Tac tomografie tridimensionali, scanner intraorali, chirurgia guidata al computer e protesi stampate in 3D: l’implantologia moderna è diventata una disciplina digitale ad altissima precisione, capace di restituire al paziente denti fissi – anche in sole 72 ore dall’intervento – con un post-operatorio sempre più confortevole. Ne abbiamo parlato con il Prof. Giuseppe Pio Patianna, professore presso l’Università San Raffaele di Milano, specializzato in implantologia avanzata e chirurgia orale.
Professore, che cos’è l’implantologia avanzata e in cosa si distingue dall’implantologia tradizionale?
“L’implantologia avanzata comprende tutte le tecniche di implantologia dentale che prevedono il ripristino della dentatura mancante mediante impianti dentali: viti in titanio inserite nell’osso mascellare o mandibolare, che consentono di restituire al paziente la masticazione, la funzione fonatoria e l’eloquio. Ciò che la distingue dall’implantologia tradizionale è l’integrazione di un workflow interamente digitale: dalla pianificazione tridimensionale dell’intervento fino alla produzione della protesi con stampante 3D, ogni passaggio è gestito in digitale, con un livello di precisione e prevedibilità che non aveva precedenti.”
Approfondimento scientifico: Il futuro dell’implantologia: tecnologie digitali e materiali biocompatibili
Una revisione narrativa pubblicata su PMC (Cureus, agosto 2025 – PMC12442331) ha analizzato gli sviluppi più recenti dell’implantologia, basandosi sulla letteratura pubblicata tra il 2015 e il 2025 su PubMed, Scopus e Google Scholar. La revisione documenta come l’intelligenza artificiale, la robotica e la stampa 3D abbiano trasformato la pianificazione chirurgica e la produzione protesica, migliorando la precisione e riducendo il margine di errore. I nuovi materiali – leghe titanio-zirconio, superfici bioattive e design scaffold-based – migliorano ulteriormente l’osteointegrazione e la durabilità a lungo termine.
Cos’è il carico immediato e in quali condizioni è possibile applicarlo?
“Il carico immediato consiste nell’applicazione immediata della protesi dopo l’intervento di chirurgia implantare. Entro un massimo di 72 ore dall’intervento, vengono consegnati al paziente denti fissi: prima provvisori, e poi, trascorsi i tempi di guarigione necessari, quelli definitivi. È fondamentale però precisare che non è una procedura applicabile a tutti i pazienti e in tutte le situazioni: esistono condizioni specifiche che devono essere soddisfatte affinché il carico immediato possa essere eseguito in sicurezza, prima tra tutte un’ottima stabilità primaria dell’impianto.”
Carico immediato e chirurgia guidata: accuratezza e sopravvivenza implantare
Una revisione sistematica pubblicata su ScienceDirect (International Journal of Oral and Maxillofacial Surgery, novembre 2024) ha analizzato 7 studi sull’accuratezza del posizionamento implantare guidato da template digitali in caso di impianto immediato, rilevando deviazioni coronali medie di 0,74 mm e deviazioni apicali di 1,01 mm – valori clinicamente accettabili. Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su BMC Oral Health (Khaohoen et al., 2024 – PMC10956322) su 67 studi clinici ha confermato che la chirurgia implantare assistita da computer (statica, dinamica e robotica) raggiunge una deviazione media al punto di ingresso di 1,11 mm e angolare di 3,51 gradi, con la chirurgia dinamica e robotica che mostra le migliori performance di precisione.
Quali sono le tecniche più innovative che rendono gli interventi meno invasivi?
“Grazie alla disponibilità di radiografie tridimensionali, scanner intraorali e chirurgia guidata, oggi riusciamo a essere minimamente invasivi. Molto spesso l’intervento viene realizzato senza tagli e senza punti di sutura. Il provvisorio viene realizzato direttamente da una stampante 3D e viene avvitato sul paziente – tutto grazie a una previsualizzazione digitale completa dell’intervento chirurgico, ancora prima di entrare in sala operatoria. Riusciamo a trasferire le informazioni digitali direttamente alla stampante 3D e, da questa, alla realizzazione dei manufatti protesici provvisori.”
“La chirurgia mini-invasiva ci permette di garantire al paziente un post-operatorio decisamente più tranquillo: senza gonfiori importanti, senza sequele post-operatorie significative. Tutto nell’interesse del paziente.”
Workflow digitale completo in implantologia: accuratezza e vantaggi clinici
Una revisione narrativa pubblicata su Bioengineering (MDPI, agosto 2025 – PMC12467394) ha sistematizzato le evidenze sull’adozione delle tecnologie digitali in implantologia, dimostrando che gli scanner intraorali offrono un’accuratezza comparabile o superiore alle impronte convenzionali per riabilitazioni singole e parziali, con vantaggi significativi nel comfort del paziente e nell’efficienza del flusso di lavoro. La meta-analisi citata dalla revisione (Bessadet et al.) conferma tempi di impronta e di laboratorio significativamente ridotti rispetto ai metodi convenzionali (p < 0,05), con minori costi di laboratorio. La trasmissione digitale immediata dei file ai laboratori elimina gli errori di spedizione e riduce drasticamente i tempi di consegna delle protesi.
Che consigli dà ai giovani odontoiatri che vogliono specializzarsi in implantologia avanzata?
“Il mio consiglio è di intraprendere subito dopo la laurea un percorso in maniera specialistica: una specializzazione o un master universitario. Poi è fondamentale l’applicazione pratica: seguire un docente o un professionista che esegue queste tecniche ogni giorno, affiancarsi a lui, osservare e poi mettere in pratica. Personalmente organizzo corsi pratici su paziente direttamente in Brasile: questo ci permette di acquisire immediatamente una manualità concreta, che poi si trasferisce nella pratica clinica quotidiana.”
La strada è chiara: formazione teorica solida, specializzazione mirata, tirocinio pratico intensivo al fianco di chi già fa questo lavoro ad alto livello. L’implantologia avanzata non si impara solo sui libri.
Formazione in implantologia avanzata: l’importanza dell’apprendimento pratico
La letteratura scientifica sulla formazione in chirurgia orale e implantologia documenta in modo consistente che le competenze tecniche – in particolare la stabilità primaria dell’impianto, la gestione dei tessuti molli e la precisione nel posizionamento guidato – si acquisiscono prevalentemente attraverso l’esperienza clinica diretta e il mentoring strutturato. Il consensus statement dell’EAO (European Association of Osseointegration, 2024) raccomanda che i programmi di formazione in implantologia includano almeno 50 procedure supervisionate prima dell’esercizio autonomo in implantologia avanzata. I corsi pratici su paziente, come quelli organizzati dal Dott. Patianna, rappresentano un modello formativo riconosciuto a livello internazionale come il più efficace per lo sviluppo della manualità chirurgica.
Illustrazione/visual generato con AI a scopo illustrativo
Intervista al Prof. Patianna, specializzato in implantologia avanzata e chirurgia orale, a contratto presso la scuola di specializzazione in chirurgia orale – Università Vita-Salute San Raffaele –con approfondimenti a cura di Lavinia Giganti, giornalista della redazione
FAQ
La chirurgia guidata è una tecnica che utilizza una dima chirurgica – prodotta da una stampante 3D sulla base della TAC tridimensionale e della pianificazione digitale – per guidare il chirurgo nel posizionamento preciso degli impianti. Permette di stabilire in anticipo, al computer, la posizione esatta, la profondità e l’angolazione di ogni impianto, trasferendo poi queste informazioni con grande accuratezza durante l’intervento reale.
Lo scanner intraorale è uno strumento digitale che acquisisce in tempo reale un’impronta tridimensionale precisa di denti, gengive e arcate, senza bisogno di materiali da impronta tradizionali. È più confortevole per il paziente, più rapido e consente di trasmettere immediatamente i dati al laboratorio o alla stampante 3D per la produzione della protesi.
No. Il carico immediato è indicato solo in presenza di determinate condizioni: principalmente un’ottima stabilità primaria dell’impianto al momento dell’inserimento, una quantità e qualità ossea adeguate e l’assenza di fattori di rischio significativi come il fumo pesante, il diabete non compensato o il bruxismo severo. La valutazione caso per caso è sempre indispensabile.
Le protesi provvisorie prodotte con stampanti 3D sono realizzate in resine fotopolimerizzabili ad alta resistenza, idonee per la fase transitoria di guarigione. Le protesi definitive vengono poi realizzate – spesso anch’esse in modo digitale – con materiali ad alta prestazione come zirconia, ceramica o leghe metalliche, con caratteristiche meccaniche eccellenti e durabilità documentata nel lungo termine.
Il percorso raccomandato prevede la laurea in Odontoiatria seguita da una specializzazione o master universitario (1-2 anni), affiancata da un tirocinio pratico intensivo presso professionisti esperti. I corsi pratici su paziente – come quelli organizzati in contesti internazionali – accelerano significativamente l’acquisizione della manualità chirurgica. Il Consensus EAO 2024 raccomanda un minimo di 50 procedure supervisionate prima dell’autonomia in implantologia avanzata
Per approfondire
Fonti
La rigenerazione ossea in odontoiatria è diventata una pratica essenziale per il ripristino delle strutture ossee mancanti o compromesse. https://www.dossiersalute.com/rigenerazione-ossea-in-odontoiatria-tecniche-avanzate-per-il-successo-degli-impianti-dentali/
Negli ultimi anni, la chirurgia implantare ha conosciuto una vera e propria rivoluzione. https://www.dossiersalute.com/implantologia-zigomatica-sorriso/
La MIH, acronimo di Molar Incisor Hypomineralization, è una patologia odontoiatrica dello sviluppo dello smalto dentale che interessa in particolare i primi molari permanenti e spesso anche gli incisivi. https://www.dossiersalute.com/mih-ipomineralizzazione-dei-molari-e-incisivi-una-sfida-per-dentisti-e-genitori/
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12467394/
Revisione narrativa (PubMed, Scopus, Google Scholar, letteratura 2015-2025): scanner intraorali, workflow digitale completo, intelligenza artificiale e robotica in implantologia. Conferma la riduzione di tempi e costi con il digitale (p < 0,05). Pubblicato ad agosto 2025.
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12442331/
Revisione narrativa (PubMed, Scopus, Google Scholar, 2015-2025): nuovi materiali biocompatibili (zirconia, leghe Ti-Zr, superfici bioattive), tecniche rigenerative minimamente invasive e approcci centrati sul paziente. Pubblicato ad agosto 2025.
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10956322/
Meta-analisi su 67 studi clinici (PubMed, Embase, Scopus, fino a febbraio 2023): deviazione coronale media 1,11 mm, apicale 1,40 mm, angolare 3,51 gradi. La chirurgia robotica mostra le migliori performance
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0020653924015624
Revisione sistematica su 7 studi (PubMed, Embase, Cochrane, Web of Science, fino a luglio 2023): deviazione coronale media 0,74 mm, apicale 1,01 mm per impianti immediati guidati da template digitale – valori clinicamente accettabili.
https://www.mdpi.com/2077-0383/14/5/1442
Revisione narrativa aggiornata a gennaio 2025 (PubMed-MEDLINE e Cochrane Library): confronto tra protocolli di posizionamento immediato, precoce e differito per esiti funzionali, estetici e complicanze. Pubblicato il 21 febbraio 2025.





