Sindrome da Biberon: la prevenzione in età evolutiva è fondamentale

Sindrome da Biberon la prevenzione in età evolutiva è fondamentale

Un corretto sviluppo del cavo orale nell’età evolutiva è supportato da strategie volte alla prevenzione dell’insorgenza di carie a carico degli elementi dentari, inclusi quelli da latte (decidui).

In quest’ottica si inserisce la necessità di prevenire ed eliminare tempestivamente le conseguenze della Sindrome da Biberon che sarà illustrata in seguito.

I denti decidui svolgono un ruolo importantissimo nel processo evolutivo del cavo orale del piccolo paziente. Come i denti permanenti, vanno curati, preservati e rispettati.

Denti decidui e sviluppo della bocca

Per quanto riguarda lo sviluppo della bocca, i denti decidui creano lo spazio adeguato per garantire l’eruzione corretta degli elementi permanenti. La perdita precoce di un dente da latte, per cause derivanti da carie e/o traumi, può comportare un ritardo nell’eruzione degli elementi permanenti. Viò si verifica proprio a causa del mancato effetto induttivo provocato dal naturale fenomeno di erosione della radice dell’elemento deciduo.

Una ritardata eruzione dei denti permanenti crea conseguenze sul corretto equilibrio oro-facciale, aumentando il rischio dell’insorgenza di malocclusioni.

Prima visita dall’odontoiatra

Risulta quindi indispensabile un primo approccio con l’odontoiatra infantile e con l’ortodontista già intorno ai 4-5 anni, in modo tale da verificare ed intercettare problematiche di sviluppo del cavo orale ancor prima della permuta e dell’eruzione dei denti permanenti.

Sindrome da Biberon

La Sindrome da Biberon o Baby Botthe Tooth Decay è una patologia tipica dell’età evolutiva caratterizzata dall’insorgenza di carie a rapido sviluppo che interessano gli elementi decidui. Una manifestazione patologica ad esordio precoce è attribuibile all’interazione prolungata, in termini di tempo, tra le superfici dentali e sostanze ad elevato contenuto di zuccheri che spesso vengono somministrate ai bambini attraverso il biberon. Tale condizione si può manifestare già poco tempo dopo l’eruzione dei primi dentini da latte e interessa simultaneamente diversi elementi dentali.

Come si sviluppa la carie da Biberon

Lo sviluppo dei processi cariosi segue un decorso ben preciso: in primo luogo vengono colpiti gli incisivi superiori e i molaretti da latte superiori. Successivamente, in uno stadio più avanzato della patologia, si hanno manifestazioni a carico degli elementi posteriori dell’arcata inferiore.

Uno dei segni tipici della Sindrome da Biberon è l’assenza di lesioni sugli incisivi inferiori, i quali durante la suzione vengono coperti e di conseguenza “protetti” dalla lingua.

La prevenzione e/o l’intercettamento di tale sindrome in fase iniziale è fondamentale per evitare interventi importanti ed invasivi.

Come prevenire la sindrome e curare la carie

Un corretto approccio clinico a tale sindrome deve necessariamente includere alcune azioni fondamentali.

Eliminare le abitudini viziate

Le abitudini viziate possono compromettere la salute del cavo orale del bambino. Un fattore importane risiede nell’alimentazione. È necessario ridurre al minimo la somministrazione di cibi e/o bevande contenenti elevate quantità di zuccheri, concentrando tale assunzione in un momento specifico della giornata in cui sia possibile lavare i denti subito dopo.

Il controllo dietetico del bambino non è solo di competenza dei genitori, ma anche di chi si prende cura di lui in loro assenza. Nonni, baby sitter, insegnanti vanno adeguatamente formati ed educati per non compromettere la salute orale del piccolo paziente. In particolare, l’educazione dei genitori consiste nell’aiutarli a selezionare gli alimenti più corretti per prevenire l’insorgenza di carie nel bambino.

Stilare un diario alimentare nel quale vengono indicati gli alimenti abitualmente assunti nell’arco delle 24 ore può essere utile per individuare la forma e la frequenza dell’apporto di carboidrati e di zuccheri durante la giornata. Partendo da questo strumento di valutazione iniziale è possibile intervenire in maniera preventiva riadattando l’alimentazione del bambino.

Curare le lesioni cariose precocemente

Curare le lesioni cariose il prima possibile è fondamentale per arrestare il processo di evoluzione della malattia. Le modalità di rimozione delle carie sono di competenza dell’odontoiatra infantile, il quale si confronterà con il pediatra per decidere il piano di trattamento più adeguato.

Fare controlli a intervalli regolari

Intraprendere un programma di controlli ad intervalli regolari sia con l’odontoiatra infantile sia con l’igienista dentale è altrettanto fondamentale. Tale pratica permette di intercettare immediatamente eventuali recidive. Inoltre, ciò consente al piccolo paziente di apprendere l’importanza del prendersi cura della propria bocca seguendo dei protocolli d’igiene orale domiciliare specifici e personalizzati. Tali protocolli prevedono anche l’introduzione di probiotici orali. L’azione probiotica ha un effetto positivo sulla ricolonizzazione batterica all’interno del cavo orale, favorendo lo sviluppo dei batteri “buoni” e ostacolando quello dei batteri “cattivi” che causano la carie.

Sigillatura dei solchi

Per garantire un piano di prevenzione completo nei confronti della Sindrome da Biberon è altresì necessario che vengano eseguite le cosiddette sigillature dei solchi, soprattutto nei soggetti con un’elevata cariorecettività.

Questa è una procedura di prevenzione della carie, da effettuarsi non appena avverrà l’eruzione dei molari permanenti i quali si presentano molto esposti al rischio di carie. Questo perché essi presentano solchi profondi all’interno dei quali placca e batteri possono facilmente annidarsi e formare lesioni cariose.

Fluoroprofilassi

Molti studi hanno dimostrato come l’utilizzo di fluoruri con applicazione topica sia lo strumento più efficace per la prevenzione della carie nei bambini.

I primi sei mesi di vita sono il periodo più critico per l’insorgenza di difetti dello smalto causati dall’eccessiva somministrazione di fluoro per via sistemica. Inoltre, l’introduzione del fluoro nell’acqua potabile ha reso altresì superflua una ulteriore integrazione sistemica nella maggioranza dei soggetti.

Resta invece molto efficace l’applicazione diretta di prodotti fluorati sulla superficie dentale. Il fluoro topico introdotto in epoca post-eruttiva ha la capacità di legarsi ai cristalli dello smalto creando un vero e proprio scudo protettivo poco penetrabile dagli acidi della bocca.

Le applicazioni di fluoro sono una parte essenziale di un programma di prevenzione totale e possono avvenire sia attraverso l’utilizzo domestico di dentifrici fluorati sia attraverso l’applicazione esclusivamente professionale di prodotti ad elevate concentrazioni di fluoruri.

 

Omniadent – Dott. Gaetano de Nicolo