Dossier Salute

Variante Cicada (BA.3.2): perché è già dominante in Italia, sintomi e cosa dice l’OMS

Ricercatrice analizza al microscopio la variante Cicada BA.3.2 del Covid-19 e la sua diffusione in Italia

Si chiama Cicada, in codice scientifico BA.3.2, ed è già la variante di Covid-19 più diffusa in Italia: secondo l’Istituto Superiore di Sanità rappresenta circa il 45% dei campioni sequenziati nel Paese. Il nome richiama le cicale periodiche, perché il virus sembra essere rimasto “sottotraccia” per mesi prima di riemergere all’improvviso, con oltre 50 mutazioni sulla proteina spike che l’hanno resa una delle sottovarianti più modificate mai osservate. L’Organizzazione Mondiale della Sanità la sorveglia dal 5 dicembre 2025 come “variante sotto monitoraggio”, il livello di allerta più basso, e per ora non risultano segnali di maggiore gravità della malattia. Proprio perché se ne parla ovunque, dai social alle chat tra amici che si scambiano tamponi positivi, vale la pena capire cosa sappiamo davvero, cosa no, e se cambia qualcosa nella vita di tutti i giorni.

di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute

IN SINTESI

  • La variante Cicada (BA.3.2) è ormai dominante in Italia: rappresenta circa il 45% dei sequenziamenti secondo l’ISS, dato riferito a febbraio 2026.
  • L’OMS l’ha classificata “variante sotto monitoraggio” (VUM) il 5 dicembre 2025, il livello di sorveglianza più basso, sotto le “varianti di interesse” e le “varianti preoccupanti”.
  • È tra le sottovarianti più mutate mai identificate: oltre 50 mutazioni nella proteina spike rispetto al lignaggio genitore BA.3, e più di 70 rispetto al ceppo originale di Wuhan.
  • I sintomi restano lievi o moderati, sovrapponibili a quelli delle precedenti Omicron: non ci sono prove di un aumento di ricoveri o decessi collegati alla variante.
  • I vaccini attualmente disponibili continuano a offrire protezione contro le forme gravi della malattia, anche se la variante potrebbe eludere parzialmente gli anticorpi.

Che cos’è la variante Cicada e da dove arriva

Cicada è il soprannome informale della sottovariante BA.3.2 di SARS-CoV-2, un discendente del lignaggio Omicron BA.3, che circolò a bassissimi livelli tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 per poi sparire quasi del tutto. La sua ricomparsa, alla fine del 2024, ha sorpreso i virologi: le analisi genetiche indicano che il virus potrebbe essersi evoluto senza essere rilevato per mesi, probabilmente all’interno di una persona con infezione cronica e sistema immunitario compromesso. Proprio questo lungo periodo “sottotraccia”, seguito da una ricomparsa improvvisa, ha ispirato il nome Cicada, in riferimento alle cicale periodiche che restano sottoterra per anni prima di emergere tutte insieme. Non è la prima volta che il virus sorprende gli esperti in questo modo: fenomeni simili di evoluzione nascosta erano già stati osservati con altre sottovarianti Omicron molto mutate, comparse improvvisamente dopo mesi di circolazione silenziosa in singoli pazienti cronicamente infetti.

Dal punto di vista genetico, BA.3.2 è tra le sottovarianti più mutate mai osservate: conta oltre 50 mutazioni nella proteina spike rispetto al lignaggio genitore BA.3, e più di 70 rispetto al ceppo originale di Wuhan. Gli esperti parlano di un possibile “saltation event”, un salto evolutivo in cui il virus accumula moltissime mutazioni in un’unica volta invece che gradualmente, un fenomeno legato proprio alle infezioni prolungate in pazienti immunodepressi. È stata identificata per la prima volta in Sudafrica nel novembre 2024, anche se le analisi retrospettive suggeriscono un’origine compresa tra dicembre 2023 e luglio 2024, mesi prima che la sorveglianza genomica la intercettasse. La sorveglianza globale, coordinata anche attraverso la rete WHO Coronavirus Network (CoViNet), resta lo strumento chiave per intercettare tempestivamente future varianti con caratteristiche simili.

Perché è già la variante dominante in Italia

Da allora Cicada si è diffusa in oltre 20 Paesi, inclusi Stati Uniti, Regno Unito, Danimarca, Giappone, Hong Kong, Singapore e Corea del Sud, anche se inizialmente a livelli molto bassi. In Italia la sua presenza è documentata almeno da dicembre 2025 e, secondo i dati della piattaforma I-Co-Gen dell’Istituto Superiore di Sanità, da febbraio 2026 è diventata la variante dominante: rappresenta circa il 45% dei campioni sequenziati nel Paese, senza che questo abbia comportato un aumento significativo di contagi o ricoveri. Il monitoraggio si basa sui dati caricati periodicamente su I-Co-Gen da circa 70 laboratori regionali distribuiti sul territorio nazionale, che restano lo strumento principale per seguire l’evoluzione del virus in Italia insieme a un’altra sottovariante in circolazione, XFG.

Il 5 dicembre 2025 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato ufficialmente BA.3.2 come “variante sotto monitoraggio” (VUM, variant under monitoring), la soglia più bassa del sistema di allerta OMS, al di sotto delle categorie “variante di interesse” e “variante preoccupante”. Nella sua valutazione di rischio, l’OMS scrive che le prove disponibili indicano un rischio aggiuntivo basso per la salute pubblica rispetto alle altre linee Omicron in circolazione, e che non risultano dati che colleghino la variante a un aumento di gravità, ricoveri o decessi. Anche l’ECDC europeo segue la stessa classificazione e non ha finora modificato le proprie raccomandazioni per i Paesi membri.

In Italia, dal punto di vista pratico, non è più previsto l’obbligo di isolamento per chi risulta positivo, ma il Ministero della Salute continua a raccomandare precauzioni per proteggere le persone più fragili, come anziani, immunodepressi e pazienti cronici, soprattutto nei contesti familiari e negli ambienti sanitari.

Sintomi, vaccini e cosa fare in pratica

Dal punto di vista clinico, la variante Cicada non sembra causare sintomi diversi rispetto alle precedenti sottovarianti Omicron: febbre, mal di gola, tosse, congestione nasale, stanchezza e dolori muscolari restano i segnali più comuni, nella maggior parte dei casi in forma lieve o moderata. Al momento non ci sono evidenze che la variante provochi una malattia più severa, né dati che mostrino un aumento delle ospedalizzazioni collegate specificamente a questo lignaggio.

Gli studi di laboratorio indicano che gli anticorpi prodotti dalla vaccinazione o da infezioni precedenti potrebbero essere leggermente meno efficaci nel neutralizzare Cicada rispetto ad altre varianti Omicron in circolazione, un fenomeno di parziale evasione immunitaria comune a molti discendenti recenti del virus. Questo però non significa che i vaccini abbiano smesso di funzionare: restano efficaci soprattutto nel prevenire le forme gravi della malattia, i ricoveri e i decessi, che resta l’obiettivo principale della campagna vaccinale. Il gruppo tecnico dell’OMS sulla composizione dei vaccini anti-Covid continua comunque a monitorare l’evoluzione della variante, per valutare se nei prossimi mesi sarà necessario aggiornare la formulazione dei richiami stagionali.

In pratica, per chi ha sintomi respiratori resta valido il buon senso di sempre: evitare contatti ravvicinati con persone fragili nei primi giorni, indossare una mascherina in ambienti affollati o al chiuso, e considerare un tampone se si è a contatto con anziani o immunodepressi. Chi convive con persone fragili può valutare comunque un test rapido in farmacia in presenza di sintomi, anche in assenza di un obbligo normativo. Le autorità sanitarie non parlano di allarme, ma di sorveglianza attiva: la raccomandazione resta quella di restare aggiornati sulle indicazioni ufficiali, senza cedere ad allarmismi non giustificati dai dati disponibili.

Domande frequenti

È il soprannome della sottovariante BA.3.2 di Omicron, chiamata così perché sembra essersi evoluta “sottotraccia” per mesi, forse in un paziente immunodepresso con infezione cronica, prima di riemergere con decine di mutazioni nella proteina spike.

Al momento no. L’OMS la classifica come variante sotto monitoraggio a basso rischio aggiuntivo per la salute pubblica: non risultano dati che colleghino Cicada a un aumento di gravità, ricoveri o decessi rispetto alle altre sottovarianti Omicron in circolazione.

Sì, restano efficaci soprattutto contro le forme gravi della malattia. Gli studi di laboratorio suggeriscono una parziale riduzione della capacità degli anticorpi di neutralizzare la variante, ma questo non compromette la protezione contro ospedalizzazioni e decessi.

In Italia non esiste più l’obbligo di isolamento per i positivi al Covid-19. Il Ministero della Salute raccomanda comunque di limitare i contatti con persone fragili, anziani e immunodepressi nei giorni sintomatici.

I sintomi si sovrappongono molto: febbre, mal di gola, tosse, stanchezza. L’unico modo per avere certezza è un tampone. In caso di sintomi respiratori, soprattutto se si frequentano persone fragili, effettuare un test resta la scelta più prudente.

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Fonti

La pagina ufficiale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che classifica BA.3.2 tra le varianti sotto monitoraggio dal 5 dicembre 2025. Leggi l’articolo

L’approfondimento di VaccinesWork (Gavi, l’Alleanza per i vaccini) sulle caratteristiche genetiche e il rischio reale della variante Cicada. Leggi l’articolo

L’articolo di Sky TG24 sulla diffusione della variante Cicada e sui sintomi da riconoscere secondo le autorità sanitarie. Leggi l’articolo

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