Intolleranze e infiammazioni: il benessere è in ciò che mangiamo

Il corpo risponde inevitabilmente a ciò che mangiamo quotidianamente e, oltre ad avere attenzione per la quantità e la qualità di cibo che ingeriamo, è importante analizzare aspetti più specifici. 

Infatti, anche alimenti che sembrano essere molto diversi tra loro contengono sostanze nutritive che, se assunte in eccesso, possono risultare dannose. 

Spesso, la sensazione di malessere che deriva da queste assunzioni non controllate viene associata ad un’intolleranza alimentare, con conseguente eliminazione dell’alimentazione sospetto dalla dieta.

Le vere intolleranze

Nonostante si creda nell’esistenza di diverse intolleranze alimentari, in realtà gli esperti ne citano solamente due, quella al glutine e quella al lattosio

Soprattutto per quanto riguarda il glutine, si stima che solamente l’1% della popolazione sia realmente affetto da celiachia, ma, nonostante ciò, molti scelgono di adottare una dieta priva di gluten-free, principalmente per “moda”

Cosa accade allora al nostro corpo quando pare non essere in grado di digerire determinati alimenti? 

Da intolleranza ad infiammazione

La sensazione di malessere che si prova dopo aver ingerito determinati cibi spesso non è una vera e proprio intolleranza, ma piuttosto il risultato di un’infiammazione dovuta all’eccesso del consumo di un alimento. 

Alcuni alimenti, infatti, possono generare un incremento nel sangue di citochine, come il Baff e il Paf, creando infiammazione e sintomi simili a quelli di un’intolleranza alimentare o allergia. 

Le citochine infiammate provocano inoltre un aumento di peso nel soggetto a causa della resistenza insulinica. Controllando l’infiammazione si può quindi anche contenere l’aumento della massa grassa e sostenere il sistema immunitario

Food inflammation test e dieta della rotazione

Il food inflammation test, individuando eventuali intolleranze e infiammazioni da cibo, aiuta a definire un profilo alimentare personale al fine di mantenere il proprio benessere. 

La dieta della rotazione è una sorta di cura poco invasiva per abituare il corpo al consumo di tutti gli alimenti, nelle giuste dosi e senza eccesso

Per le prime 4 settimane, il piano prevede di seguire la dieta ad eccezione di un giorno infrasettimanale e 4 pasti durante il weekend. 

Dalla quinta alla dodicesima settimana, i pasti liberi sono durante tutto il weekend più un giorno a settimana e un pasto durante un altro giorno. 

Infine, la fase di mantenimento a tolleranza recuperata prevede di osservare un menu a rotazione solo un giorno alla settimana, ma senza dimenticarsi dei benefici ottenuti! 

Agnese Pirazzi

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