Posturoconsapevolezza, approccio globale al paziente

l'esperto risponde

Dott. Garlinzoni, la figura del posturologo è trasversale, ma chi può essere un posturologo?

Le Figure professionali che possono approcciare alla Posturologia e quindi l’analisi della postura sono diverse e variano da medici posturoconsapevoli che si occupano dell’apparato locomotore, Logopedisti, dentisti, ortodonzisti, vestibologi, ottici ed ortottici, podologi, ma anche chi si occupa di Osteopatia, riabilitazione o Scienze Motorie (ISEF). in effetti le figure che possono trattare la Postura e studiare la posturologia sono molte, anche se poche, purtroppo sono Posturoconsapevoli.

Quali sono gli obiettivi di un posturologo?

Personalmente credo che il Posturologo debba ricercare la salute affrontando le cause e non i sintomi, e per fare questo deve analizzare molti fattori relativi alla vita presente e passata del paziente che arriva alla sua attenzione: attività lavorativa, attività sportiva, traumi sportivi, incidenti, interventi chirurgici ed eventuali cicatrici, problematiche visive (non solo il visus, ma anche la motricità oculare e le problematiche di convergenza), problematiche oro-stomatognatiche (mobilita dell’articolazione temporo-mandibolare, malocclusioni, interventi in bocca, motricità linguale), problematiche vestibolari.

Il corpo umano è un tutt’uno, non è composto da unità distinte tra loro, quindi deve essere affrontato conoscendo quali afferenze possono modificare l’equilibrio endogeno ed esogeno del paziente. Spesso si crede di dover andare dal posturologo quando ci vediamo “STORTI” o non in asse ma non è così, il nostro assetto è solo la risultante del nostro passato di quello che siamo stati e di come ci siamo adattati. Spesso siamo afflitti da dolori/fastidi cronici che vanno e vengono, affrontandoli solo con i farmaci. In questo modo non facciamo altro che spegnere il campanello d’allarme che ci dice  “QUALCOSA NON VA”  ma, non affrontiamo la causa. Ecco, il Posturologo affronta la causa e lavora in equipe con altre figure per raggiungere l’obiettivo Salute.

Con quali strumenti li persegue?

Innanzitutto, ritengo che nessuna figura Medica o Paramedica sia la soluzione a tutti i mali ed è per questo che il Posturologo deve conoscere la Neurofisiologia di tutti i Recettori Posturali (Occhi, Piedi, Bocca, Pelle, Visceri, Psiche) e la storia (Anamnesi) del paziente, inviandolo poi allo specialista più indicato. Per quanto riguarda gli strumenti che si utilizzano, essi sono molteplici. Di sicuro la tecnologia ci aiuta ad essere sempre più precisi, per cui possiamo usare Foto, Pedane Stabilometriche, Baropodometria, Test Visivi, Test Buccali, Test Neurologici, per capire come reagisce il paziente a vari stimoli.

Lei è un posturologo osteopata per cui manipola il paziente: in che modo?

Come Osteopata e Posturologo analizzo in Prima visita la Postura facendo Test Specifici su tutti i recettori e cerco di capire quale recettore sia “l’assassino” e quali siano i complici che fanno sentire il “dolore” al paziente che viene da me. Per quanto mi riguarda, cerco di ridare libertà funzionale a quelle strutture che sono implicate, ma rieduco anche posturalmente il paziente, rendendolo consapevole ed autonomo con alcuni esercizi sui recettori posturali molto semplici, che può fare da solo, monitorando poi i risultati con test svolti a distanza di tempo. Parallelamente, collaboro con varie figure mediche a cui invio il paziente in caso ci sia bisogno di una visita più approfondita, la parola d’ordine è e deve essere “INTERDISCIPLINARIETÀ”.

Cosa si intende per “posturoconsapevolezza”?

Essere consapevoli che molti recettori possono intervenire nel malessere del paziente e che probabilmente non siamo noi la soluzione. Ritengo utile un esempio concreto. Lavoro molto con aziende e quindi tratto spesso videoterminalisti, spesso mi capita di avere pazienti con dolori cervicali, se non fossi posturoconsapevole approccerei direttamente la cervicale senza occuparmi dello strumento che il paziente usa tra le 8 alle 10 ore al giorno davanti al computer, ovvero l’Occhio.

In realtà, l’approccio più logico è capire con dei semplici test se vede bene, se la motricità e la convergenza oculare sono corrette, ma anche se è particolarmente stressato e magari stringe i denti mentre lavora oppure se ha avuto traumi non affrontati in maniera corretta o ancora se ha problematiche vestibolari che gli/le fanno tenere il capo o il corpo in genere in posizione anomala, senza sottovalutare ovviamente anche l’intervento viscerale sulla postura. Insomma, la Posturocosapevolezza è un approccio globale all’essere umano e non al “semplice” dolore per il quale il paziente si è rivolto a noi.

Dott. Alessandro Garlinzoni