L’oscillare ritmico della vita: i ritmi biologici

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L’ambiente che ci circonda modifica costantemente le sue caratteristiche in maniera ciclica e ripetibile.

Basti pensare all’alternanza luce buio nell’arco delle 24 ore, che caratterizza il passaggio tra il giorno e la notte, o alle cicliche modificazioni che si hanno nell’arco dell’anno, con l’alternanza delle stagioni.

L’evoluzione possibile grazie alla capacità di adattamento

Ogni specie vivente ha dovuto adattarsi alle modificazioni ambientali per poter sopravvivere.

Come espressione di un meccanismo evolutivo essenziale per la sopravvivenza, piante ed animali hanno sviluppato ritmicità intrinseche anticipatorie delle variazioni ambientali (i cicli biologici).

La ritmicità è una proprietà fondamentale della materia vivente che riguarda sia gli animali che i vegetali, anche se ogni specie ha i suoi ritmi biologici caratteristici trasmessi alla progenie.

Un po’ di nomenclatura

I ritmi con un periodo compreso tra le 20 e le 28 ore vengono definiti circadiani, dal latino circa diem cioè della durata di circa un giorno.

Quelli con un periodo inferiore alle 20 ore, come ad esempio le fasi del sonno, vengono definiti ultradiani.

I ritmi con un periodo superiore alle 28 ore si chiamano infradiani; tra questi ultimi, va ricordato il ciclo mestruale che avendo una durata pari a quella del ciclo lunare viene definito circalunare.

L’orologio naturale dei mammiferi

Studi recenti hanno confermato l’intuizione di Pittendrigh nel 1960; cioè che nei mammiferi esista un orologio centrale (Master Clock) che regola i ritmi biologici.

Costituito da un piccolo gruppo di neuroni tutti dotati di proprietà ritmica intrinseca che si coordinano tra di loro.

Questo nucleo si trova nell’ipotalamo, poco al di sopra del chiasma ottico (Nucleo SopraChiasmatico SCN).

Le funzioni regolate dall’orologio naturale

L’orologio centrale influenza una moltitudine di funzioni a carattere psichico, ormonale, metabolico, neurovegetativo.

Per esempio, la produzione ormonale, l’andamento della temperatura corporea, della pressione arteriosa, del battito cardiaco, dell’umore.

In questo modo si crea un ritmico sincronismo tra tutte le funzioni biologiche dell’organismo.

Il gioco di squadra di luce e insulina

Il ritmico sincronismo, tra le funzioni biologiche, avviene grazie a due vie principali: la prima stimolata dalla luce, la seconda in relazione alla produzione di insulina.

La luce dunque ha altri effetti sull’organismo umano, oltre a quelli relativi alla visione.

Attraverso la stimolazione della melanopsina, un fotopigmento presente sulla retina, la luce condiziona il sistema circadiano umano tramite connessioni nervose tra cellule retiniche, ipotalamo ed epifisi (ghiandola conosciuta soprattutto per la produzione di melatonina, la cui azione principale è la regolazione del ritmo sonno-veglia).

Il sistema dei ritmi circadiani è però più complesso, coinvolge geni, proteine, strutture nervose, segnali umorali; si rapporta con l’ambiente esterno ed è messo a dura prova dalla frenesia della vita moderna e da cattive abitudini alimentari.

Un tempo eravamo più in armonia con l’ambiente esterno, la società rurale seguiva ritmi giornalieri e stagionali; oggi abbiamo la luce artificiale, l’ora legale, le vacanze invernali in luoghi caldi, i turni di lavoro, il jet-lag sociale e così via.

Le conseguenze della sfasatura del ritmo circadiano

Molti individui soffrono di sfasature più o meno gravi dei loro ritmi circadiani, in particolare del ritmo del cortisolo, con l’insorgenza di disturbi del sonno, della digestione, della funzione intestinale.

Possono essere presenti mal di testa, irritabilità, stanchezza fisica e mentale.

Tutte queste manifestazioni sintomatiche sono accomunate dalla presenza cronica di stress, alterazione dell’asse ipotalamo-ipofisi- surrene ed alterazione del sistema nervoso autonomo.

Come intervenire per ripristinare il normale ritmo circadiano?

La modificazione dello stile di vita, con l’assunzione di comportamenti più salutari anche dal punto di vista dell’alimentazione, fa parte dell’approccio multidimensionale della gestione dello stress e quindi del ripristino dei normali ritmi circadiani.

Una valutazione personalizzata e conseguentemente la scelta di un tempo in cui somministrare allenamento, alimentazione e sonno, in base allo stile di vita e alle caratteristiche ormonali e umorali di ciascuno aiutano a ripristinare i propri ritmi biologici.

Modulando la composizione corporea si raggiunge uno stato di maggior benessere.

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Dott.ssa Giovanna Cesana

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