Il virus West Nile ha già causato 432 casi e 17 decessi in Italia nell’estate 2026. Da Napoli arriva ora uno strumento che potrebbe cambiare le regole del gioco: un modello matematico per prevedere le ondate epidemiche. Lo ha sviluppato un gruppo di fisici della Federico II, basandosi su una versione quantistica del celebre “Game of Life”. Il metodo è già stato testato con successo sui dati del 2018, del 2022 e del 2025. Secondo gli autori, lo stesso approccio potrebbe funzionare anche per Dengue e Zika.
di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute
In sintesi
- Al 26 agosto 2026, l’Istituto Superiore di Sanità ha confermato 432 casi di West Nile e 17 decessi in Italia.
- Un gruppo di fisici della Federico II di Napoli, guidato da Andrea Maria Chiariello, ha creato un modello matematico per prevedere le ondate epidemiche.
- Il modello si basa su una versione quantistica del “Game of Life” e simula l’interazione tra persone e zanzare.
- Testato sui dati del 2018, del 2022 e del 2025, riproduce con precisione le curve dei contagi osservate.
- L’approccio è estendibile ad altre malattie come Dengue e Zika e punta a supportare la prevenzione.
West Nile in Italia: i numeri dell’estate 2026
Il quinto bollettino ISS, aggiornato al 26 agosto 2026, conta 432 casi confermati di West Nile nell’uomo. Nel report precedente i casi erano 312. Di questi, 223 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva, la più grave. Altri 63 sono casi asintomatici individuati tra i donatori di sangue. Le restanti 144 persone hanno sviluppato la febbre West Nile, la forma più lieve. Tra i casi confermati sono stati notificati 17 decessi, incluso uno relativo a un caso importato dall’estero.
La letalità sulle forme neuro-invasive è pari al 7,2%. Un anno fa, nello stesso periodo, era del 13,9%. Il virus si trasmette soprattutto tramite la puntura delle zanzare del genere Culex. Ha ormai dimostrato una circolazione stabile in 66 province, distribuite su 17 regioni italiane. Dal Piemonte alla Sicilia, passando per la Sardegna, poche aree del Paese sembrano ancora al riparo. Il quadro si ripete puntualmente nei mesi più caldi, quando il clima favorisce la proliferazione dei vettori. Il monitoraggio dell’ISS prosegue dal mese di maggio, con bollettini settimanali per tutta la stagione delle zanzare. Le regioni del Nord e del Centro restano tra le più colpite, ma anche il Sud registra un numero crescente di casi.
Come funziona il modello matematico della Federico II
Un gruppo di fisici ha sviluppato il nuovo modello. A guidarlo è Andrea Maria Chiariello, docente di Fisica alla Federico II di Napoli. Lo studio è stato pubblicato sulla piattaforma arXiv. Tra gli autori figurano anche Andrea Fontana, Simone Tambascia, Ciro Di Carluccio, Andrea Esposito e Bernardo Spagnolo. Il modello si basa su due soli ingredienti: la popolazione umana e le zanzare, il vettore del virus. Muovendosi nel sistema, gli insetti interagiscono con le persone e possono provocare nuove infezioni.
La popolazione umana evolve secondo le regole di una versione quantistica del “Game of Life”. È un gioco matematico ideato all’inizio degli anni Settanta. Serviva a studiare come da semplici interazioni locali nascano comportamenti collettivi complessi. In parallelo, il modello simula in modo probabilistico il comportamento delle zanzare. Quando le condizioni ambientali favoriscono più insetti, aumentano anche le occasioni di contagio. È proprio questo passaggio che il modello traduce in numeri.
I ricercatori hanno confrontato i risultati con i dati reali dell’ISS. Il metodo ricostruisce con grande accuratezza le ondate osservate in Italia negli anni scorsi. Tra queste spicca il picco del 2025, quando i casi sono stati altissimi in Lazio, Campania e Veneto. La precisione si mantiene sia a livello locale, nelle singole province, sia su scala regionale. Questo dettaglio rafforza l’affidabilità dello strumento. Il lavoro unisce fisica teorica e salute pubblica, un filone di ricerca sempre più diffuso a livello internazionale.
Perché questo strumento può aiutare a prevenire le prossime ondate
Un aspetto interessante dello studio riguarda il legame con il meteo. I ricercatori hanno confrontato le ondate del 2018, del 2022 e del 2025 con i dati climatici. Nel modello, la crescita delle zanzare segue un andamento simile all’aumento delle temperature estive. Segue anche le variazioni dell’umidità relativa. Le stagioni analizzate non bastano ancora per una correlazione statistica definitiva. Il risultato suggerisce comunque un legame possibile tra clima, zanzare e diffusione del virus.
Una volta calibrato sui dati reali, il modello permette di testare scenari diversi. Si può simulare cosa succede se le zanzare aumentano per condizioni favorevoli. Oppure cosa cambia se diminuiscono grazie alla disinfestazione. Anche piccole variazioni nella presenza dei vettori possono cambiare molto l’andamento di un’ondata. È un’informazione preziosa per chi pianifica la prevenzione sul territorio.
L’approccio è flessibile e può essere esteso ad altre malattie trasmesse da vettori. Tra queste, Dengue e Zika, diffuse soprattutto in America Latina ma sempre più presenti anche in Europa. Il gruppo di ricerca sta già usando i dati del 2026 per valutare la stagione in corso. Il messaggio resta comunque rassicurante: nessun allarmismo. Piccole azioni quotidiane, come evitare i ristagni d’acqua nei sottovasi, restano tra le difese più efficaci. La zanzara Culex, infatti, depone le uova anche in pochi centimetri d’acqua stagnante. Controllare regolarmente grondaie, tombini e contenitori da giardino resta quindi un gesto semplice ma utile.
Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo.
Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.
Domande frequenti (FAQ)
Il West Nile è un arbovirus trasmesso principalmente dalla puntura delle zanzare del genere Culex, che si infettano pungendo uccelli portatori del virus. L’uomo è un ospite occasionale e non trasmette a sua volta l’infezione ad altre persone.
Secondo il quinto bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornato al 26 agosto 2026, in Italia sono stati confermati 432 casi di infezione da West Nile virus e 17 decessi, in 66 province di 17 regioni.
Circa l’80% delle persone infette non sviluppa alcun sintomo. Nei restanti casi possono comparire febbre, mal di testa e dolori muscolari; nelle forme più gravi si può manifestare un coinvolgimento neurologico, detto forma neuro-invasiva.
Il modello combina una versione quantistica del “Game of Life”, per simulare la popolazione umana, con una simulazione probabilistica delle zanzare. In questo modo riproduce l’andamento delle ondate epidemiche osservate negli anni passati.
Sì. Gli autori spiegano che l’approccio è flessibile e può essere applicato ad altre infezioni trasmesse da vettori, come Dengue e Zika, diffuse soprattutto in America Latina ma sempre più presenti anche in Europa.
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Fonti
Il comunicato ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità con i dati aggiornati della sorveglianza 2026. Leggi la fonte
Il report tecnico completo con i dati per provincia e regione, aggiornato al 26 agosto 2026. Leggi la fonte
La pagina dell’Istituto Superiore di Sanità con la cronologia degli aggiornamenti sulla stagione 2026. Leggi la fonte
Il preprint dello studio del gruppo di ricerca della Federico II di Napoli su cui si basa questo articolo. Leggi la fonte





