Trapianto di cuore: rara patologia risolta con un approccio innovativo

Focus

E’ balzata recentemente agli onori della cronaca la notizia della piccola di 6 anni nata con una grave cardiopatia congenita e salvata da morte certa grazie a un trapianto di cuore eseguito a Torino, con il quale si è andati a sostituire un cuore artificiale precedentemente impiantato. Indubbiamente si è trattato di un evento che trova la sua “eccezionalità” nell’età della piccola paziente e nella rarità e complessità dell’ anomalia. La bambina presentava infatti un difetto di sviluppo in epoca embrionale quando da un unico condotto vascolare si differenziano le 4 camere cardiache, 2 atri e 2 ventricoli, ognuna specializzata nel fornire sangue al distretto polmonare o nell’aorta e organi interni.  In questo raro caso si era sviluppato un unico ventricolo, mentre l’altro era rimasto solo abbozzato, inefficace, incompatibile con la vita.

Il percorso complesso è iniziato poco dopo la  nascita con un immediato intervento “palliativo”, per fare in modo che l’unico ventricolo potesse distribuire il sangue sia nell’aorta, e quindi a tutti gli organi, sia ai polmoni per la necessaria ossigenazione. Questa fase ha consentito  almeno di sopravvivere, di respirare e di crescere, condizione essenziale per poter intervenire successivamente in modo più radicale e definitivo. In questo modo, con una strategia mai tentata prima al mondo, si è potuto arrivare ai 6 anni di età con varie vicissitudini, episodi ripetuti di scompenso e  insufficienza cardiaca, che hanno poi reso necessario l’impianto transitorio  di un “cuore artificiale” con pompa esterna. Quando finalmente si è reso disponibile un cuore compatibile per dimensioni articolo trapianto fotoe genetica si è provveduto all’ultimo atto, il trapianto vero e proprio, che potrà finalmente consentire alla piccola una vita e una crescita normali. Il cosiddetto approccio sequenziale alla sostituzione dell’assistenza cardiocircolatoria con il cuore artificiale rappresenta una novità interessante che è stata già presentata al panorama scientifico internazionale.

Dal 2002 al 2015 sono stati effettuati in Italia 2.089 trapianti di organo in età pediatrica, di cui 312 di cuore. Nel 2015 sono purtroppo deceduti prima del trapianto 76 dei 1.059 pazienti, adulti e bambini, che erano in lista di attesa per un trapianto di cuore. Nel 2015 i donatori in Italia sono stati 1388, pari a poco meno di 23 per milione di abitanti, un numero ancora insufficiente. Speriamo che sempre più persone prestino il consenso esplicito alla donazione degli organi (e dei tessuti), attraverso i canali predisposti: Uffici Anagrafe dei Comuni, ASL, Medici di Medicina Generale.

 


Dott. Guidalberto Guidi

Dott. Guidalberto Guidi