Dossier Salute

Legionella, hotel chiuso a Reggio Calabria: sintomi, contagio e prevenzione

Doccia di un hotel con aerosol d’acqua e rappresentazione dei batteri della Legionella.

Un hotel chiuso con ordinanza urgente, un caso di legionellosi confermato e livelli di batterio oltre la soglia di sicurezza: succede a Reggio Calabria. Il sindaco Francesco Cannizzaro ha disposto la sospensione immediata dell’attività ricettiva, fino al completamento della bonifica. La notizia ha fatto il giro di decine di testate: nel 2024 la legionellosi ha colpito oltre 4.600 italiani, il 18% in più sull’anno precedente. Non è un episodio isolato: l’estate, con il caldo e gli impianti idrici più sollecitati, è il periodo in cui il batterio prolifera maggiormente. Ecco cosa sappiamo su come si trasmette la legionella, quali sintomi provoca e come proteggersi.

di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute

In sintesi

  • Il sindaco di Reggio Calabria ha ordinato la chiusura di un albergo dopo un caso di legionellosi e batterio oltre i limiti di sicurezza.
  • La struttura resterà chiusa fino al completamento della bonifica e alla certificazione dell’avvenuta eliminazione del batterio.
  • Nel 2024 in Italia sono stati notificati 4.627 casi di legionellosi, il 18% in più rispetto al 2023, secondo l’Istituto Superiore di Sanità.
  • Il contagio avviene respirando micro-goccioline d’acqua contaminata, cioè aerosol: la malattia non si trasmette da persona a persona né bevendo acqua.
  • La prevenzione si basa su manutenzione e disinfezione regolare degli impianti idrici, un aspetto critico soprattutto per alberghi e strutture ricettive.

Il caso dell’albergo chiuso a Reggio Calabria

Il 24 luglio l’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria ha rilevato, all’interno di una struttura ricettiva della città, un caso positivo di legionellosi. Le analisi dell’Arpacal, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, hanno inoltre riscontrato nell’impianto idrico dell’albergo valori di legionella superiori alla soglia di sicurezza. Il giorno successivo il sindaco Francesco Cannizzaro ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente che dispone la sospensione dell’attività, su proposta della stessa Azienda sanitaria. Il provvedimento, pubblicato il 27 luglio, resterà in vigore fino al completamento della bonifica e alla certificazione dell’assenza del batterio negli impianti.

Il caso calabrese non è isolato. In Veneto, tra Padova e provincia, sono stati segnalati 38 casi dall’inizio del 2026. In Lombardia, un focolaio del 2024 tra i comuni di Corsico e Buccinasco aveva coinvolto 96 persone. Le indagini indicavano una possibile origine nell’acqua municipale. Gli alberghi restano tra gli ambienti più a rischio. Le docce, in particolare, generano aerosol che possono veicolare il batterio se gli impianti non sono controllati con regolarità.

Cos’è la legionella e come si trasmette

La legionella è un batterio che si trova naturalmente in fiumi, laghi e falde acquifere, di solito in basse concentrazioni. Il problema nasce quando trova le condizioni ideali per moltiplicarsi: acqua stagnante, tra 20 e 50°C. Questo accade negli impianti idrici degli edifici, nelle torri di raffreddamento e nelle vasche idromassaggio. Colpisce anche umidificatori e fontane, soprattutto se poco utilizzati o mal manutenuti.

Il contagio avviene per via respiratoria: si inalano microgoccioline d’acqua contaminata che raggiungono i polmoni. Una doccia, un rubinetto o un impianto di climatizzazione ad acqua possono generare questo aerosol. La malattia non si trasmette da persona a persona. Bere acqua contaminata, inoltre, non causa l’infezione: il batterio deve raggiungere le vie respiratorie per essere pericoloso.

L’infezione può manifestarsi in due forme. La febbre di Pontiac è la variante lieve: dura pochi giorni, con sintomi simil-influenzali, e si risolve da sola. La legionellosi, o malattia dei legionari, è invece una polmonite che richiede antibiotici. I sintomi compaiono tra 2 e 10 giorni dall’esposizione, raramente fino a due settimane. Si parte con febbre alta, mal di testa e dolori muscolari, poi arrivano tosse secca, difficoltà respiratorie e dolore al petto.

Il rischio non è uguale per tutti. Sopra i 50-60 anni, fumatori e uomini corrono un rischio maggiore: sono colpiti quasi il doppio delle donne, secondo l’ISS. Anche chi ha patologie croniche o difese immunitarie basse sviluppa più facilmente le forme gravi. In Italia, tra i casi con esito noto nel 2024, la letalità è stata del 13,6%. Per le infezioni ospedaliere, secondo i CDC americani, il dato può arrivare fino a un caso su quattro.

Perché i casi aumentano in estate e come proteggersi

I dati della sorveglianza nazionale mostrano un aumento costante della legionellosi negli ultimi trent’anni, con un balzo del 18% tra il 2023 e il 2024. I casi si concentrano soprattutto tra l’estate e l’autunno, quando le temperature più alte favoriscono la proliferazione del batterio negli impianti idrici. Secondo l’Ufficio regionale europeo dell’OMS, temperature più calde e stagioni più lunghe cambiano le condizioni ambientali. Danno più tempo e più spazio alla crescita di diversi patogeni legati all’acqua, legionella compresa. Il cambiamento climatico viene indicato dagli esperti come una delle cause principali dell’aumento osservato in Italia e nel resto d’Europa. A questo si aggiunge una gestione spesso trascurata degli impianti idrici.

Per alberghi, ospedali e altri edifici pubblici, la prevenzione passa dalla manutenzione regolare dei sistemi idrici. Significa mantenere l’acqua fredda sotto i 20°C e quella calda sopra i 50°C. Vuol dire anche disinfettare periodicamente le tubature e far scorrere l’acqua nei punti poco usati, come le docce di stanze vuote da giorni. In Italia un decreto del 2023 ha introdotto l’obbligo di piani di sicurezza dell’acqua per gli edifici prioritari. La piena applicazione della norma, con le sanzioni per gli inadempienti, è attesa solo entro il 2029.

Anche i cittadini possono fare qualcosa. Chi ha soggiornato in un hotel, in una nave da crociera o in una struttura ricettiva dovrebbe fare attenzione al rientro. Se compaiono febbre alta o sintomi simili alla polmonite entro due settimane, meglio segnalarlo al medico. Specificare il viaggio recente aiuta una diagnosi più rapida. In casa, far scorrere periodicamente l’acqua calda e fredda aiuta, soprattutto dopo le vacanze. Anche pulire regolarmente i soffioni delle docce è un piccolo accorgimento utile a ridurre il rischio di ristagno.

Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo.

Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.

Domande frequenti (FAQ)

No, l’infezione non si trasmette da persona a persona: ci si contagia solo respirando l’aerosol contaminato da acqua.

Nei primi giorni compaiono febbre alta, mal di testa, dolori muscolari e stanchezza. Seguono poi tosse secca, difficoltà respiratorie e dolore toracico.

No, il contagio avviene solo per via respiratoria, inalando le microgocce d’acqua contaminata: bere acqua con il batterio non causa l’infezione.

Le persone sopra i 50-60 anni, i fumatori, gli uomini e chi soffre di patologie croniche o ha le difese immunitarie indebolite corrono un rischio maggiore.

Le strutture ricettive devono garantire manutenzione e disinfezione periodica degli impianti idrici. In casa aiuta far scorrere regolarmente l’acqua calda e fredda, soprattutto dopo le assenze prolungate.

Per approfondire

Un’altra infezione trasmessa da vettori che nel 2026 sta crescendo in Italia, sempre legata alle temperature record dell’estate. Leggi l’articolo

La diffusione di un’altra malattia infettiva emergente sul territorio italiano, con un focolaio importante in Lombardia. Leggi l’articolo

Un caso di infezione legata a strutture ricettive e viaggi, con dinamiche di allarme simili a quelle della legionella. Leggi l’articolo

Fonti

La ricostruzione della vicenda dell’albergo chiuso a Reggio Calabria dopo il caso di legionellosi. Leggi la fonte

Il report ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità sui 4.627 casi di legionellosi notificati in Italia nel 2024. Leggi la fonte

La scheda informativa del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie su trasmissione e prevenzione. Leggi la fonte

La scheda dei Centers for Disease Control and Prevention statunitensi su sintomi, rischi e trattamento. Leggi la fonte

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