Antibiotici e immunoterapia sono un binomio da studiare con attenzione: nei pazienti con tumore esposti agli antibiotici vicino all’avvio della cura, il rischio di morte risulta più alto del 49%. Lo indica una metanalisi su 97.850 persone in 29 Paesi, pubblicata su Cancer Cell con il contributo del Policlinico Gemelli. Gli autori però avvertono: è un’associazione, non una prova di causa-effetto, e nessuno deve rinunciare a un antibiotico necessario.
di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute
In sintesi
- La metanalisi su Cancer Cell ha esaminato 116 coorti, per un totale di 97.850 pazienti oncologici in 29 Paesi.
- Il 31,2% dei pazienti aveva ricevuto antibiotici in prossimità dell’avvio dell’immunoterapia.
- L’esposizione agli antibiotici si associa a un rischio di morte più alto del 49% (hazard ratio 1,49).
- L’associazione è più marcata se gli antibiotici sono assunti nei 60 giorni prima dell’immunoterapia.
- Lo studio non dimostra un rapporto di causa-effetto: gli antibiotici necessari non vanno sospesi.
Antibiotici e immunoterapia: cosa ha scoperto la metanalisi su Cancer Cell
Il legame tra antibiotici e immunoterapia è al centro di una nuova metanalisi pubblicata sulla rivista Cancer Cell. Una metanalisi è uno studio che riunisce i dati di molte ricerche precedenti e li analizza insieme con metodi statistici. In questo modo si ottengono risultati più solidi rispetto a un singolo studio. Il lavoro si intitola «Antibiotics and outcomes of cancer immunotherapy: an updated meta-analysis and clinical applications». È nato da una collaborazione internazionale. Gli autori senior sono Gianluca Ianiro, dell’Università Cattolica e del Policlinico Gemelli IRCCS di Roma, e Laurence Zitvogel, del Gustave Roussy di Parigi. Tra i firmatari ci sono anche Serena Porcari, prima autrice condivisa, Antonio Gasbarrini e Giampaolo Tortora.
Per immunoterapia oncologica si intendono qui gli inibitori dei checkpoint immunitari. Sono farmaci che tolgono alcuni freni naturali ai linfociti T, i globuli bianchi capaci di riconoscere e distruggere le cellule tumorali. In pratica aiutano il sistema immunitario a contrastare il cancro. Gli antibiotici, invece, sono farmaci che uccidono i batteri o ne bloccano la crescita. Nei pazienti oncologici sono spesso indispensabili, perché le infezioni batteriche possono essere complicazioni gravi. Proprio per questo la loro possibile interferenza con le cure è una domanda clinica importante.
La metanalisi ha preso in esame 116 coorti di pazienti, cioè gruppi di persone seguite nel tempo. In totale si tratta di 97.850 persone con tumore, trattate con immunoterapia in 29 Paesi. Secondo il comunicato del Gemelli, quasi un paziente su tre riceve antibiotici durante il percorso di cura. In particolare, il 31,2% era stato esposto a questi farmaci in prossimità dell’inizio del trattamento oncologico. Rispetto ai non esposti, i pazienti trattati con antibiotici avevano un rischio di morte più alto del 49%. Il rischio di progressione della malattia o di morte era invece più alto del 44%.
Perché gli antibiotici potrebbero ridurre i benefici dell’immunoterapia
Il dato del 49% va letto con attenzione, come sottolinea Antonio Gasbarrini. Si tratta di un rischio relativo, espresso con l’hazard ratio di 1,49. Significa che il rischio di morte tra gli esposti era circa una volta e mezza quello dei non esposti. Non vuol dire che la probabilità assoluta di morire aumenti del 49%. Gasbarrini propone un esempio concreto. Se in un certo periodo morissero 10 pazienti su 100 tra i non esposti, tra gli esposti ne morirebbero circa 14 o 15. È una differenza reale, ma di pochi punti percentuali. Il dato, inoltre, non indica che l’immunoterapia funzioni il 49% in meno.
Un elemento interessante riguarda i tempi. L’associazione è risultata più marcata nei pazienti che avevano preso antibiotici nei 60 giorni prima dell’immunoterapia. In questo sottogruppo, il rischio legato alla sopravvivenza e quello di progressione più rapida salivano rispettivamente al 79% e al 57%. Secondo Ianiro potrebbe esistere una finestra temporale particolarmente delicata. Il dato però non permette di stabilire se anticipare, rinviare o evitare un antibiotico cambi davvero la prognosi. Molti degli studi inclusi sono retrospettivi, cioè analizzano dati già raccolti in passato. Questo tipo di ricerca può risentire di distorsioni difficili da eliminare.
La domanda centrale è se la colpa sia degli antibiotici o della maggiore fragilità di chi li riceve. Chi ha bisogno di antibiotici può avere infezioni o condizioni cliniche più complesse. Per verificarlo, gli autori hanno analizzato 7.684 pazienti in buone condizioni generali, con performance status ECOG 0-1. L’ECOG è una scala che misura quanto la malattia limita le attività quotidiane. Anche in questo gruppo l’associazione restava evidente, con un hazard ratio di 1,43. Una delle ipotesi più studiate chiama in causa il microbiota intestinale, l’insieme dei miliardi di microrganismi che vivono nell’intestino. Gli antibiotici possono alterarlo e il microbiota contribuisce a regolare il sistema immunitario. La metanalisi, però, non ha misurato il microbiota dei pazienti e non può dimostrare questo meccanismo.
Antibiotici e immunoterapia: cosa cambia per i pazienti oncologici
Il messaggio degli esperti è chiaro: per ora non c’è alcuna indicazione a rinunciare agli antibiotici quando servono. Giampaolo Tortora ricorda che nei pazienti oncologici le infezioni batteriche possono richiedere cure tempestive, talvolta salvavita. Il punto è piuttosto l’uso appropriato. Significa evitare prescrizioni non necessarie e preferire, quando possibile, trattamenti mirati. È il principio della antibiotic stewardship, cioè la gestione responsabile degli antibiotici per massimizzarne i benefici e ridurne i danni. La metanalisi non ha permesso confronti affidabili tra classi di antibiotici, vie di somministrazione o durate della terapia. Non esiste quindi un antibiotico «più sicuro» di un altro rispetto all’immunoterapia.
Il risultato si inserisce in un filone di ricerca già avviato da anni. Metanalisi precedenti, come quella pubblicata nel 2020 sul Journal of Clinical Medicine, avevano già osservato una sopravvivenza ridotta nei pazienti esposti agli antibiotici. Il nuovo lavoro conferma il segnale su numeri molto più ampi. In Italia, inoltre, l’uso prudente degli antibiotici è da tempo una priorità di sanità pubblica. L’Istituto Superiore di Sanità lo promuove anche per contrastare l’antibiotico-resistenza, cioè la capacità dei batteri di sopravvivere ai farmaci.
Il prossimo passo saranno gli studi prospettici, che seguono i pazienti nel tempo raccogliendo i dati man mano. Solo così si potrà capire se gli antibiotici siano un semplice indicatore di condizioni più fragili o se modifichino davvero la risposta alle cure. Al Policlinico Gemelli è in preparazione uno studio su una coorte di pazienti oncologici. L’obiettivo è descrivere come cambia il microbiota dopo gli antibiotici e collegare queste modifiche agli esiti dell’immunoterapia. In futuro, proteggere o ripristinare il microbiota potrebbe diventare una strategia complementare. È però un’ipotesi ancora da verificare con studi clinici adeguati. Chi è in immunoterapia può parlarne con il proprio oncologo, senza modificare da solo nessuna terapia.
Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo
Domande frequenti (FAQ)
Non è dimostrato. La metanalisi su Cancer Cell ha trovato un’associazione tra antibiotici ed esiti peggiori, ma non un rapporto di causa-effetto. Potrebbe dipendere anche dalla maggiore fragilità dei pazienti che ne hanno bisogno.
Lo studio ha riunito 116 coorti, per un totale di 97.850 persone con tumore trattate con immunoterapia in 29 Paesi. Circa il 31% aveva ricevuto antibiotici vicino all’inizio della cura.
È un rischio relativo: tra gli esposti il rischio era circa una volta e mezza quello dei non esposti. In termini assoluti, la differenza è di pochi punti percentuali.
No. Gli esperti sottolineano che gli antibiotici necessari non vanno sospesi, perché le infezioni possono essere gravi. Ogni decisione va presa con l’oncologo e il medico curante.
È l’ipotesi principale: gli antibiotici alterano i batteri intestinali, che contribuiscono a regolare il sistema immunitario. La metanalisi però non ha misurato il microbiota e servono studi dedicati.
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Fonti
Comunicato del Policlinico Gemelli IRCCS con i risultati della metanalisi pubblicata su Cancer Cell e i commenti degli autori. https://www.policlinicogemelli.it/news-eventi/tumori-gli-antibiotici-possono-influenzare-lefficacia-dellimmunoterapia/
Metanalisi precedente sulla sopravvivenza dei pazienti trattati con antibiotici e immunoterapia (Petrelli et al., Journal of Clinical Medicine). https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32414103/
Revisione sistematica e metanalisi su 41.663 pazienti sull’impatto degli antibiotici negli esiti degli inibitori dei checkpoint. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC10019357/
Pagina dell’Istituto Superiore di Sanità sulle iniziative italiane per l’uso prudente degli antibiotici e contro l’antibiotico-resistenza. https://www.epicentro.iss.it/antibiotico-resistenza/iniziative-italia




