In Italia nascono sempre meno bambini, e chi diventa madre lo fa sempre più tardi. Nel 2025 i nati sono stati 355.772, circa 14mila in meno rispetto all’anno prima. Il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14, il valore più basso mai registrato, e per la prima volta il primo figlio arriva in media a 32 anni. Sono i dati del rapporto Istat su natalità e fecondità diffuso il 21 ottobre: il calo delle nascite prosegue anche nel 2026.
di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute
In sintesi
- Nel 2025 in Italia sono nati 355.772 bambini, il 3,8% in meno rispetto al 2024.
- La fecondità scende a 1,14 figli per donna: è il nuovo minimo storico, dopo l’1,18 del 2024.
- L’età media al parto sale a 32,7 anni e quella al primo figlio raggiunge per la prima volta i 32 anni.
- Tra gennaio e luglio 2026 i nati sono 196.864, l’1,1% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
- Il 44,1% dei bambini nasce fuori dal matrimonio. Al Centro, per la prima volta, è uno su due.
Calo delle nascite: i numeri Istat del 2025
Il rapporto Istat “Natalità e fecondità della popolazione residente – Anno 2025” conferma una tendenza che dura da anni. Nel 2025 i nati residenti in Italia sono stati 355.772. Rispetto al 2024 sono circa 14mila in meno, con un calo del 3,8%. In pratica nascono circa 6 bambini ogni mille abitanti.
Il confronto con il passato rende bene l’idea. Nel 2008 i nati erano stati oltre 576mila, quasi 10 ogni mille abitanti. Da allora la riduzione è del 38,3%, pari a oltre 220mila nascite in meno.
Il calo riguarda tutti gli ordini di nascita, ma con intensità diverse. I primi figli sono stati 174.842 (-3,7%) e i secondi 127.479 (-4,8%). I terzi figli e successivi sono 53.451, in calo del 2,1%. Diminuiscono soprattutto i nati da genitori entrambi italiani: 275.330, il 4,8% in meno rispetto al 2024. I nati da genitori entrambi stranieri sono 49.002, il 13,8% del totale, in calo del 3,1%. Crescono invece i nati da coppie miste: 31.440, il 4,2% in più.
Il numero medio di figli per donna scende a 1,14, contro l’1,18 dell’anno precedente. È il nuovo minimo storico: il precedente record negativo, 1,19, risaliva al 1995. Il dato resta lontano dalla soglia di 2,1 figli per donna, quella che garantisce il ricambio tra generazioni. I primi dati del 2026 non indicano un’inversione di tendenza: la stima provvisoria per gennaio-luglio è di 1,13 figli per donna.
Madri sempre più tardi: il primo figlio a 32 anni
L’altro dato che colpisce riguarda l’età. Nel 2025 l’età media al parto è di 32,7 anni, contro 32,6 nel 2024. Per la prima volta anche l’età media al primo figlio raggiunge i 32 anni. Nel 1995 era di 28,1 anni: in trent’anni il primo figlio è arrivato circa quattro anni più tardi.
Le differenze dipendono anche dalla cittadinanza. Le madri italiane partoriscono in media a 33,2 anni, le straniere a 29,9 anni. Sul territorio l’età più alta si registra in Basilicata, con 33,6 anni, seguita da Sardegna e Lazio con 33,2. La più bassa è in Sicilia, con 31,8 anni. Anche la fecondità delle donne straniere è in discesa: 1,74 figli nel 2025, contro 2,31 nel 2010. Per le italiane il dato è 1,07.
Pesa molto anche il titolo di studio. Le donne con la licenza media hanno figli in media a 29,7 anni, quelle con il diploma a 32,5 anni. Le laureate arrivano a 34,9 anni. Cambia anche il numero di figli: 1,58 per le donne con la licenza media, 1,09 per le laureate.
Rimandare la maternità ha anche un risvolto di salute, perché con l’età la fertilità femminile si riduce. Chi desidera un figlio può parlarne per tempo con il proprio ginecologo. Vale soprattutto in presenza di condizioni che possono incidere sulla fertilità, come l’endometriosi.
Perché si fanno meno figli: le cause e i divari
Il rapporto guarda anche alle generazioni. Tra le donne nate nel 1976, che nel 2026 compiono 50 anni, il 23% non ha avuto figli. Per le generazioni di trent’anni prima la quota era vicina al 10%. Le nate nel 1976 hanno avuto in media 1,44 figli, contro i 2,01 delle nate nel 1947.
L’Istat collega queste tendenze a diversi fattori. Pesano un’istruzione più lunga, la precarietà del lavoro giovanile e le difficoltà di accesso alla casa. Contano anche i problemi di conciliazione tra lavoro e famiglia e l’emergere di percorsi di vita alternativi alla genitorialità.
Il calo non è uguale ovunque. Nel 2025 il Centro ha la fecondità più bassa, con 1,07 figli per donna, contro 1,15 al Nord e 1,16 nel Mezzogiorno. La Sardegna è l’unica regione sotto un figlio per donna, con 0,85. Il valore più alto è nella Provincia autonoma di Bolzano, con 1,54.
Il Forum delle Associazioni Familiari, con il presidente Adriano Bordignon, sostiene che la denatalità non sia inevitabile. Chiede di rafforzare l’assegno unico e universale, i servizi territoriali e gli asili nido. Tra le richieste ci sono anche congedi familiari adeguati e sostegni al lavoro stabile e alla casa per le giovani coppie.
Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.
Domande frequenti (FAQ)
Secondo l’Istat nel 2025 i nati residenti in Italia sono stati 355.772, circa 14mila in meno rispetto al 2024 (-3,8%). Rispetto al 2008, quando erano oltre 576mila, il calo è del 38,3%.
Nel 2025 il numero medio di figli per donna è 1,14, il valore più basso mai registrato. La stima provvisoria per gennaio-luglio 2026 è di 1,13. La soglia che garantisce il ricambio tra generazioni è di 2,1 figli per donna.
Nel 2025 l’età media al parto è di 32,7 anni. L’età media al primo figlio raggiunge per la prima volta i 32 anni, contro i 28,1 del 1995. Le laureate hanno figli in media a 34,9 anni.
Il valore più alto è nella Provincia autonoma di Bolzano, con 1,54 figli per donna. La Sardegna è l’unica regione sotto un figlio per donna, con 0,85. Tra le macroaree, il Centro ha la fecondità più bassa (1,07).
L’Istat indica più fattori: un’istruzione più lunga, la precarietà del lavoro giovanile, le difficoltà di accesso alla casa e di conciliazione tra lavoro e famiglia. Pesa anche l’emergere di percorsi di vita alternativi alla genitorialità.
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Fonti
Il comunicato stampa Istat del 21 ottobre 2026 con i dati completi su nascite, fecondità ed età al parto. Leggi la fonte
L’articolo ANSA sul rapporto Istat, con i dati sulla generazione del 1976 e il commento del Forum delle Associazioni Familiari. Leggi la fonte
L’approfondimento Adnkronos con i dati per cittadinanza, ordine di nascita e regione. Leggi la fonte




