I piedi pilastri del corpo, fondamentali per la corretta postura

Se ci pensiamo, siamo gli unici mammiferi che camminano su due gambe, appoggiando tutto il nostro peso su due piedi che, per proporzione rispetto al corpo, occupano uno spazio molto piccolo.

Michelangelo Buonarroti definì il piede “un’opera d’arte, un capolavoro di ingegneria”, considerando le dimensioni dei piedi in rapporto al peso che devono sostenere.

La funzione statica e dinamica del piede

Da quando ci siamo portati in posizione eretta i cambiamenti di struttura anatomica del piede sono stati tali da adattarlo alla deambulazione.

Il piede svolge una funzione al contempo sia statica che dinamica poiché sostiene da un lato il peso del corpo, mantenendolo in equilibrio, dall’altro gli consente spostamenti nello spazio.

Grazie a 26 ossa, 33 articolazioni, 114 legamenti, 20 muscoli e un’infinità di recettori nervosi svolge importantissime funzioni; infatti, il piede è l’organo che permette la stazione eretta, la propulsione ed il movimento, l’adattamento della marcia sul terreno e la coordinazione della postura, ma non solo.

Ha anche la funzione di ammortizzatore.

Quando questo meccanismo funziona correttamente la spinta proveniente dal peso del passo attutisce la contro spinta proveniente dal terreno, evitando che colpisca con violenza le articolazioni superiori: ginocchia, bacino, colonna vertebrale.

Persino la mandibola può risentire di un appoggio scorretto del piede!

Il piede: la seconda pompa cardiaca

Il piede ha una funzione importantissima per quanto riguarda il ritorno venoso dagli arti inferiori consentendo al piede di comportarsi come una seconda pompa cardiaca.

Il corretto funzionamento del sistema piedecavigliaginocchio permette pertanto di riportare il sangue al cuore evitando edemi, gonfiori e la comparsa, nel tempo, delle temute vene varicose.

Quali devono essere le caratteristiche di un piede in buona salute?

Dal punto di vista funzionale, l’appoggio del piede dovrebbe essere equamente diviso tra retro piede (tallone) ed avampiede.

In particolare dovrebbe permettere di scaricare il peso corporeo su tallone, primo e quinto metatarso.

Se ci osserviamo a piedi uniti dovremmo avere:

  • Alluci in asse e a contatto fra di loro.
  • Tutte le dita ben distese a terra.
  • Tutte le dita poste sul prolungamento dei propri tendini.
  • Malleoli che si toccano ma non si contrastano.

Le principali alterazioni del piede

Le alterazioni del piede sono diverse, vediamo di seguito le principali:

  • Piede piatto, quando la volta plantare è poco accentuata o totalmente assente.

E’ un piede poco dinamico che può produrre uno sforzo per la colonna vertebrale, creando anche dei cambiamenti sui rapporti articolari nelle ginocchia e nelle anche.

  • Piede cavo, l’area di appoggio del piede è limitata alla parte anteriore ed al tallone, la parte intermedia ha un contatto limitato o assente con la base di appoggio.

Si possono individuare correlazioni tra appoggio del piede e variazioni della colonna vertebrale; inoltre, partendo dallo squilibrio del piede, i sovraccarichi si possono manifestare anche a diversi livelli (caviglia, ginocchio, bacino, eccetera).

  • Alluce valgo: è una deviazione verso l’esterno del primo dito del piede, che si avvicina al secondo dito e, nei casi più gravi, arriva a spingerlo in fuori o a sovrastarlo.

In alcuni casi, oltre all’alluce valgo, si può osservare che anche le altre dita del piede cambiano il loro assetto, contribuendo in tal modo a creare una cattivo assetto generale e appoggio del piede.

Le cause

A volte, può trattarsi di fattori genetici e dunque ereditari, ma più spesso questo problema è legato a cause meccaniche; in relazione al tipo di calzature che portiamo, al fatto che non camminiamo più scalzi, a possibili alterazioni della postura con un’importante correlazione a problemi nella zona lombare.

Lo sviluppo di alcune patologie del piede

Oltre a queste alterazioni della postura il piede può sviluppare anche delle patologie come:

  • la Spina Calcaneare.
  • Metatarsalgie.
  • Fascite plantare.
  • Neuroma di Morton.
  • Morbo di Haglund.
  • Dito a Martello.

Sono tutte patologie del piede, spesso dolorose, che a volte necessitano di interventi chirurgici.

E’ importante valutare la natura dell’alterazione del piede per poter intervenire con azioni mirate, rivolgendosi anche ad esperti, tra cui il posturologo.

L’importante ruolo del posturologo

Il posturologo, dopo un’attenta osservazione e l’utilizzo di strumenti di valutazione (podoscopio, pedana stabilometrica, etc) agisce con esercizi preventivi, correttivi, massaggi, anche con l’ausilio di piccoli attrezzi, con lo scopo di ricreare quei giusti equilibri che caratterizzano questa importante e affascinante struttura.

Dott. Paolo Beretta

 

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