Dossier Salute

Melanoma e protezione solare: come leggere davvero la tua pelle prima dell’estate

Persona applica crema solare sulla pelle al sole, gesto di prevenzione del melanoma e protezione dai raggi UV

In sintesi: il melanoma è il più aggressivo dei tumori della pelle e in Italia si registrano ogni anno circa 12-15.000 nuovi casi. La buona notizia è che, individuato presto, ha ottime possibilità di guarigione. Due gesti fanno la differenza: controllare regolarmente nei e macchie con la regola ABCDE e proteggersi correttamente dai raggi UV. In questo articolo trovi come riconoscere un neo sospetto, come usare bene la crema solare e quando rivolgerti al dermatologo.

Perché parlare di melanoma proprio adesso

Con l’arrivo della bella stagione aumenta l’esposizione al sole, e con essa il rischio di danni alla pelle. Non a caso in Italia è stata istituita una Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma, fissata il primo sabato di maggio: un segnale di quanto il tema sia diventato prioritario per la sanità pubblica.

Il melanoma è meno frequente di altri tumori cutanei, ma è il più pericoloso perché ha una forte capacità di diffondersi ad altri organi. Allo stesso tempo, è uno dei tumori in cui la diagnosi precoce cambia radicalmente la prognosi: una lesione individuata quando è ancora sottile e superficiale si rimuove con un piccolo intervento e guarisce nella grande maggioranza dei casi.

Il punto critico è che il melanoma, soprattutto all’inizio, spesso non fa male, non prude e non dà sintomi evidenti. Proprio questo lo rende insidioso. Per questo la prevenzione non è qualcosa da delegare solo al medico: parte dallo specchio di casa e da un’abitudine semplice, l’autoesame della pelle.

La regola ABCDE: come riconoscere un neo sospetto

La regola ABCDE è lo strumento più semplice e diffuso per imparare a distinguere un neo “tranquillo” da uno che merita un controllo. Ogni lettera corrisponde a una caratteristica da osservare:

  • A – Asimmetria: un neo benigno è in genere tondeggiante e regolare; se dividendolo idealmente a metà le due parti sono diverse, va valutato.
  • B – Bordi: i bordi irregolari, frastagliati o sfumati sono più sospetti di quelli netti e lisci.
  • C – Colore: attenzione se nello stesso neo convivono più colori (nero, marrone chiaro e scuro, rosa, rosso, bluastro).
  • D – Dimensioni: un neo che cresce in larghezza o spessore va segnalato, anche se i melanomi possono essere di pochi millimetri.
  • E – Evoluzione: è forse il segnale più importante. Qualsiasi neo che cambia nel tempo (forma, colore, dimensione) in poche settimane o mesi va mostrato al dermatologo.

A questi si aggiunge il segnale del “brutto anatroccolo”: se un neo appare chiaramente diverso da tutti gli altri sul tuo corpo, merita attenzione. E vanno sempre valutati da un medico i nei che sanguinano, prudono o sono circondati da un’area arrossata.

Come fare l’autoesame della pelle a casa

L’autoesame è gratuito, dura pochi minuti e andrebbe fatto almeno una volta al mese, in una stanza ben illuminata e davanti a uno specchio.

Ecco come procedere in modo ordinato, senza dimenticare zone “nascoste”:

  1. Osserva il corpo di fronte e di schiena allo specchio, poi i lati destro e sinistro con le braccia alzate.
  2. Controlla avambracci, palmi delle mani, gomiti.
  3. Esamina gambe, cosce, e soprattutto piedi: pianta, spazi tra le dita, unghie.
  4. Con uno specchio a mano controlla nuca, collo, orecchie e cuoio capelluto (separa i capelli).
  5. Non trascurare glutei e zona genitale.

Una parte dei melanomi nasce infatti in aree poco esposte al sole, quindi non limitarti alle zone “da spiaggia”. Per i punti che non vedi bene, fatti aiutare da un familiare. Se noti qualcosa che rientra nei segnali ABCDE, non aspettare: prenota una visita dermatologica.

Chi è più a rischio e ogni quanto fare i controlli

Alcune persone hanno un rischio più alto della media e dovrebbero prestare attenzione particolare. I principali fattori di rischio sono: pelle e occhi chiari, tendenza a scottarsi invece che abbronzarsi, presenza di molte efelidi (lentiggini), numerosi nei o nei atipici, uso di lampade abbronzanti, scottature gravi in età infantile.

Pesa molto anche la familiarità: chi ha avuto un melanoma o ha parenti stretti colpiti dalla malattia è considerato a rischio aumentato. In alcune famiglie con più casi di melanoma (a volte associati a tumore del pancreas) possono essere coinvolte mutazioni genetiche ereditarie, come quella del gene CDKN2A.

Sulle frequenze dei controlli, indicativamente: chi ha pochi nei e nessuna familiarità può fare un controllo dermatologico annuale; chi è a rischio elevato (molti nei, nei displastici, pelle danneggiata dal sole, pregresso melanoma) viene in genere seguito ogni 4-6 mesi, spesso con videodermatoscopia, l’esame che fotografa e confronta i nei nel tempo. Le indicazioni precise le stabilisce sempre il dermatologo in base al singolo caso.

Protezione solare: come usarla davvero (gli errori più comuni)

La crema solare funziona, ma solo se usata bene. L’errore più diffuso è applicarne troppo poca. La quantità corretta è di circa 2 mg per centimetro quadrato: per il viso e il collo vale la “regola del cucchiaino”, per tutto il corpo serve l’equivalente di una pallina da ping pong di prodotto.

Le regole pratiche che fanno la differenza:

  • Scegli un SPF adeguato: per la maggior parte delle persone va bene un SPF 30 o 50; per esposizioni prolungate all’aperto (mare, montagna, piscina) è consigliato SPF 50+.
  • Applicala prima: circa 15-30 minuti prima di uscire, così ha il tempo di attivarsi.
  • Riapplicala ogni 2 ore e sempre dopo il bagno o una sudata intensa, anche se il prodotto è “resistente all’acqua”.
  • Non dimenticare i punti critici: orecchie, collo, dorso dei piedi, dietro le ginocchia, mani e cuoio capelluto scoperto.
  • Il trucco con SPF non basta: un fondotinta con protezione non sostituisce la crema solare vera.

Attenzione anche a quando esponi la pelle: evita le ore centrali (indicativamente 11-16), usa cappello, occhiali da sole e magliette. Queste accortezze valgono soprattutto per i bambini, la cui pelle è molto più sensibile: le scottature in età pediatrica aumentano il rischio di melanoma da adulti, perché il danno si accumula negli anni.

Cosa fare se trovi un neo che ti preoccupa

Se durante l’autoesame noti un neo che rientra nei criteri ABCDE, che è cambiato di recente, che sanguina o appare diverso dagli altri, il passo è uno solo: prenotare una visita dermatologica. Non servono esami fai-da-te né foto sui social. Il dermatologo userà la dermatoscopia, un esame rapido e indolore che ingrandisce e illumina il neo, e deciderà se è il caso di rimuoverlo e analizzarlo.

Ricorda: nella maggior parte dei casi un neo sospetto non è un melanoma. Ma è sempre meglio un controllo in più che una diagnosi tardiva. La diagnosi precoce, in questa malattia, è letteralmente ciò che salva la vita.

 

Illustrazione/visual generato con AI a scopo illustrativo

Lavinia Giganti – La redazione 

FAQ

No. La trasmissione interumana è possibile, ma richiede contatti stretti e non è paragonabile a virus respiratori come il Covid-19.

Secondo OMS ed ECDC, al momento il rischio di diffusione su larga scala è basso e non ci sono segnali di una nuova pandemia.

Attualmente non esistono vaccini o terapie specifiche approvate, ma sono in corso studi e programmi di ricerca.

Principalmente chi vive o viaggia nelle aree colpite e chi ha contatti stretti con casi sospetti o strutture sanitarie locali.

Per approfondire

Fonti

Il melanoma maligno è una delle neoplasie cutanee più aggressive e, in molte aree del mondo, in aumento di incidenza. https://www.dossiersalute.com/melanoma-maligno-intervista-al-dottor-armando-de-angelis/

Il punto politico, oggi, è semplice: nel disegno di legge sulla prevenzione del melanoma approvato dal Senato il 27 gennaio 2026 entra un articolo che impone ai tatuatori di consegnare un’informativa scritta sui rischi e di far firmare al cliente un consenso informato, da conservare e rendere disponibile ai controlli. https://www.dossiersalute.com/consenso-informato-tatuaggi-decreto-melanoma/

Nel campo della dermatologia moderna, la possibilità di intervenire rapidamente su lesioni cutanee sospette è cruciale per la prevenzione oncologica e per la salute della pelle. Tuttavia, nella sanità pubblica, i tempi di attesa per visite, interventi e referti istologici sono spesso lunghi e scoraggianti. https://www.dossiersalute.com/dermochirurgia-fast-line-lesioni-cutanee/

Il melanoma è un tumore cutaneo potenzialmente aggressivo ma oggi sempre più curabile se intercettato precocemente. https://www.dossiersalute.com/melanoma-mappatura-nei-linfonodo-sentinella/

https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/melanoma-cutaneo – Scheda della principale fondazione italiana per la ricerca sul cancro, con informazioni validate scientificamente su sintomi, regola ABCDE, fattori di rischio e prevenzione del melanoma.

https://www.salute.gov.it/ – Portale istituzionale con campagne di prevenzione, dati epidemiologici e indicazioni ufficiali sulla protezione dai raggi UV e sulla diagnosi precoce.

https://www.humanitasalute.it/ – Portale divulgativo dell’IRCCS Humanitas, con spiegazioni accessibili sulla prevenzione dermatologica e il riconoscimento dei nei sospetti.

https://www.skincancer.org/ – Fondazione internazionale di riferimento sui tumori della pelle, con linee guida aggiornate su fotoprotezione, scelta e applicazione della crema solare.

https://www.ieo.it/ – Centro oncologico di eccellenza con sezioni dedicate alla diagnosi precoce del melanoma, alla mappatura dei nei e ai percorsi di cura.

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