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Terapia genica epidermolisi bollosa: via libera AIFA

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L’AIFA ha approvato la rimborsabilità di Vyjuvek, la prima terapia genica in gel per l’epidermolisi bollosa distrofica, la rara malattia dei cosiddetti «bambini farfalla». Il farmaco ha ottenuto il riconoscimento di innovatività terapeutica. I dati dello studio pubblicato sul New England Journal of Medicine mostrano una guarigione più frequente delle ferite rispetto al placebo.

di Lavinia Giganti | Giornalista medico-scientifica | Dossier Salute

In sintesi

  • L’epidermolisi bollosa distrofica è una rara malattia genetica che rende pelle e mucose estremamente fragili.
  • Vyjuvek è un gel di terapia genica da applicare sulle ferite una volta alla settimana.
  • Il Consiglio di amministrazione dell’AIFA ne ha approvato la rimborsabilità il 28 ottobre 2026.
  • Nello studio di fase 3 la guarigione completa a sei mesi è stata del 67%, contro il 22% del placebo.
  • Il gel si applica sulle singole ferite e non sostituisce l’assistenza specialistica continua.

Epidermolisi bollosa distrofica: la malattia dei bambini farfalla

L’epidermolisi bollosa distrofica è una malattia genetica rara che rende la pelle e le mucose estremamente fragili. Anche traumi minimi provocano vesciche e ulcere. Le lesioni possono comparire spontaneamente e lasciare cicatrici. Per questo i pazienti sono chiamati «bambini farfalla»: la loro pelle è delicata come le ali di una farfalla.

Alla base c’è una mutazione nel gene COL7A1. Questo gene contiene le istruzioni per produrre il collagene di tipo VII, una proteina che tiene uniti i diversi strati della pelle. Quando la proteina manca o non funziona, gli strati si separano con facilità. Secondo l’EMA la forma recessiva è la più grave. Può portare alla perdita di unghie, a deformità delle articolazioni e a danni alla vista. Può favorire anche un carcinoma squamocellulare, un tumore della pelle, particolarmente aggressivo. La malattia è di solito presente dalla nascita. Possono essere coinvolte le mucose di bocca, esofago e occhi.

Finora le opzioni erano limitate. L’EMA ricorda che per questa condizione esiste un solo trattamento autorizzato. Cura i sintomi, ma non modifica la malattia. La maggior parte dei pazienti riceve cure di supporto e palliative. Ne fanno parte i farmaci per il dolore, le medicazioni e le modifiche dello stile di vita.

Il 28 ottobre 2026 il Consiglio di amministrazione dell’AIFA ha approvato la rimborsabilità di nove nuove opzioni terapeutiche. Tra queste c’è Vyjuvek (beremagene geperpavec), a cui è stato riconosciuto anche il requisito di innovatività terapeutica. Il farmaco è indicato per le ferite dei pazienti con forme severe, recessive e dominanti, con mutazioni di COL7A1. Può essere usato fin dalla nascita. La notizia è stata riportata da Quotidiano Sanità il 29 ottobre.

Come funziona Vyjuvek e cosa mostrano i dati dello studio

Vyjuvek è una terapia genica topica, cioè applicata sulla pelle. Una terapia genica consegna alle cellule una copia funzionante di un gene. In questo caso il vettore, cioè il mezzo di trasporto, è un virus herpes simplex di tipo 1 modificato. Il virus è stato reso incapace di replicarsi. Porta alle cellule della ferita il gene COL7A1 sano, che consente di produrre il collagene mancante. Secondo l’EMA il gel si applica una volta alla settimana, in piccole gocce, sulle singole ferite. Per l’AIFA può farlo il personale sanitario oppure un caregiver adeguatamente formato.

Il dato principale arriva dallo studio di fase 3 GEM-3, pubblicato sul New England Journal of Medicine nel dicembre 2022. Hanno partecipato 31 pazienti, con un’età mediana di 16 anni. Per ciascuno i ricercatori hanno scelto due ferite simili. Una è stata trattata con il gel attivo. L’altra ha ricevuto il placebo, cioè un gel senza principio attivo. Il confronto è durato 26 settimane. Secondo l’EMA, tra i partecipanti c’erano 19 pazienti pediatrici, di cui tre con meno di tre anni. Le ferite sono state seguite fino alla chiusura completa, definita come guarigione al 100% dell’area scelta all’inizio.

A sei mesi la guarigione completa è stata osservata nel 67% delle ferite trattate, contro il 22% di quelle con placebo. A tre mesi le percentuali erano il 71% e il 20%. Un’analisi supplementare ha considerato la durata dell’effetto. Il 50% delle ferite trattate era guarito sia a tre sia a sei mesi, contro il 7% del placebo. Sul dolore durante il cambio delle medicazioni la differenza è stata modesta, di circa 0,6 punti su una scala da 0 a 10.

Gli eventi avversi più comuni sono stati il prurito e i brividi. L’EMA cita anche tosse, naso che cola, arrossamento ed eruzioni cutanee. Nello studio nessun evento avverso grave è stato attribuito dagli sperimentatori al trattamento. Tre pazienti hanno sviluppato un carcinoma squamocellulare, ma in sedi che non erano state esposte né al farmaco né al placebo. L’EMA ha sostenuto lo sviluppo del farmaco con lo schema PRIME. È un percorso riservato ai medicinali con un potenziale particolare per bisogni medici non soddisfatti.

Cosa cambia per i pazienti e quali sono i limiti

La decisione dell’AIFA apre la strada all’uso del farmaco nel Servizio sanitario nazionale. Il gel è indicato fin dalla nascita. Può essere applicato anche da un caregiver formato. Questo potrebbe ridurre gli spostamenti verso i centri specializzati. Resta però fondamentale la presa in carico da parte dei centri di riferimento per le malattie rare. Le cure di supporto, dalle medicazioni al controllo del dolore, continuano a far parte del percorso. Il gel va ad aggiungersi a questa assistenza e non la sostituisce.

Esistono limiti importanti. Lo studio ha coinvolto un campione piccolo, di 31 persone. Quasi tutte avevano la forma recessiva e una sola aveva quella dominante. La ricerca è stata finanziata dall’azienda produttrice, Krystal Biotech. Gli stessi autori scrivono che servono studi più lunghi e più ampi. Servono per capire la durata dell’effetto e i rischi nel tempo. Il trattamento agisce sulle ferite trattate. Non corregge il difetto genetico in tutto l’organismo.

Va chiarito anche il percorso regolatorio. L’EMA ha raccomandato l’autorizzazione europea del farmaco. Dopo l’autorizzazione, ricorda l’agenzia, prezzo e rimborso si decidono a livello nazionale. Il via libera dell’AIFA è proprio questo passaggio per l’Italia. I tempi di disponibilità nei centri dipendono dalle procedure successive.

Il pacchetto approvato dall’AIFA comprende altre otto opzioni. Tra queste c’è tisotumab vedotin, un antitumorale per il carcinoma della cervice uterina recidivato o metastatico. C’è anche l’estensione di nintedanib ai bambini tra 6 e 17 anni con malattie polmonari interstiziali fibrosanti progressive. Per le famiglie, le informazioni sull’accesso vanno chieste ai centri di riferimento e al medico curante.

Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo

Domande frequenti (FAQ)

È una malattia genetica rara causata da mutazioni del gene COL7A1. Rende pelle e mucose molto fragili, con vesciche e ulcere anche dopo traumi lievi. Di solito è presente dalla nascita.

È un gel di terapia genica. Usa un virus herpes simplex modificato, incapace di replicarsi, per portare alle cellule della ferita una copia sana del gene COL7A1. Si applica una volta alla settimana sulle singole ferite.

Nello studio di fase 3 su 31 pazienti, a sei mesi è guarito completamente il 67% delle ferite trattate, contro il 22% con placebo. Il campione è piccolo e servono studi più lunghi.

L’indicazione riguarda le ferite dei pazienti con forme severe, recessive e dominanti, con mutazioni di COL7A1, fin dalla nascita. La decisione sul trattamento spetta ai centri specializzati e al medico curante.

L’AIFA ha approvato la rimborsabilità il 28 ottobre 2026. I tempi di disponibilità nei centri dipendono dalle procedure successive. Per informazioni ci si rivolge al centro di riferimento.

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Fonti

Comunicato dell’EMA con la raccomandazione per Vyjuvek: meccanismo, dati dello studio ed effetti indesiderati. https://www.ema.europa.eu/en/news/first-topical-gene-therapy-treatment-dystrophic-epidermolysis-bullosa

Studio di fase 3 GEM-3 sulla terapia topica con beremagene geperpavec nell’epidermolisi bollosa distrofica. https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2206663

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