, pelle, orecchio interno (vestibolo), sistema digestivo/viscerale, piedi, etc.

Quando anche solo uno di questi recettori si trova in condizione di sofferenza, il Sistema Tonico Posturale, STP, cercherà di lenire tale sofferenza con degli aiuti quali tensioni muscolari, spasmi muscolari, gesti, movimenti, etc., proprio per alleviare il disagio delle aree sofferenti.

Il sistema dei compensi

Questi aggiustamenti antalgici, chiamati compensi, aiutano la zona dolorante ed innescano un meccanismo di alterazione della postura che avrà nuove ripercussioni nel tempo, ma in altre aree del corpo.

Non è raro infatti che si possano avere dolori alle ginocchia per colpa di compensi attuati dal STP nel tentativo di sfuggire ad una malocclusione, ad un dolore al collo, a problematiche viscerali, a una distorsione di una caviglia, etc.

Ovviamente, può essere vero anche il contrario, come detto in precedenza: a fronte di un trauma diretto alle ginocchia, il corpo intero si adopererà per non caricare il ginocchio dolorante scaricando tale disagio in una altra parte del corpo ancora disponibile e capace di compensare: zona lombare, anche, spalle, caviglie, gomiti, polsi, etc.

Questo sistema dei compensi giustifica l’aforisma usato in posturologia, che recita:

  • laddove si manifesta il dolore non si trova mai la causa, tranne che in caso di un trauma diretto.

Pertanto, con particolari esercizi di riequilibrio posturale si rintraccia e si tratta l’origine del problema, senza mai agire sull’area del dolore.

Le ginocchia possono soffrire di: condropatia femoro-rotulea, Osgood Shlatter, gonartrosi, condromalacia, meniscopatie, borsiti, capsuliti, tendiniti, instabilità rotulea, valgismo, varismo, recurvatum, etc., etc., proprio per colpa di alterazioni posturali, di compensi adattativi.

Le catene muscolari, sempre coinvolte in ogni problematica posturale, sono corresponsabili di quasi tutte le patologie osteo-muscolo-articolari e, come tali, devono inevitabilmente essere prese in esame, trattate, riequilibrate.

Cosa si può fare per migliorare la situazione?

Ogni dolore che il corpo manifesta è sempre espressione di una causa che l’ha provocato.

Se non siamo in presenza di traumi diretti, diventa doveroso partire da un’ampia e globale osservazione della postura, della storia dei traumi e dei dolori raccolta attentamente e approfonditamente attraverso una particolare indagine.

In studio, il Terapista Posturologo, una volta scoperta la causa del dolore e la logica di come si è formato, elaborerà la strategia d’intervento più opportuna grazie a specifici esercizi e manovre di riequilibrio delle tensioni muscolari presenti.

Si agirà, quindi, solamente attraverso il riequilibrio della Postura per ridurre ed eliminare il dolore, pur senza trattarlo direttamente.

Se e quando è importante potenziare i muscoli del corpo in presenza di dolori o per prevenirli

I muscoli sono i pilastri della nostra postura; se la postura è alterata, è fuori dubbio che qualche muscolo ne sia responsabile e debba essere rintracciato e normalizzato nella sua tensione di base.

E’ ovvio, quindi, che se si potenzia una struttura che è storta o alterata, fuori assetto, inevitabilmente si potenzieranno, ulteriormente, anche le storture ed i problemi stessi.

Dunque, mai potenziare un sistema aberrato prima di averlo normalizzato ed equilibrato.

 

Dott. Paolo Beretta

 

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