Negli Stati Uniti i casi di morbillo continuano a salire: secondo l’ultimo aggiornamento del CDC, diffuso il 23 ottobre, sono 4.588 dall’inizio del 2026. In una sola settimana se ne sono aggiunti 178. Il numero è più del doppio di quello registrato nell’intero 2025. Un’analisi pubblicata su The Lancet avverte che il Paese potrebbe perdere lo status di territorio libero dal morbillo entro fine anno. Ecco che cosa sappiamo, e che cosa significa anche per chi vive in Italia.
di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute
In sintesi
- Il CDC ha contato 4.588 casi confermati di morbillo negli Usa nel 2026, con 178 nuovi casi in una settimana.
- Sono state registrate 479 ospedalizzazioni; il CDC riconosce 3 decessi, mentre la Pennsylvania ne segnala 5.
- La Pennsylvania è l’epicentro, con oltre 1.300 casi, circa un terzo del totale nazionale.
- Circa il 96% dei casi riguarda persone non vaccinate o con stato vaccinale sconosciuto.
- Una decisione sullo status di eliminazione è attesa a novembre dall’organismo panamericano di verifica.
Che cosa dicono i dati del CDC
I Centers for Disease Control and Prevention hanno aggiornato il conteggio nazionale con i dati al 22 ottobre. I casi confermati sono 4.588 dall’inizio dell’anno. Rispetto alla settimana precedente se ne contano 178 in più. Nelle ultime due settimane l’aumento è stato di 508 casi.
Il bilancio sanitario è pesante. Le ospedalizzazioni sono 479 in tutto il Paese. Tra i bambini sotto i 5 anni, circa uno su sei ha avuto bisogno del ricovero. I decessi confermati dal CDC sono tre. Il dipartimento della salute della Pennsylvania ne riporta invece cinque, con un sesto caso in verifica. La differenza non è stata spiegata ufficialmente.
La Pennsylvania resta lo Stato più colpito. Al 21 ottobre le autorità locali parlavano di 1.317 casi e 251 ricoveri. Seguono, a distanza, Wisconsin, Ohio, Kentucky e New York. Il CDC ha annunciato l’invio di ulteriore supporto per indagare il focolaio pensilvano.
Anche l’età dei pazienti racconta molto. I ragazzi tra 5 e 19 anni sono 1.914, pari al 42% dei casi. Gli adulti sopra i 20 anni sono 1.881, circa il 41%. Il morbillo non è quindi solo una malattia dell’infanzia. Il CDC precisa inoltre che il conteggio include soltanto i casi confermati e segnalati: i numeri reali potrebbero essere più alti.
Perché lo status di eliminazione è a rischio
Gli Stati Uniti avevano dichiarato il morbillo eliminato nel 2000. Significa che il virus non circolava più in modo continuo sul territorio. L’epidemia attuale è partita dal Texas a gennaio 2025, con due casi importati. Da allora si è estesa a decine di Stati.
Secondo un’analisi pubblicata su The Lancet, che ha applicato i sette criteri usati dal CDC per la certificazione, la perdita dello status appare molto probabile nel 2026. Quattro indicatori su sette risultano già non rispettati. Circa il 94% dei casi è stato trasmesso localmente e la maggior parte dei virus sequenziati appartiene allo stesso genotipo. Sono segnali di una trasmissione prolungata.
La decisione spetta alla commissione di verifica dell’Organizzazione panamericana della sanità, attesa a novembre 2026. Non sarebbe un caso isolato. Il Canada ha perso lo status il 10 novembre 2025. Anche il Regno Unito, la Spagna e altri quattro Paesi europei lo hanno perso a gennaio 2026.
Alla base c’è la copertura vaccinale. Per fermare la circolazione del virus serve una copertura di circa il 95% con due dosi. Nell’anno scolastico 2024-25 la media tra i bambini in età scolare è rimasta sotto questa soglia. In alcune aree, come hanno mostrato studi sul Texas, si è scesi tra il 79% e l’89%.
Gli esperti sottolineano che ogni nuovo focolaio rende più difficile il controllo del virus. Quando le persone non vaccinate vivono vicine, il contagio si diffonde in fretta nelle scuole, nelle famiglie e nelle comunità. Bastano pochi casi importati per far ripartire la catena.
Cosa sapere sul morbillo e sul vaccino
Il morbillo è una delle malattie più contagiose al mondo. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, una persona infetta può trasmettere il virus fino a 18 persone. Il virus resta nell’aria o sulle superfici fino a due ore. Si è contagiosi da quattro giorni prima della comparsa dell’eruzione cutanea fino a quattro giorni dopo.
Le complicanze possono essere gravi. Tra le più comuni ci sono polmonite, otite, diarrea con disidratazione ed encefalite. Il rischio è maggiore per i bambini piccoli, per gli adulti sopra i 30 anni e per chi ha difese immunitarie indebolite. In gravidanza l’infezione può causare aborto spontaneo o parto prematuro.
Contro il morbillo esiste un vaccino sicuro. Si somministra in due dosi, di solito insieme a quello contro parotite e rosolia (MPR o MMR). La seconda dose è importante perché non tutti i bambini sviluppano l’immunità con la prima. Dall’inizio dell’epidemia in Pennsylvania sono state somministrate oltre 6.500 dosi di MMR in cliniche mobili.
Non esiste una cura specifica contro il virus. Il trattamento serve ad alleviare i sintomi e a prevenire le complicanze, mentre la protezione più efficace resta la vaccinazione. Proteggersi significa anche proteggere chi non può vaccinarsi, come i neonati e le persone immunodepresse.
E in Italia? Il messaggio è lo stesso. Chi non è sicuro del proprio stato vaccinale può chiedere al medico di famiglia o al centro vaccinale della propria ASL. Con i viaggi internazionali, un focolaio lontano può diventare un rischio anche vicino a noi.
Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.
Domande frequenti (FAQ)
Secondo l’ultimo aggiornamento del CDC, diffuso il 23 ottobre, i casi confermati sono 4.588, con 178 nuovi casi in una settimana.
Significa che il virus circola in modo continuo sul territorio da oltre 12 mesi. Gli Stati Uniti avevano dichiarato il morbillo eliminato nel 2000. Una decisione è attesa a novembre dall’organismo panamericano di verifica.
I bambini sotto i 5 anni, gli adulti sopra i 30 anni, le donne in gravidanza e le persone con difese immunitarie ridotte.
Due dosi, di solito somministrate insieme a quelle contro parotite e rosolia. La seconda dose copre chi non ha sviluppato immunità con la prima.
Il virus può arrivare con i viaggi internazionali. Per questo è importante verificare con il medico o con la propria ASL di essere vaccinati con due dosi.
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Fonti
Dati CDC, Stati colpiti, ospedalizzazioni. Leggi la fonte
Dati al 22 ottobre e decessi. Leggi la fonte
Analisi Lancet sullo status di eliminazione. Leggi la fonte
Pagina dati ufficiale del CDC. Leggi la fonte
Trasmissione e complicanze. Leggi la fonte





