di Lavinia Giganti | Giornalista | redazione DossierSalute
Quasi due milioni di visite mediche ed esami diagnostici non hanno rispettato i tempi garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale nel primo quadrimestre del 2026. Lo dice Agenas – l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali – nel presentare il nuovo Cruscotto 2.0, il primo strumento digitale che rende pubblici, in tempo reale e regione per regione, i dati sulle liste d’attesa. Il quadro non è tutto negativo: il trend migliora, ma le differenze tra Nord e Sud restano marcate.
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IN SINTESI • Le liste d’attesa del SSN sono i tempi massimi garantiti per accedere a visite specialistiche ed esami; variano in base all’urgenza: da 72 ore a 120 giorni. • Nel primo quadrimestre 2026: 1.225.915 visite specialistiche e 688.543 esami diagnostici erogati fuori dai tempi previsti – totale 1.914.458 prestazioni in ritardo. • Il rispetto dei tempi per le prime visite è migliorato dal 76,1% (2025) al 78,7% (2026). • 16 regioni su 21 migliorano per le visite; 15 su 21 per gli esami. In difficoltà Abruzzo, Provincia di Trento, Sicilia e Valle d’Aosta. • Con il nuovo Cruscotto 2.0 ogni paziente può controllare online i dati della propria regione. |
Come funziona il sistema delle liste d’attesa: quello che ogni paziente dovrebbe sapere
Proviamo a capire come funziona il sistema dall’inizio, perché molti pazienti non lo conoscono bene e questo può portare a confusione o a diritti non esercitati. Quando il vostro medico di base vi prescrive una visita specialistica o un esame diagnostico – una visita cardiologica, una risonanza magnetica, una gastroscopia – sulla ricetta dematerializzata appare un codice di priorità. Questo codice stabilisce entro quanto tempo il SSN ha l’obbligo di erogare quella prestazione.
I codici sono quattro: U (Urgente), che significa entro 72 ore; B (Breve), entro 10 giorni; D (Differita), entro 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli esami; P (Programmata), entro 120 giorni. Questi tempi valgono sia nelle strutture pubbliche sia in quelle private accreditate con il SSN – quelle dove si paga il ticket come se fossero pubbliche. Se la struttura che avete scelto non riesce a rispettare il tempo, ha l’obbligo di offrirvi un’alternativa: un’altra struttura, un altro orario, oppure il rimborso del costo se siete costretti ad andare in regime privato.
In teoria, il sistema funziona così. In pratica, molti pazienti non sanno che questi diritti esistono, non sanno come farli valere, e finiscono per aspettare mesi anche per prestazioni urgenti – oppure pagano di tasca propria per avere risposte in tempi ragionevoli. Ed è proprio qui che i dati Agenas diventano importanti: per la prima volta, c’è uno strumento pubblico e trasparente che permette di misurare quanto il sistema rispetti davvero i tempi che promette.
I dati 2026: le buone notizie e i problemi che restano
La Piattaforma Nazionale delle Liste d’Attesa ha raccolto oltre 65 milioni di prenotazioni tra gennaio 2025 e aprile 2026 – un patrimonio di dati senza precedenti. Il risultato? Il rispetto dei tempi per le prime visite specialistiche è migliorato dal 76,1% al 78,7%; per gli esami diagnostici, dall’83% all’84,7%. Suona bene, ma significa anche che quasi una visita su cinque e quasi un esame su sette vengono ancora erogati fuori dai tempi garantiti. In numeri assoluti: 1.914.458 prestazioni in ritardo solo nel primo quadrimestre del 2026.
Il miglioramento non è uniforme. Sedici regioni su ventuno migliorano per le prime visite, quindici su ventuno per gli esami. Le regioni con i risultati peggiori in entrambe le categorie sono Abruzzo, Provincia di Trento, Sicilia e Valle d’Aosta. Emerge anche un problema di appropriatezza prescrittiva: in alcune regioni del Centro-Sud – Basilicata, Campania, Molise, Calabria, Lazio e Puglia – troppi pazienti ricevono il codice P (120 giorni) anche quando la situazione clinica richiederebbe tempi più rapidi. Un errore che danneggia chi ne avrebbe più bisogno.
C’è poi il fenomeno della “dispersione delle prescrizioni”: su due ricette emesse dal medico, solo una si traduce effettivamente in una prestazione erogata. L’altra sparisce – il paziente non prenota, rinuncia, o si rivolge al privato. È un dato che preoccupa, perché significa che molte persone rinunciano alle cure a causa delle difficoltà del sistema.
Cosa può fare oggi un paziente in attesa
Se state aspettando una visita o un esame da più tempo di quanto il vostro codice di priorità prevede, avete degli strumenti concreti. Il primo è il nuovo Cruscotto 2.0 di Agenas, disponibile sul sito agenas.gov.it: potete cercare la vostra regione e il tipo di prestazione, e vedere se i tempi medi stanno rispettando i limiti previsti. Non è una garanzia per il vostro caso specifico, ma vi dà un quadro di riferimento.
Il secondo strumento è il CUP – Centro Unico di Prenotazione – della vostra regione. Se i tempi proposti al momento della prenotazione superano quelli previsti dalla classe di priorità assegnata dal medico, avete il diritto di segnalarlo e di chiedere una soluzione alternativa: un’altra struttura, un orario diverso, o la prestazione in regime di intramoenia (libera professione intramuraria) con rimborso parziale da parte dell’azienda sanitaria. Potete anche presentare un reclamo formale all’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) della vostra ASL.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha ricordato che «ridurre le attese significa garantire un diritto fondamentale sancito dalla nostra Costituzione». I dati Agenas, ha aggiunto il direttore generale Angelo Tanese, servono non solo a informare i cittadini ma anche a individuare dove intervenire con risorse e azioni correttive. I prossimi dati, attesi per l’autunno 2026, diranno se il miglioramento si consolida o si ferma.
Illustrazione/visual generato con AI a scopo illustrativo
FAQ
Sono quattro categorie – U (urgente, 72 ore), B (breve, 10 giorni), D (differita, 30–60 giorni), P (programmata, 120 giorni) – che il medico prescrittore assegna in base all’urgenza clinica. Deve indicarle sulla ricetta. Se pensate che la vostra urgenza non sia stata valutata correttamente, potete tornare dal medico e chiedere una rivalutazione.
Potete segnalarlo al CUP chiedendo un’alternativa (altra struttura, orario diverso), richiedere la prestazione in regime intramurario con eventuale rimborso parziale, oppure presentare un reclamo scritto all’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) della vostra ASL. In alcuni casi il SSN è tenuto a rimborsare il costo del privato se non riesce a garantire i tempi.
È uno strumento digitale pubblico che mostra i dati sulle liste d’attesa regione per regione, con un sistema a semaforo (verde/giallo/rosso). È accessibile sul sito agenas.gov.it, senza registrazione. Vi permette di confrontare la situazione della vostra regione con la media nazionale.
È la libera professione intramuraria: i medici ospedalieri possono visitare privatamente pazienti all’interno delle strutture pubbliche, fuori dall’orario di servizio. Il paziente paga direttamente, ma in alcuni casi l’ASL rimborsa parzialmente il costo se i tempi del SSN non vengono rispettati.
Non aspettate in silenzio. Prenotate appena ricevete la ricetta, anche se i tempi proposti sembrano lunghi: la prenotazione “fissa” la vostra posizione nel sistema. Se i tempi non vengono rispettati, segnalate subito. Il diritto non si perde solo perché non si protesta, ma far valere la propria voce aiuta sia il singolo paziente sia il sistema nel suo complesso.
Per approfondire
Fonti
Negli ultimi mesi si è consolidata una tendenza che non possiamo più definire episodica: la rinuncia alle cure cresce, la spesa privata esplode e il Servizio Sanitario Nazionale mostra segni di sottofinanziamento strutturale. https://www.dossiersalute.com/liste-attesa-rinuncia-alle-cure-ssn/
Convegno in Senato, 3 luglio ore 15.30 Sala Atti Parlamentari – Biblioteca Giovanni Spadolini https://www.dossiersalute.com/liste-di-attesa-i-medici-liberi-professionisti-pronti-a-fornire-il-proprio-contributo/
Tempi di intervento oltre i 20 minuti in 41 ASL: un dato che preoccupa pazienti ed operatori https://www.dossiersalute.com/ritardi-ambulanze-pronto-soccorso/
A partire da gennaio 2026, una quota significativa dei Pronto soccorso italiani potrebbe trovarsi con un organico medico dimezzato rispetto al fabbisogno.https://www.dossiersalute.com/organico-pronto-soccorso-2026/
Piattaforma Nazionale Liste d’Attesa – Agenas, dati primo quadrimestre 2026 – agenas.gov.it – Agenas, sezione liste d’attesa con cruscotto 2.0
Liste d’attesa, dati Agenas: in ritardo quasi 2 milioni di visite ed esami – ANSA Salute & Benessere, 29 maggio 2026 – ansa.it – articolo ANSA sul cruscotto Agenas 2.0
Piano Nazionale Governo Liste d’Attesa 2025–2027 – Ministero della Salute – salute.gov.it – Piano Nazionale Governo Liste d’Attesa
Liste d’attesa SSN 2026: analisi e commento – Quotidiano Sanità – quotidianosanita.it – testata specializzata in informazione sanitaria
Diritto alla salute e tempi di attesa – Ministero della Salute, Linee guida LEA – salute.gov.it – scheda ministeriale sui LEA e tempi di attesa





