Quando si parla di salute in famiglia, con le figlie se ne occupa quasi sempre la madre. Il ciclo, il corpo che cambia, le visite: per molti padri sono argomenti da lasciare “alle donne di casa”. È un peccato, perché un papà presente può fare molto per la salute di una figlia, oggi e da adulta. Questo articolo è per voi, padri. Non servono competenze mediche. Servono qualche informazione corretta, un po’ di coraggio e la disponibilità ad ascoltare.
di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute
In sintesi
- Il modo in cui un padre parla di corpo e salute influenza il rapporto che la figlia avrà con la prevenzione.
- Il vaccino HPV è gratuito a 11 anni, ma nel 2024 lo aveva completato solo il 51% delle ragazze nate nel 2012.
- Secondo l’indagine HBSC solo un adolescente su 10 fa almeno 60 minuti al giorno di attività fisica, e le ragazze si muovono meno dei ragazzi.
- Oltre 850 mila studenti tra 14 e 17 anni hanno usato prodotti con nicotina nell’ultimo mese; il più diffuso è la sigaretta elettronica.
- Conoscere la storia di salute della famiglia, anche del ramo paterno, aiuta la figlia a fare la prevenzione giusta da adulta.
Perché il ruolo del padre conta
Ci sono argomenti che molti padri evitano. Il primo ciclo, il seno che cresce, il peso, l’aspetto fisico. Spesso per imbarazzo, a volte per paura di dire la cosa sbagliata. Così la figlia impara presto che con il papà “di queste cose non si parla”.
Eppure, il silenzio comunica anch’esso qualcosa. Se il corpo femminile diventa un tabù in casa, da grande sarà più difficile parlarne apertamente con un medico. Per esempio di un sintomo intimo, di un nodulo, di un ciclo che cambia. La prevenzione, quindi, si impara anche così: vedendo che la salute si può nominare senza vergogna.
Questo però non significa sostituirsi alla madre, né trasformarsi in un medico. Significa piuttosto esserci. Rispondere ad una domanda senza cambiare argomento. Dire “non lo so, ma possiamo cercarlo insieme su una fonte affidabile”. Accompagnarla a una visita, se lei lo desidera.
C’è poi un aspetto che riguarda proprio i padri: il modo di commentare il corpo. Battute sul peso, paragoni con altre ragazze, giudizi sull’aspetto possono pesare molto in un’età in cui l’immagine di sé è fragile. Vale la pena spostare l’attenzione da come appare a come sta: se dorme, se mangia con regolarità, se si muove, se è serena. Un complimento per un risultato, una passione, uno sforzo lascia il segno più di uno sull’aspetto.
Se notate segnali che vi preoccupano, come diete molto restrittive, pasti saltati di frequente o un’attenzione ossessiva al peso, non aspettate che passi. Parlatene con il pediatra o con il medico di famiglia.
Vaccino HPV, sport e fumo: le scelte di cui parlare
Ci sono alcune decisioni concrete in cui un padre può fare la differenza.
La prima è il vaccino contro il papillomavirus. In Italia è gratuito a 11 anni per ragazze e ragazzi e protegge dal tumore del collo dell’utero e da altri tumori. Le coperture però restano basse. Secondo i dati del Ministero della Salute pubblicati da EpiCentro, al 31 dicembre 2024 aveva completato il ciclo solo il 51,18% delle ragazze nate nel 2012. L’obiettivo nazionale, invece, è il 95%. Perciò, se la lettera della ASL è arrivata, informatevi con il pediatra e decidete insieme alla madre, senza rimandare.
La seconda è lo sport. L’indagine HBSC sugli adolescenti italiani è coordinata dall’Istituto superiore di sanità. Secondo i suoi dati, in media solo un ragazzo su 10 fa almeno 60 minuti al giorno di attività moderata o intensa. I maschi si muovono più delle femmine in tutte le fasce d’età, e l’attività intensa cala con gli anni più rapidamente tra le ragazze. Un padre che la porta a nuotare, a correre in montagna, o che semplicemente fa sport con lei, le insegna quindi una cosa preziosa. Il corpo serve prima di tutto a stare bene.
La terza è il fumo, che oggi ha cambiato forma. Secondo l’ISS oltre 850 mila studenti tra i 14 e i 17 anni hanno usato prodotti con tabacco o nicotina nell’ultimo mese. Il prodotto più diffuso, inoltre, è la sigaretta elettronica. Molti ragazzi la considerano innocua. Per questo parlarne prima che arrivi l’offerta degli amici, e dare l’esempio, funziona più di un divieto.
Dalla storia di famiglia alla prevenzione da adulta
C’è un’eredità che un padre lascia senza saperlo: la storia di salute della propria famiglia. È un’informazione preziosa, che spesso si perde.
Lo abbiamo raccontato parlando del test BRCA. Le mutazioni che aumentano il rischio di tumore al seno e all’ovaio si ereditano con la stessa probabilità dal padre e dalla madre. Una zia paterna con tumore al seno, una nonna paterna con tumore all’ovaio, un parente con tumore della prostata: sono tutti dati da riferire al medico. Un giorno servirà a vostra figlia conoscerli. Scriverli, finché ci sono i parenti a cui chiedere, è quindi un gesto semplice e utile. Lo stesso vale, inoltre, per infarti precoci, diabete e osteoporosi.
Con il tempo, poi, cambieranno le scadenze. A 25 anni arriverà il primo invito per lo screening del collo dell’utero, più avanti quello per la mammografia. Una figlia cresciuta in una famiglia dove i controlli sono normali, e non motivo di ansia, avrà meno probabilità di rimandarli.
Infine, l’esempio. Un padre che fa i suoi controlli, che non fuma, che si muove e che va dal medico quando serve insegna più di qualsiasi discorso. È uno dei messaggi di questa rubrica di Prevenzione in Rosa: la salute delle donne riguarda anche gli uomini che stanno loro accanto. E per un padre questo vale fin dai primi anni di vita della figlia.
Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.
Domande frequenti (FAQ)
Rispondendo alle domande senza cambiare argomento, usando parole semplici e corrette, ammettendo quando non sa qualcosa e cercando insieme le risposte su fonti affidabili. Evitare battute e giudizi sul corpo aiuta a creare fiducia.
In Italia è offerto gratuitamente a ragazze e ragazzi nel dodicesimo anno di vita, cioè a 11 anni compiuti. Protegge dal tumore del collo dell’utero e da altri tumori causati dal papillomavirus.
L’indicazione dell’OMS per i ragazzi è di almeno 60 minuti al giorno di attività moderata o intensa. Secondo l’indagine HBSC in Italia la raggiunge in media solo un adolescente su 10, e le ragazze si muovono meno dei ragazzi.
Sì. Le mutazioni dei geni BRCA, per esempio, si ereditano con la stessa probabilità dal padre e dalla madre. Casi di tumore al seno, all’ovaio o alla prostata nel ramo paterno vanno riferiti al medico.
Parlandone prima che arrivi l’offerta degli amici, con informazioni corrette e senza prediche, e dando l’esempio. Secondo l’ISS la sigaretta elettronica è il prodotto con nicotina più usato dagli studenti tra 14 e 17 anni.
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Fonti
I dati del Ministero della Salute per coorte di nascita. Leggi la fonte
Quanto si muovono ragazze e ragazzi in Italia. Leggi la fonte
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