Nel 2024 nel mondo sono state eseguite circa 38 milioni di procedure estetiche. Un numero enorme, dietro cui ci sono altrettante visite, colloqui, richieste. E in una parte di questi incontri, il chirurgo ha detto no.
Dire no è difficile. Richiede esperienza, coraggio e – soprattutto – una visione chiara di cosa sia il beneficio del paziente. La Dott.ssa Arianna Franchi, chirurgo plastico, ne parla con una franchezza rara: il no, per lei, è spesso l’atto medico più onesto.
In questa intervista ha affrontato tre aspetti fondamentali: quando rifiutare un intervento, come riconoscere un paziente fragile o non adatto, e perché affidarsi a un chirurgo plastico specializzato è la prima garanzia di sicurezza per il paziente.
Quando il chirurgo dice no: le indicazioni mediche e il confine con il realistico
“Il no è una scelta da professionista. Si è sempre in tempo ad agire, a fare, a mettere le mani sul paziente. I pazienti arrivano con richieste disparate, anche con la foto del personaggio a cui vogliono assomigliare – magari col filtro. Bisogna riportarli su un piano realistico. La parte più difficile del mio lavoro è proprio dire: questo trattamento non fa per lei, non diventerà mai come la foto che mi ha mostrato. Poi ci sono le motivazioni mediche: la visita è il momento in cui capisco se il paziente fuma, se ha patologie incompatibili, se ha condizioni che lo escludono anche dalla medicina estetica più semplice.”
Il chirurgo plastico responsabile non parte dalla domanda ‘cosa posso fare?’ ma da ‘cosa è giusto fare per questa persona in questo momento?’. Le patologie autoimmunitarie, alcune condizioni cardiologiche o coagulative, il fumo pesante, un BMI molto elevato: sono tutte condizioni che aumentano il rischio operatorio o compromettono il risultato. Ignorarle per accontentare il paziente non è servizio: è negligenza.
Il problema dei filtri e delle immagini social è reale e documentato. I pazienti arrivano con aspettative costruite da app che modificano in tempo reale proporzioni facciali, volume delle labbra, contorni. Quello che mostrano non esiste nella realtà anatomica. Compito del chirurgo è restituire una visione realistica di ciò che è possibile, senza alimentare aspettative irraggiungibili.
Approfondimento scientifico: Etica in chirurgia estetica: il quadro globale e il peso del BDD
La revisione narrativa pubblicata su Aesthetic Plastic Surgery (febbraio 2026, ricerca PubMed 2014-2025, termini: aesthetic surgery AND ethics/informed consent/patient selection/refusal/BDD) documenta che la domanda globale ha raggiunto circa 38 milioni di procedure estetiche nel 2024. Nonostante questo volume enorme, il discorso etico rimane sottorappresentato nella letteratura: solo 1 articolo su 1.000 tra le oltre 100.000 pubblicazioni su chirurgia plastica affronta principi etici. L’autonomia del paziente riceve un peso sproporzionato rispetto a beneficenza, non maleficenza e giustizia.
La stessa revisione documenta che la prevalenza del Disturbo da Dismorfismo Corporeo (BDD) tra i candidati alla chirurgia estetica si avvicina al 18,6%. Il BDD è una condizione ossessivo-compulsiva in cui il paziente percepisce difetti corporei inesistenti o minimi come gravi: questi pazienti sono quasi sempre insoddisfatti dopo la chirurgia e hanno un rischio elevato di richiedere interventi ripetuti.
La revisione su Healthcare MDPI (2022, Università Carol Davila Bucarest) analizza le sfide etiche della chirurgia estetica nei pazienti con BDD, documentando che la loro autonomia decisionale è significativamente ridotta dalla scarsa consapevolezza del proprio stato. Operare un paziente con BDD non diagnosticato o non trattato viola il principio di non maleficenza: la chirurgia non risolve il disturbo e spesso lo amplifica.
Riconoscere il paziente fragile: la visita come strumento diagnostico
“Una paziente fragile, molto insicura, può essere una che è stata bullizzata a scuola e vuole un cambiamento, oppure una che sta già facendo un percorso psicologico – e questo in realtà è un aiuto. Io faccio visite abbastanza lunghe proprio perché è il momento in cui riesco a capire il paziente e i suoi desideri. Spesso lo ridireziono a colleghi: prima una visita psicologica, un supporto nutrizionale, perché ci sono pazienti che pensano che con l’intervento chirurgico io abbia la bacchetta magica. Non è così. Ci vuole un percorso, e soprattutto un percorso di fiducia.”
La visita lunga non è una perdita di tempo: è l’investimento che permette al chirurgo di capire se il desiderio del paziente è realistico, se è libero da pressioni esterne, se la motivazione è autentica. Un paziente che viene perché spinto dal partner o perché soffre di un disagio psicologico che la chirurgia non può risolvere non è un buon candidato. Non perché non meriti attenzione, ma perché l’intervento non gli farà del bene.
La Dott.ssa Franchi cita anche la nutrizione: pazienti con problemi di peso che sperano di risolvere tutto con la liposuzione o l’addominoplastica senza affrontare il proprio rapporto con il cibo. La chirurgia estetica non sostituisce i cambiamenti dello stile di vita. Il chirurgo responsabile lo dice chiaramente, anche a costo di perdere il paziente.
Approfondimento scientifico: Selezione del paziente e consenso informato: le evidenze etiche
La revisione su Aesthetic Plastic Surgery (2026) analizza le condizioni in cui rifiutare una richiesta chirurgica costituisce l’atto medico più appropriato: quando il beneficio prevedibile è dubbio, il rischio è sproporzionato, il consenso è fragile o la continuità del follow-up non può essere garantita. I fattori di rischio modificabili includono nicotina, cannabis e terapia con analoghi del GLP-1: tutti devono essere affrontati prima dell’intervento.
La revisione su Healthcare MDPI (2022, BDD e chirurgia estetica) stabilisce che il consenso informato di un paziente con BDD è strutturalmente compromesso: la scarsa consapevolezza del disturbo rende la sua volizione – non solo il desiderio – non attendibile. Il chirurgo che opera senza escludere attivamente il BDD si espone a conseguenze etiche e legali. Lo screening con strumenti validati come il BDDQ (Body Dysmorphic Disorder Questionnaire) dovrebbe far parte della valutazione pre-operatoria.
Il Consiglio Europeo di Chirurgia Plastica e la Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (SICPRE) raccomandano un periodo di riflessione obbligatorio tra la prima visita e l’intervento di chirurgia estetica, proprio per dare al paziente il tempo di elaborare la proposta chirurgica senza pressioni. Questa norma, già in vigore in molti paesi europei, è parte del quadro etico-legale che il chirurgo responsabile deve conoscere e rispettare.
Affidarsi a un chirurgo plastico specializzato: l’unica vera garanzia
“Si parla sempre di quanto si può fare e mai di quanto non si deve fare. È sempre bene affidarsi a uno specialista in chirurgia plastica per avere il massimo della sicurezza e dell’esperienza. Cercate il nome sul sito dell’Ordine dei Medici: basta quello, e capire se il professionista è specializzato. Affidatevi a medici, per favore, specializzati possibilmente.”
La medicina estetica è ormai accessibile ovunque: estetiste con apparecchiature laser, paramedici che iniettano filler, centri non medici che offrono tossina botulinica. In molti paesi europei questi trattamenti possono essere eseguiti solo da medici specializzati. In Italia la situazione normativa è in evoluzione, ma il paziente può sempre verificare: il sito dell’Albo dei Medici Chirurghi riporta la specializzazione di ogni professionista.
La specializzazione in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica richiede 5 anni dopo la laurea in medicina. Chi la ha acquisita conosce l’anatomia chirurgica, sa gestire le complicanze, ha esperienza in entrambe le componenti – ricostruttiva ed estetica. Non è la stessa cosa di chi ha seguito un corso di qualche giorno per iniettare filler.
Approfondimento scientifico: Qualifica dei professionisti e tutela del paziente nella chirurgia estetica
La revisione su Aesthetic Plastic Surgery (2026) cita gli standard di organismi internazionali come il GMC (General Medical Council), il Royal College of Surgeons, l’ASPS (American Society of Plastic Surgeons) e l’ISAPS (International Society of Aesthetic Plastic Surgery) per definire le condizioni etiche in cui rifiutare richieste chirurgiche ad alto rischio. Tutti questi enti concordano: il chirurgo ha un dovere di non maleficenza che non può essere subordinato alla domanda del paziente.
Il problema della formazione insufficiente e della pratica non regolamentata è documentato in letteratura: la proliferazione di operatori non medici o medici non specializzati che eseguono procedure estetiche è associata a un aumento delle complicanze e delle procedure di revisione. La complicanza del lipomodel gluteo – che la revisione 2026 cita come procedura con mortalità elevata – è un esempio estremo di come la mancanza di formazione chirurgica adeguata possa avere conseguenze fatali.
In Italia il paziente può verificare la specializzazione del professionista accedendo al sito dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri del proprio comune o della FNOMCeO. La verifica richiede pochi secondi e garantisce di sapere con chi ci si trova. La Dott.ssa Franchi lo ricorda con forza: non è diffidenza verso i professionisti, è tutela di sé stessi.
Illustrazione/visual generato con AI a scopo illustrativo
Intervista alla Dott.ssa Arianna Franchi, chirurgo plastico – approfondimenti a cura di Lavinia Giganti, giornalista
FAQ
Per molte ragioni valide. Controindicazioni mediche (patologie autoimmunitarie, problemi cardiologici, fumo, BMI elevato), aspettative irrealistiche non modificabili, segni di fragilità psicologica non trattata, o semplicemente perché l’intervento richiesto non ha una reale indicazione per quella persona in quel momento.
Come spiega la Dott.ssa Franchi, il no protegge il paziente, non lo punisce. Un chirurgo che dice no piuttosto che rischiare un risultato insoddisfacente o una complicanza è un chirurgo che si prende cura di chi ha davanti.
Il modo più semplice e affidabile è il sito dell’Ordine dei Medici del comune o della Federazione Nazionale (FNOMCeO, portale.fnomceo.it): inserendo nome e cognome si ottiene la specializzazione acquisita e l’iscrizione all’albo. Chi pratica chirurgia plastica senza la specializzazione specifica non dovrebbe eseguire questi interventi.
Non basta che un professionista sia medico: serve la specializzazione in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, che dura 5 anni dopo la laurea in medicina. Corsi brevi, certificazioni di provider privati o titoli esteri non equivalenti non sostituiscono la specializzazione italiana o europea riconosciuta.
Il Disturbo da Dismorfismo Corporeo (BDD) è una condizione ossessivo-compulsiva in cui la persona percepisce un difetto fisico inesistente o minimo come grave e deturpante. Passa ore a specchiarsi o a evitare gli specchi, confronta ossessivamente il proprio aspetto con quello degli altri, e chiede ripetutamente interventi estetici senza mai essere soddisfatta del risultato.
Il BDD colpisce circa il 18,6% dei candidati alla chirurgia estetica e non viene spesso riconosciuto. I segnali principali sono: storia di molti interventi precedenti tutti insoddisfacenti, richiesta di cambiamenti molto specifici e minuziosi, disagio sproporzionato rispetto all’entità del difetto percepito, e presenza di ansia o depressione associate.
Sì, ed è un fenomeno documentato. I filtri delle app modificano in tempo reale proporzioni facciali, volume delle labbra, dimensione del naso e texture della pelle, creando un’immagine di sé che non corrisponde alla realtà anatomica. La distanza tra il volto filtrato e quello reale crea una percezione distorta che può alimentare o aggravare il BDD.
I chirurghi plastici di tutto il mondo segnalano un aumento di pazienti che arrivano in visita con richieste di assomigliare al proprio volto filtrato. La Dott.ssa Franchi lo descrive come uno dei fenomeni più complessi del suo lavoro attuale: riportare il paziente alla realtà richiede tatto, esperienza e spesso più di un colloquio.
Può succedere e capita. La Dott.ssa Franchi ne parla con onestà: qualcuno si arrabbia e cerca qualcuno che gli dica di sì. Questo non cambia la correttezza del no iniziale.
Il paziente che va da un altro chirurgo e riceve un intervento non indicato si espone a complicanze o insoddisfazione senza aver risolto il problema di fondo. La Dott.ssa Franchi preferisce perdere il paziente che ritrovarselo scontento dopo un intervento che non andava fatto.
Per approfondire
Fonti
“Nella giungla” della medicina estetica: come scegliere in sicurezza, capire i limiti dei trattamenti e orientarsi tra promesse social e risultati reali https://www.dossiersalute.com/medicina-estetica-sicurezza-risultati-reali/
Negli ultimi anni, la medicina estetica ha subito una profonda trasformazione grazie all’avvento di nuove tecnologie e approcci innovativi. https://www.dossiersalute.com/le-nuove-tecnologie-e-i-nuovi-approcci-in-medicina-estetica-intervista-al-dottor-luigi-quarto/
Il periodo estivo è spesso considerato dai pazienti un ottimo momento per sottoporsi a trattamenti di medicina estetica e interventi di chirurgia plastica, soprattutto in virtù del fatto che si ha più tempo libero a cavallo delle vacanze. https://www.dossiersalute.com/chirurgia-plastica-e-medicina-estetica-cosa-fare-e-cosa-non-fare-in-estate/
https://link.springer.com/article/10.1007/s00266-026-05682-w
Revisione narrativa (Aesthet Plast Surg, febbraio 2026, ricerca PubMed 2014-2025): 38 milioni di procedure estetiche nel 2024. Etica sottorappresentata (1/1000 articoli). BDD prevalenza 18,6%. Fattori di rischio modificabili: nicotina, cannabis, GLP-1. Framework per rifiuto etico di richieste ad alto rischio. Pubblicato febbraio 2026
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9319873/
Revisione etica (Università Carol Davila, Bucarest, 2022): BDD e chirurgia estetica. Autonomia ridotta da scarsa consapevolezza. Consenso informato strutturalmente compromesso. Non-maleficenza come principio guida contro la chirurgia in pazienti BDD non trattati. Pubblicato 2022.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28204935/
Revisione con consulenza legale: BDD come malattia psichiatrica spesso non riconosciuta in chirurgia estetica. Segnali di allarme per il chirurgo. Implicazioni del consenso informato nei pazienti BDD. Rischio di contenzioso legale. Screening BDDQ raccomandato.
https://portale.fnomceo.it/
Portale istituzionale italiano: verifica online della specializzazione di ogni professionista medico. Ricerca per nome e cognome con indicazione della specializzazione acquisita. Strumento consigliato dalla Dott.ssa Franchi per la tutela del paziente. Aggiornato continuamente.
https://portale.fnomceo.it/
Portale istituzionale italiano: verifica online della specializzazione di ogni professionista medico. Ricerca per nome e cognome con indicazione della specializzazione acquisita. Strumento consigliato dalla Dott.ssa Franchi per la tutela del paziente. Aggiornato continuamente.




