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Tendinopatie del ginocchio: perché il riposo non basta e il carico progressivo guarisce – intervista al Dr. Gian Battista Strada

Tendinopatie del ginocchio: perché il riposo non basta

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La tendinopatia del ginocchio è una patologia degenerativa del tendine rotuleo o quadricipitale causata da un sovraccarico meccanico eccessivo e ripetuto. Non colpisce solo gli sportivi: chiunque sottoponga il tendine a carichi superiori alla sua capacità può svilupparla. Il dolore è correlato al carico: migliora a riposo, peggiora con le attività. Questo porta spesso a sottostimare il problema e ritardare la diagnosi. La letteratura scientifica è chiara: il tendine guarisce con il giusto carico progressivo, non con il riposo assoluto. La gestione del carico nella giornata e nella settimana è il cardine della riabilitazione.

 

Dolore sotto al ginocchio quando si scendono le scale, quando si corre o dopo una lunga camminata: sintomi che molti tendono ad attribuire a un problema “transitorio” e a gestire con il riposo. Ma se il tendine non viene trattato correttamente, il problema si cronicizza e diventa sempre più difficile da risolvere. Ne abbiamo parlato con il Dott. Gian Battista Strada, fisioterapista specializzato in tendinopatie e riabilitazione muscolo-scheletrica, che ci ha spiegato perché le tendinopatie vengono sottovalutate, in cosa consiste il percorso riabilitativo corretto e perché – controintuitivamente – la soluzione non è fermarsi, ma caricare nel modo giusto.

 

Tendinopatia del ginocchio: cos’è, chi colpisce e perché spesso si arriva tardi alla diagnosi

La tendinopatia del ginocchio è una patologia degenerativa del tendine rotuleo (dal polo inferiore della rotula alla tuberosità tibiale) o del tendine quadricipitale (dal polo superiore della rotula), causata da un sovraccarico meccanico eccessivo e ripetuto che supera la capacità di adattamento del tendine. Si manifesta con dolore localizzato, rigidità e riduzione della funzione, strettamente correlati al carico meccanico applicato.

“La causa principale nelle tendinopatie è sempre legata a un sovraccarico del tendine: c’è un carico meccanico eccessivo e ripetuto su quel tendine. Questa situazione si può verificare nella vita di tutti i giorni, nelle attività lavorative o nelle attività ludiche, così come nello sport. Sarebbe un errore pensare che queste problematiche siano legate soltanto agli sportivi. Spesso vengono sottovalutate ancora oggi e si arriva un po’ tardi alla diagnosi perché non danno un dolore acuto sempre presente nelle 24 ore. La tendinopatia è correlata al carico: se metto carico sul tendine avrò dolore, se sto a riposo o modifico il modo di muovermi potrei anche non sentire dolore. Quindi tendo a sottostimare la situazione, ma con il tempo prima o dopo sarà necessario rivolgersi a uno specialista.”

Il meccanismo descritto dal Dott. Strada spiega perfettamente perché la tendinopatia rimane spesso non diagnosticata per mesi: il dolore compare durante o dopo le attività che caricano il tendine – scendere le scale, correre, saltare, accovacciarsi – ma si attenua o scompare con il riposo. Il paziente impara inconsapevolmente a compensare: zoppica un po’, evita certi movimenti, aspetta che passi. Nel frattempo il tendine continua a essere sovraccaricato durante le normali attività quotidiane – una camminata di 10 km carica il ginocchio quanto e più delle scale che si evitano – e la struttura tissutale si deteriora progressivamente. Gli infortuni tendinei rappresentano fino al 50% degli infortuni sportivi totali, ma la tendinopatia rotulea colpisce anche la popolazione generale non sportiva.

Approfondimento scientifico

Il quadro diagnostico e clinico della tendinopatia rotulea è sintetizzato nella guida clinica pubblicata sul Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy, che resta il riferimento internazionale più citato per la gestione di questa patologia. I tratti caratteristici sono due: dolore localizzato al polo inferiore della rotula e dolore correlato al carico, che aumenta con le attività che immagazzinano e rilasciano energia nel tendine rotuleo – come saltare, correre o scendere le scale. La diagnosi rimane clinica: le immagini (ecografia, RMN) supportano la diagnosi differenziale ma non la sostituiscono, perché possono mostrare alterazioni tendinee anche in persone completamente asintomatiche. Serve una valutazione clinica approfondita, esattamente come sottolinea il Dott. Strada.

Fonte: jospt.org → jospt.2015.5987

 

Il capitolo aggiornato su tendinopatia rotulea nel database clinico StatPearls/NCBI Bookshelf (aggiornato febbraio 2026) descrive l’approccio evidence-based moderno: il percorso riabilitativo si articola in quattro fasi – educazione, gestione del carico, rinforzo progressivo e ritorno allo sport condizionato. La meta-analisi del 2024 citata nel testo (Cochrane Database, 2025) ha valutato gli esercizi eccentrici, isometrici e Heavy Slow Resistance (HSR) per la tendinopatia rotulea: tutti gli approcci si sono rivelati efficaci, con i protocolli di carico progressivo che includono isometria o HSR più efficaci rispetto ai soli esercizi eccentrici. Una conferma della logica che il Dott. Strada enuncia con chiarezza: non il riposo, ma il carico giusto.

Fonte: ncbi.nlm.nih.gov/books → NBK532969

 

Il ruolo del fisioterapista: identificare la causa del sovraccarico e gestire il carico nella settimana

La gestione del carico nella tendinopatia è il processo clinico attraverso cui il fisioterapista identifica le attività che sovraccaricano il tendine, le quantifica nell’arco della giornata e della settimana, e costruisce un piano di riduzione e progressiva reintroduzione del carico che permetta al tendine di adattarsi senza essere ulteriormente danneggiato. Non significa riposo: significa carico controllato e monitorato.

“È importantissimo capire insieme al paziente qual è stata o potrebbe essere stata la causa del sovraccarico del tendine interessato, per cercare di gestire il carico nell’arco della giornata e della settimana. È importante non fissarsi soltanto su una singola attività: se ho tendinopatia al ginocchio e smetto di fare le scale ma cammino 10 km, il mio ginocchio è comunque sottoposto a un carico in attività diverse da quella che ha generato il dolore. Ad oggi la letteratura scientifica in questo è abbastanza chiara: al tendine che soffre di tendinopatia serve il giusto carico per avere uno stress meccanico corretto e progressivo, in modo da generare un adattamento del tendine al carico stesso e poter ritornare a fare le sue attività senza più dolore.”

L’esempio del Dott. Strada è illuminante: smettere di fare le scale non risolve la tendinopatia se poi si cammina 10 km al giorno. Il tendine subisce comunque un carico complessivo che supera la sua capacità attuale. Il fisioterapista deve quindi avere una visione globale delle attività del paziente nell’arco di tutta la giornata e della settimana, non solo dell’attività specifica che ha scatenato il dolore. La personalizzazione è essenziale: un lavoratore che sta in piedi 8 ore ha un profilo di carico molto diverso da un runner che si allena 5 volte a settimana, anche se entrambi hanno la stessa tendinopatia rotulea. Il piano di gestione del carico viene costruito su quella persona specifica, monitorato nel tempo e aggiustato in base alla risposta clinica.

Approfondimento scientifico

Il confronto tra i protocolli riabilitativi principali è documentato in una revisione sistematica pubblicata su Frontiers in Rehabilitation Sciences / PMC nel 2024 (ricerca sistematica, raccolta dati fino a ottobre 2023), che ha analizzato l’effetto di dry needling, esercizi isometrici ed eccentrici su dolore e funzione nella tendinopatia rotulea. I risultati mostrano che la combinazione di isometria e protocollo PTLE (Progressive Tendon-Loading Exercise) produce i migliori outcome a 12 settimane (p=0,02): riduzione del dolore e miglioramento funzionale significativi. Il protocollo si articola in 4 fasi progressive: isometria (fase 1), isotonia (fase 2), pliometria (fase 3), esercizi sport-specifici (fase 4). Ogni fase richiede che il paziente la superi senza dolore prima di avanzare.

Fonte: pmc.ncbi.nlm.nih.gov → PMC12259690

 

Il trial clinico randomizzato (RCT) che ha confrontato il protocollo PTLE con gli esercizi eccentrici classici (EET) è stato pubblicato su British Journal of Sports Medicine / PMC nel 2021 (Erasmus MC, Rotterdam, 76 pazienti, 24 settimane). I risultati sono chiari: il gruppo PTLE ha mostrato miglioramenti VISA-P significativamente superiori rispetto al gruppo EET. Il tasso di ritorno allo sport è stato del 43% nel gruppo PTLE vs 27% nel gruppo EET. In più, gli esercizi PTLE erano significativamente meno dolorosi da eseguire (VAS 2 vs 4). Una conferma RCT dell’approccio progressivo multimodale: non solo eccentrici, ma una progressione strutturata che porta il tendine ad adattarsi gradualmente a carichi sempre più elevati.

Fonte: pmc.ncbi.nlm.nih.gov → PMC8070614

 

Carico progressivo e monitoraggio: come funziona davvero la riabilitazione della tendinopatia

Il protocollo PTLE (Progressive Tendon-Loading Exercise) è un programma riabilitativo strutturato in quattro fasi progressive – isometria, isotonia, pliometria ed esercizi sport-specifici – in cui ogni fase viene completata solo quando il paziente la supera senza dolore. L’obiettivo è ripristinare gradualmente la capacità del tendine di tollerare carichi crescenti, fino al ritorno completo alle attività abituali.

“Quello che ci dice la letteratura scientifica è abbastanza chiaro: al tendine che soffre di tendinopatia serve il giusto carico per avere uno stress meccanico corretto e progressivo in modo tale da generare un adattamento del tendine al carico stesso e poter ritornare a fare le sue attività senza più dolore. Bisognerà monitorare il miglioramento durante il percorso riabilitativo e dare un carico progressivo che metta il tendine in condizione di tornare a lavorare bene. È importantissimo capire insieme al paziente qual è stata la causa del sovraccarico del tendine interessato, perché è ciò che permette di agire sulla gestione del carico nell’arco della giornata e della settimana.”

La logica del carico progressivo è biologicamente fondata: il tendine è un tessuto vivo che risponde allo stress meccanico adattandosi. Troppo poco carico produce atrofia e perdita di proprietà meccaniche; troppo carico produce danno. Il punto ottimale – quello che stimola l’adattamento senza causare ulteriore danno – è la finestra terapeutica che il fisioterapista deve identificare e gestire. La fase iniziale con esercizi isometrici (contrazione muscolare senza movimento) è particolarmente utile nelle fasi acute: produce analgesia immediata riducendo l’inibizione corticale del quadricipite, carica il tendine in modo controllato e è facilmente eseguibile anche in presenza di dolore. Man mano che il tendine migliora, il carico aumenta in intensità, velocità e specificità rispetto all’attività finale del paziente.

Approfondimento scientifico

La revisione sistematica Cochrane sull’esercizio fisico per la tendinopatia rotulea – pubblicata nel maggio 2025 (PMC12107522) – rappresenta il documento di riferimento più autorevole disponibile. La review ha analizzato l’evidenza sugli esercizi di rinforzo per la tendinopatia rotulea. Sebbene gli autori sottolineino la necessità di studi più robusti per alcune specifiche comparazioni, i dati supportano l’efficacia dei protocolli di esercizio strutturato rispetto al solo riposo o alla gestione conservativa non guidata. L’approccio eccentrico – a lungo dominante – è oggi affiancato e spesso superato dai protocolli progressivi multimodali (isometria + isotonia + HSR) nei risultati di ritorno allo sport e riduzione del dolore.

Fonte: pmc.ncbi.nlm.nih.gov → PMC12107522

 

La revisione sistematica sui fattori causali e la riabilitazione della tendinopatia rotulea pubblicata su PMC (PMC6093106) stabilisce che il protocollo di gestione integrata deve identificare i fattori contribuenti – intrinseci (età, antropometria, forza muscolare) ed estrinseci (tipo di attività, superficie, calzature, volume di allenamento) – e ridurre il carico sul tendine modificandoli. I dati epidemiologici confermano che gli infortuni tendinei rappresentano fino al 50% degli infortuni sportivi totali, con le tendinopatie da sport di corsa che pesano per il 30%. Non si tratta quindi di una patologia rara o di nicchia: è una delle condizioni muscolo-scheletriche più frequenti nella popolazione attiva.

Fonte: pmc.ncbi.nlm.nih.gov → PMC6093106

 

 

Illustrazione/visual generato con AI a scopo illustrativo

Intervista al Dr. Gian Battista  Strada  –  Fisioterapista specializzato in tendinopatie e riabilitazione muscolo-scheletrica – Approfondimenti a cura di Lavinia Giganti, giornalista di redazione

FAQ

La tendinopatia del ginocchio è una patologia degenerativa del tendine rotuleo o quadricipitale causata da un sovraccarico meccanico eccessivo e ripetuto. Non è una patologia esclusivamente sportiva: può svilupparsi in chiunque sottoponga il tendine a carichi superiori alla sua capacità attuale, che si tratti di un maratoneta, di un lavoratore che sta in piedi tutto il giorno o di una persona che ha ripreso l’attività fisica dopo un lungo periodo di sedentarietà. Gli infortuni tendinei rappresentano fino al 50% degli infortuni sportivi totali.

Perché il dolore non è costante: è correlato al carico. Migliora o scompare a riposo e ricompare solo quando si carica il tendine – scendere le scale, correre, accovacciarsi. Il paziente tende ad adattare i propri movimenti per evitare il dolore, il che maschera il problema senza risolverlo. Nel frattempo, il tendine continua a deteriorarsi, e quando il dolore diventa persistente la patologia è spesso già cronica.

No, e la letteratura scientifica è chiara su questo punto. Il riposo riduce il dolore perché elimina il carico, ma non guarisce il tendine: anzi, può portare a ulteriore debolezza muscolare e tendinea. La tendinopatia guarisce con il giusto carico progressivo, che stimola il tendine ad adattarsi e a recuperare la propria capacità meccanica. Il fisioterapista costruisce un piano di carico graduale che parte da esercizi isometrici e progredisce fino al ritorno completo all’attività.

Il protocollo PTLE (Progressive Tendon-Loading Exercise) si articola in quattro fasi: (1) isometria – contrazioni muscolari statiche senza movimento, che riducono il dolore e caricano il tendine in modo controllato; (2) isotonia – movimenti lenti e controllati con carico crescente; (3) pliometria – esercizi con impatto e balzi; (4) esercizi sport-specifici. Ogni fase viene completata solo quando il paziente la supera senza dolore. I trial clinici randomizzati mostrano tassi di ritorno allo sport del 43% con questo protocollo vs il 27% con i soli esercizi eccentrici tradizionali.

Quando il dolore compare con regolarità durante o dopo attività specifiche (scale, corsa, accovacciarsi), quando si è iniziato a modificare inconsapevolmente il modo di muoversi per evitare il dolore, o quando il problema persiste da più di 2–4 settimane. Attendere non conviene: più a lungo la tendinopatia rimane non trattata, più la struttura del tendine si deteriora e più lungo e complesso sarà il percorso riabilitativo.

Per approfondire

Fonti

Gli sport invernali sono sinonimo di benessere, movimento e contatto con l’ambiente naturale, ma sottopongono muscoli e articolazioni a sollecitazioni spesso sottovalutate. Freddo, carichi ripetuti e recupero incompleto possono favorire dolori muscolari e disturbi da sovraccarico, soprattutto negli sportivi amatoriali. https://www.dossiersalute.com/magnetoterapia-sport-invernali/

Le tendinopatie calcifiche rappresentano una delle condizioni muscolo-scheletriche più complesse e diffuse nella pratica clinica quotidiana.  https://www.dossiersalute.com/tendinopatie-calcifiche-perche-oggi-non-possono-piu-essere-considerate-solo-un-problema-meccanico-intervista-al-dr-francesco-chiarenza/

La gonartrosi, o artrosi del ginocchio, è una malattia degenerativa cronica che colpisce l’articolazione del ginocchio. https://www.dossiersalute.com/gonartrosi-come-trattarla-con-lembolizzazione/

https://www.jospt.org/doi/10.2519/jospt.2015.5987 Guida clinica di riferimento internazionale: diagnosi clinica (dolore polo inferiore rotula + dolore correlato al carico), gestione del carico progressiva, valutazione completa della catena biomeccanica. Imaging di supporto non sostitutivo.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK532969/ Guida clinica evidence-based (febbraio 2026): framework riabilitativo in 4 fasi (educazione, gestione carico, rinforzo progressivo, ritorno sport). Meta-analisi 2024: protocolli di carico progressivo con isometria o HSR più efficaci degli eccentrici classici.

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12259690/ Revisione sistematica (Frontiers in Rehab Sciences, 2024): PTLE in 4 fasi progressive (isometria → isotonia → pliometria → sport-specifico). Migliori outcome a 12 settimane (p=0,02) rispetto a soli eccentrici.

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8070614/ RCT (Erasmus MC Rotterdam, 76 pazienti, 24 settimane): PTLE superiore a EET nel punteggio VISA-P. Ritorno allo sport 43% (PTLE) vs 27% (EET). Dolore durante esercizi: VAS 2 (PTLE) vs 4 (EET). Conferma del protocollo progressivo multimodale.

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12107522/ Revisione Cochrane (maggio 2025): evidenza sull’efficacia degli esercizi di rinforzo per tendinopatia rotulea. Approcci eccentrici affiancati e spesso superati dai protocolli progressivi multimodali per ritorno allo sport e riduzione dolore.

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