Apnee notturne: rischio cardiovascolare, terapie, guida dei veicoli

apnee notturne e rischi cardiovascolari

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La sindrome delle apnee notturne (nota anche con l’acronimo OSAS – Obstructive Sleep Apnea Syndrome) è una malattia cronica molto comune, soprattutto negli uomini e nelle donne in particolare dopo la menopausa, dovuta all’ostruzione parziale o totale delle prime vie respiratorie, che comporta ripetute interruzioni (appunto Apnee) dell’attività respiratoria durante il sonno. Queste interruzioni causano il risveglio frequente del soggetto che ne è affetto. Sebbene i risvegli durino pochissimo, si possono presentare anche centinaia di volte in una notte, impedendo al paziente di riposare in modo adeguato. Praticamente il paziente non entra mai nella fase profonda e ristoratrice del sonno, detta comunemente fase REM (sigla inglese che significa movimento rapido degli occhi).

Quando si parla di apnea notturna

Si parla di apnea quando una persona smette di respirare per 10 secondi o più, ma per meno di 3 minuti. Si ha la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno quando si verifica un numero di apnee o di eventi respiratori ostruttivi incompleti (ipopnee/RERA) uguale o superiori a 5 episodi per ora di sonno.

Soggetti più a rischio e rischio cardiovascolare

La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno è molto più comune nelle persone in sovrappeso o francamente obese, nelle persone con il collo corto e tozzo (taurino), in chi ha ostruzioni delle prime vie aeree (a livello del naso, della bocca o della gola) ed in coloro che abusano di alcoolici.

Il tutto comporta un maggiore rischio cardiovascolare per:

  • aritmie cardiache semplici e complesse (fibrillazione atriale),
  • ischemie miocardiche,
  • arresto temporaneo del battito cardiaco con pause più o meno lunghe,
  • ipertensione arteriosa,
  • Ictus Cerebri,
  • TIA (attacchi ischemici transitori).

I pazienti affetti da apnee notturne, durante queste apnee, presentano fenomeni di Ipo-ossigenazione del sangue con sofferenza degli organi nobili come il cuore ed il cervello.

Sintomi principali

Chi soffre di apnee ostruttive nel sono presenta sintomi tipici quali:

  • russamento abituale e persistente durante il sonno,
  • pause respiratorie nel sonno,
  • cefalea e bocca asciutta al risveglio,
  • risvegli notturni con sensazione di soffocamento,
  • eccessiva sudorazione notturna,
  • sonnolenza diurna con disturbi alla guida (colpi di sonno),
  • alterazione della performance lavorativa diurna (difficoltà di concentrazione).

Diagnosi e terapie

Innanzitutto, è necessario rivolgersi ad uno specialista otorinolaringoiatra per una visita approfondita. Vari sono gli esami ambulatoriali utilizzati per diagnosticare efficacemente l’OSAS, da effettuare su prescrizione dello specialista. Tra i più utilizzati c’è la polisonnografia, un test diagnostico eseguito presso il domicilio del paziente, con il quale si possono ottenere risultati molto precisi e determinare la gravità delle apnee.

Le terapie applicate sono varie, si può ricorrere all’intervento chirurgico sulle cavità nasali, che possa ripristinare il corretto passaggio dell’aria nelle vie respiratorie alte; all’uso di “dissuasori” posizionati nel letto del paziente che ne obbligano la posizione laterale che normalmente riduce tali   apnee. Nei casi più semplici, la terapia include modifiche dello stile di vita con aumento dell’attività fisica e dimagrimento.

La maschera ventilatoria

Sicuramente il mezzo più usato è la C-PAP (un apparecchio ventilatorio a pressione positiva), una sorta di maschera notturna indossata dal paziente tutte le volte che va a dormire e che assicura la giusta ventilazione necessaria durante tutta la notte. Utilizzando questo strumento, il paziente può respirare correttamente perché il dispositivo mantiene aperte le vie aeree, consentendo al flusso d’aria di arrivare ai polmoni ed evitando così i continui risvegli durante la notte.

Apnee notturne e guida dei veicoli

E’ importante ricordare che dal 1° luglio 2014 l’Unione Europea ha emanato una nuova direttiva sull’emissione o il rinnovo dei permessi di guida, introducendo alcune importanti indicazioni rivolte ai pazienti affetti da sindrome delle apnee notturne. Tale Direttiva ha, di fatto, sancito l’importanza del riconoscimento di questa patologia cronica. Si legge, infatti: il richiedente o il conducente in cui si sospetti una sindrome da apnea ostruttiva notturna deve essere sottoposto a un consulto medico approfondito prima dell’emissione o del rinnovo della patente di guida”.

Alberto Bozzolan

 

Dott. Salvatore Arcidiacono