Esiste una sostanziale differenza tra il concetto di “vista” e quello di “visione”, in quanto la vista rappresenta la reale capacità di vedere, mentre la visione è l’abilità di interpretare ciò che vediamo.
La vista è definita come acuità visiva, ossia la capacità di distinguere oggetti a una determinata distanza. È influenzata da diversi fattori come i difetti refrattivi (miopia, astigmatismo, ipermetropia), l’intensità luminosa, il contrasto e lo stato di salute dell’occhio. La vista consente di visualizzare gli oggetti sia quantitativamente che qualitativamente e può risultare scarsa, buona oppure ottima in base alle prestazioni visive.
La visione, invece, è la capacità di comprendere ed elaborare ciò che gli occhi percepiscono. Coinvolge abilità percettive, identificazione e messa a fuoco degli oggetti, comprensione uditiva e verbale, oltre al controllo dell’equilibrio, che dipende dal sistema motorio posturale.
Cos’è il sistema visivo disfunzionale?
Un sistema visivo disfunzionale è un sistema fragile, caratterizzato da una serie di disturbi che compromettono la chiarezza della visione e la coordinazione dei movimenti oculari. Questo può includere difficoltà di convergenza, alterazioni nella coordinazione oculare e problemi nella percezione visiva.
Cause principali
- Strabismo: squilibrio oculomotorio in cui l’asse visivo di un occhio è rivolto verso l’oggetto fissato, mentre l’altro è deviato.
- Ambliopia (occhio pigro): riduzione dell’acuità visiva, solitamente monolaterale, causata da un ostacolo al normale input visivo nei primi 5-6 anni di vita. È una condizione reversibile se trattata precocemente. La prevalenza varia dall’1% al 5% della popolazione.
- Problemi di convergenza: disturbo comune della visione binoculare, dovuto all’incapacità di mantenere l’allineamento visivo su oggetti ravvicinati durante attività prolungate come la lettura.
- Disturbi dell’accomodazione: difficoltà a mettere a fuoco oggetti posti a distanze diverse.
- Nistagmo: oscillazione involontaria e ritmica degli occhi, congenita o associata ad altre condizioni patologiche.
- Diplopia (visione doppia): percezione sdoppiata di un singolo oggetto. È causata da una proiezione dell’immagine retinica in punti diversi nei due occhi.
- Perdita della vista per cause neurologiche o danni anatomici: la visione compromessa può indurre posture scorrette, come la rotazione del capo, che nel tempo danneggiano la muscolatura scheletrica.
- Anisometropia: differenza di rifrazione tra i due occhi. Se non corretta con lenti adeguate, può provocare spostamenti anomali della testa e tensioni muscolari diffuse.
- Problemi di coordinazione visuo-motoria: difficoltà a sincronizzare i movimenti oculari con quelli corporei.
Come si manifesta il disturbo visivo disfunzionale? E qual è il trattamento?
I sintomi di un disturbo visivo disfunzionale sono variabili. Si possono manifestare affaticamento oculare, vista offuscata, bruciore agli occhi, cefalea, difficoltà nella lettura o nella scrittura, scarsa concentrazione, alterazioni posturali e problemi di equilibrio.
Il trattamento dipende dalla causa e può includere:
- uso di occhiali o lenti a contatto per correggere miopia, ipermetropia o astigmatismo
- chirurgia refrattiva, per una correzione permanente dei difetti visivi
- riabilitazione visiva, attraverso esercizi specifici per migliorare la coordinazione oculare, l’acuità visiva, la percezione e l’allineamento degli occhi
Una diagnosi precoce e un trattamento mirato sono fondamentali per migliorare la qualità della vita e prevenire peggioramenti.
Visione disfunzionale e controllo posturale
Il sistema visivo influisce direttamente sulla postura. L’80% delle informazioni che arrivano al cervello proviene dalla retina e dai muscoli oculari, che trasmettono al sistema nervoso centrale dati fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio corporeo.
I soggetti con deficit visivi tendono a posizionare il capo in modo anomalo, generando nel tempo tensioni cervicali, dolori a collo, spalle o schiena.
Esiste un chiaro collegamento tra disfunzioni oculari e postura, poiché le alterazioni visive possono influenzare lo stato di contrazione o rilassamento della muscolatura scheletrica.
I principali disturbi visivi che compromettono la postura sono:
- strabismo
- diplopia
- deficit di convergenza
- miopia e ipermetropia
- disturbi dell’accomodazione
- errori nella centratura delle lenti
A tali problematiche si associano anomalie posturali come:
- inclinazione della testa
- una spalla più alta dell’altra
- rotazioni anomale del capo
- instabilità posturale
- frequenti cadute
La cosiddetta PAC (posizione anomala del capo) è un meccanismo di compensazione inconscio attuato per mettere a fuoco meglio gli oggetti, ottenere una visione binoculare singola o evitare la visione doppia.
Tra tutte le disfunzioni visive, i deficit di convergenza sono tra le principali cause di squilibri posturali, con conseguenti contratture cervicali, rigidità degli arti superiori e difficoltà nella deambulazione.
In molti casi, le alterazioni posturali si manifestano anche a distanza di tempo dall’insorgenza del disturbo visivo.
FAQ
È una condizione in cui la vista è alterata da problemi di coordinazione oculare o percezione visiva.
Affaticamento oculare, vista annebbiata, mal di testa, problemi di lettura e postura scorretta.
Sì, un problema visivo può causare compensazioni posturali che generano dolori e squilibri.
Con occhiali, lenti a contatto, chirurgia refrattiva o riabilitazione visiva specifica.
Assolutamente sì: intervenire tempestivamente aiuta a evitare complicanze visive e muscolari.





