Nell’estate 2026 la sicurezza alimentare torna al centro dell’attenzione. Nel 2025 in Italia sono stati registrati 43 casi di sindrome emolitico-uremica, la Seu, legati al consumo di latte crudo e derivati non pastorizzati. Tutti i casi hanno riguardato bambini sotto i 15 anni. La notizia arriva a pochi giorni dalla morte di un ragazzo di 13 anni, rimasto in coma per nove anni dopo aver mangiato, a 4 anni, un formaggio a latte crudo contaminato da Escherichia coli. Il Ministero della Salute è tornato a lanciare l’allarme: il rischio esiste, ma si può azzerare con un gesto semplice, la bollitura. La vicenda, ripresa da ANSA, Sky TG24, Open e LaPresse, riaccende i riflettori su un’abitudine diffusa soprattutto in vacanza.
di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute
In sintesi
- Nel 2025 in Italia sono stati registrati 43 casi di sindrome emolitico-uremica legati a batteri come l’Escherichia coli Stec, tutti in bambini sotto i 15 anni.
- Il caso che ha riacceso l’allarme riguarda un ragazzo morto a 13 anni dopo nove anni in stato vegetativo, causato da un formaggio a latte crudo contaminato quando aveva 4 anni.
- Il latte crudo non ha subito trattamenti termici sopra i 40°C e può contenere batteri pericolosi, soprattutto in estate.
- Il Ministero della Salute raccomanda di bollire sempre il latte crudo prima di consumarlo, specie per bambini piccoli, donne in gravidanza, anziani e persone fragili.
- Oltre al latte, vanno cotti bene anche carne, pesce e uova, ed evitata l’acqua di pozzi non controllata.
Cos’è la sindrome emolitico-uremica e perché colpisce soprattutto i bambini
La sindrome emolitico-uremica, la Seu, è la complicanza più grave legata al consumo di alimenti contaminati. A causarla sono ceppi di Escherichia coli produttori di una tossina chiamata Shiga-tossina, o Stec. Questi batteri vivono nell’intestino dei bovini da latte, che ne restano immuni. Possono però contaminare il latte crudo durante la mungitura o la lavorazione successiva.
Negli adulti e nei bambini più grandi, l’infezione da Stec provoca in genere una semplice gastroenterite. Si risolve senza conseguenze permanenti nella maggior parte dei casi. Nei bambini piccoli, invece, può evolvere nella Seu. Questa condizione danneggia i globuli rossi e i reni. Nei casi più gravi può causare un’insufficienza renale acuta. A volte compaiono anche manifestazioni neurologiche, fino al coma. Nei casi estremi, la sindrome può avere un esito fatale.
I primi segnali da non sottovalutare sono diarrea, spesso con sangue, dolori addominali e vomito. Se compaiono pallore, stanchezza insolita o una riduzione della quantità di urina, è opportuno consultare subito un pediatra. Una diagnosi tempestiva permette di monitorare la funzione renale e intervenire prima che i danni diventino gravi.
In Italia esiste un registro nazionale dedicato a questa patologia. Nel 2025 ha censito 43 casi in 15 regioni diverse. Riguardavano tutti bambini sotto i 15 anni. Gli esperti segnalano l’estate come il periodo più a rischio. Il motivo è semplice: in vacanza si consumano più spesso latte, formaggi freschi e altri alimenti non cotti.
Il caso che ha riacceso l’allarme: la storia dietro i numeri
A riportare il tema al centro del dibattito è stata la morte di un ragazzo di 13 anni, avvenuta il 2 agosto. Il giovane, originario del Trentino, nel 2017 aveva mangiato un formaggio a latte crudo contaminato da Escherichia coli. Aveva solo 4 anni. L’infezione si era aggravata fino a provocare un coma. Da quel momento non si è mai più risvegliato. È rimasto in stato vegetativo permanente per nove anni.
La vicenda è stata ripresa da diverse testate, tra cui ANSA, Sky TG24, Open e LaPresse. Ha riportato l’attenzione pubblica su un rischio spesso sottovalutato. Il latte crudo, per definizione, non ha subito alcun trattamento termico superiore ai 40 gradi. Non è quindi passato né dalla pastorizzazione né dalla sterilizzazione. Questo significa che può contenere batteri nocivi non ancora eliminati.
Non è la prima volta che casi simili finiscono sulle prime pagine. Negli anni scorsi altri episodi legati a formaggi e latticini non pastorizzati hanno generato allarme in diverse regioni italiane. Proprio per questo il Ministero ha pubblicato linee guida specifiche per il controllo dei batteri Stec nei prodotti caseari a latte crudo, rivolte sia ai produttori sia ai consumatori.
Il Ministero della Salute, con la campagna “Estate in sicurezza”, ha voluto inquadrare correttamente il problema. Il rischio, spiega, “è generalmente contenuto”. Ma “non deve essere trascurato, specialmente in bambini, anziani e persone immunodepresse”. Questa precisazione non minimizza la gravità dei casi più estremi. Allo stesso tempo, ricorda che la maggior parte di chi consuma latte crudo non si ammala. La chiave resta seguire le precauzioni raccomandate.
Come ridurre il rischio: le raccomandazioni ufficiali e i consigli pratici
La buona notizia è che il rischio si può quasi azzerare. Basta un gesto semplice: la bollitura. I trattamenti termici, sia la pastorizzazione industriale sia la bollitura in casa, distruggono i batteri patogeni. Per questo, negli agriturismi, il latte crudo non può essere servito così com’è. Va sempre bollito prima di essere offerto ai clienti.
Marina Vivarelli, pediatra nefrologa e componente del Consiglio superiore di sanità, ricorda che la prudenza non riguarda solo il latte. Vanno maneggiati con attenzione anche i liquidi non controllati, come l’acqua di pozzi. Lo stesso vale per carne, pesce e uova poco cotti. Sono alimenti spesso coinvolti in altre tossinfezioni estive.
Fabrizio Pregliasco, dell’Università degli Studi di Milano, indica le categorie più fragili. Sono i bambini sotto i 5 anni, le donne in gravidanza, gli anziani e le persone immunodepresse. Per loro è meglio scegliere sempre latte e derivati pastorizzati.
Non tutti i formaggi a rischio sono etichettati come tali. Un prodotto lavorato sopra i 40 gradi non deve riportare la dicitura “latte crudo”. Questo però non garantisce automaticamente la pastorizzazione. In caso di dubbio, al ristorante o in agriturismo, il consiglio resta semplice: chiedere sempre se il latte è stato bollito. Tra i formaggi considerati sicuri per composizione e stagionatura figurano il Parmigiano Reggiano Dop, il Grana Padano Dop e il Pecorino Romano Dop.
Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.
Domande frequenti (FAQ)
La sindrome emolitico-uremica (Seu) è una grave complicanza che può svilupparsi dopo un’infezione da Escherichia coli produttore di Shiga-tossina (Stec). Colpisce soprattutto i bambini piccoli e può danneggiare i reni fino a causare un’insufficienza renale acuta.
Secondo il registro nazionale Seu, nel 2025 sono stati registrati 43 casi in 15 regioni italiane, tutti in bambini sotto i 15 anni.
Il modo più efficace è bollire il latte crudo prima di consumarlo, oppure scegliere prodotti già pastorizzati. La bollitura e la pastorizzazione eliminano i batteri patogeni eventualmente presenti.
Le categorie più fragili sono i bambini sotto i 5 anni, le donne in gravidanza, gli anziani e le persone immunodepresse. Per loro è consigliato consumare solo latte e derivati pastorizzati.
Oltre al latte crudo, vanno cotti bene carne, pesce e uova. È inoltre importante evitare di bere acqua di pozzi non controllata, soprattutto in estate.
Per approfondire
Un approfondimento sulle evidenze scientifiche relative al consumo di latte crudo e al rischio di sindrome emolitico-uremica nei più piccoli. Leggi l’articolo
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Fonti
Il focus dell’agenzia ANSA sui casi di Seu registrati nel 2025 e sull’appello degli esperti. Leggi la fonte
L’approfondimento di Sky TG24 con i consigli degli esperti per ridurre i rischi legati al consumo di latte crudo. Leggi la fonte
L’analisi di Open sui rischi del latte crudo e dei suoi derivati, e su quali prodotti sono considerati sicuri. Leggi la fonte
Le raccomandazioni del Ministero della Salute riportate da LaPresse per un consumo sicuro del latte crudo. Leggi la fonte





