Il sale arricchito di potassio potrebbe evitare quasi 3 milioni di decessi ogni anno nel mondo. Lo stima uno studio pubblicato su Nature Health dai ricercatori del George Institute e dell’Università UNSW di Sydney. Si tratta di una simulazione su 193 paesi, non di una sperimentazione sulle persone.
di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute
In sintesi
- Il sale arricchito di potassio sostituisce parte del cloruro di sodio con cloruro di potassio.
- Lo studio su Nature Health stima quasi 3 milioni di decessi evitabili ogni anno nel mondo.
- Le stime riguardano anche 10 milioni di nuovi casi di malattie cardiovascolari e renali.
- L’ipertensione è una pressione del sangue troppo alta e colpisce un adulto su tre.
- Chi ha una grave malattia renale richiede cautele, perché il potassio può accumularsi nel sangue.
Sale arricchito di potassio: cosa ha stimato lo studio
Il sale arricchito di potassio è un sale da cucina in cui una parte del cloruro di sodio è sostituita da cloruro di potassio. Aspetto, sapore e uso in cucina restano simili a quelli del sale comune. Una nuova ricerca, pubblicata il 5 novembre 2026 su Nature Health, ne ha valutato l’impatto a livello globale. È la prima stima di questo tipo, secondo il comunicato dell’Università UNSW di Sydney. Il lavoro è firmato da ricercatori del George Institute for Global Health e della stessa università.
Gli autori hanno analizzato 193 paesi e diversi scenari ipotetici. Se tutto il sale fosse sostituito, si eviterebbero quasi 3 milioni di decessi ogni anno. Sarebbero inoltre prevenuti circa 10 milioni di nuovi casi di malattie cardiovascolari e renali. Il professor Bruce Neal, del George Institute, parla di un possibile calo di un decesso cardiovascolare su dieci nella maggior parte dei paesi. Tuttavia si tratta di stime di modello. Non derivano da una sperimentazione condotta su persone che hanno cambiato sale per anni.
Il contesto spiega l’interesse della notizia. Nel mondo un adulto su tre tra i 30 e i 79 anni ha la pressione alta, circa 1,4 miliardi di persone. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte e disabilità, con 19,2 milioni di decessi nel 2023. In trent’anni sono aumentate di quasi il 50%. Nel 2025, inoltre, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha approvato i sali a ridotto contenuto di sodio. L’obiettivo è abbassare la pressione e il rischio cardiovascolare.
Il tema non nasce oggi. Il sito dell’ateneo ricorda uno studio del 2021, descritto come una ricerca di riferimento sul cambio di sale. Quel lavoro riguardava il rischio di ictus, infarto e morte. La novità del 2026 è l’estensione su scala mondiale. Gli autori hanno cercato di stimare quante persone potrebbero beneficiarne in ogni singolo paese. Hanno quindi trasformato un’ipotesi sanitaria in una stima che le istituzioni possono usare per programmare.
Come funziona la sostituzione e quali sono i numeri degli scenari
Il meccanismo è semplice. Troppo sodio e poco potassio sono cause note di pressione alta. La pressione alta, o ipertensione, è un fattore di rischio importante per ictus, infarto e malattie dei reni. Secondo Neal, il sale arricchito agisce su entrambi i fattori nello stesso momento. Riduce il sodio assunto e aumenta il potassio. Per questo, spiega il ricercatore, i benefici potenziali superano quelli di molti trattamenti basati sui farmaci, con costi molto più bassi.
Lo studio ha confrontato più scenari. Se cambiasse solo il sale da tavola usato in casa, si eviterebbero 1,85 milioni di decessi l’anno e 6,19 milioni di casi. Se cambiasse solo il sale presente negli alimenti trasformati e nella ristorazione, i decessi evitati sarebbero 1,56 milioni, con 5,46 milioni di casi. Sommando i due interventi si arriva a 2,96 milioni di decessi e 10,17 milioni di casi. Anche lo scenario più limitato, dunque, mostra guadagni rilevanti.
Un terzo scenario riguarda solo le persone con ipertensione. Nel mondo sono 659 milioni quelle con una diagnosi e 524 milioni quelle in trattamento. Se l’80% di loro passasse al sale arricchito in casa, i decessi evitati sarebbero 0,59 milioni tra i diagnosticati e 0,48 milioni tra i trattati. I casi di malattia prevenuti sarebbero 1,72 e 1,41 milioni. Le stime per paese sono molto diverse. In Cina si parla di oltre un milione di decessi evitati l’anno. In India sono circa 400mila, negli Stati Uniti circa 105mila e nel Regno Unito quasi 13mila.
I numeri per paese mostrano quanto pesi la popolazione. Per il Messico la stima è di circa 30mila decessi evitati all’anno e per la Nigeria di circa 18mila. Per il Sudafrica si parla di quasi 6.800 decessi e per l’Australia di circa 2.100. L’Italia non compare nella tabella di esempio diffusa dall’ateneo. I dati per tutti i paesi, però, sono disponibili su richiesta ai ricercatori. Va ricordato che ogni cifra dipende dalle ipotesi del modello. Inoltre la quota di sodio proveniente dagli alimenti trasformati cambia molto da un paese all’altro.
Rischi, cautele e cosa cambia per i pazienti
Il principale limite riguarda la funzione dei reni. Quando i reni funzionano male, il potassio può accumularsi nel sangue. Questa condizione si chiama iperkaliemia e può essere pericolosa. Lo stesso vale per chi assume farmaci che aumentano in modo significativo il potassio nel sangue. Secondo lo studio, anche tra i pazienti con malattia renale avanzata i benefici superano i rischi. Il nefrologo Vivek Jha, del George Institute in India, precisa però che servono precauzioni: educazione dei pazienti, etichette chiare e controllo clinico.
Un secondo ostacolo è pratico. Dove la maggior parte del sodio arriva dagli alimenti industriali e dalla ristorazione, il solo sale domestico non basta. In Europa e in Nord America questa quota supera il 70%. Per questo Neal chiede strategie diverse per ogni paese e il coinvolgimento dell’industria alimentare. Servirebbe inoltre aumentare la produzione di cloruro di potassio, per soddisfare una domanda molto più alta. Lo stesso Neal definisce «aspirazionale» un cambio globale, che resta un punto di partenza per la discussione.
Che cosa significa tutto questo per i lettori? Al momento nessuno studio autorizza a cambiare da soli le abitudini alimentari. I dati sono stime e i rischi cambiano da persona a persona. Chi ha ipertensione, problemi renali o assume farmaci per il cuore dovrebbe parlarne con il proprio medico prima di qualsiasi modifica. Il passo successivo spetta alle istituzioni sanitarie e all’industria. Dovranno valutare dove la sostituzione sia fattibile, con quali etichette e con quali controlli. Il dibattito, intanto, è aperto.
Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo
Domande frequenti (FAQ)
È un sale in cui parte del cloruro di sodio è sostituita da cloruro di potassio. Ha aspetto, sapore e usi simili a quelli del sale comune, ma contiene meno sodio.
Lo studio su Nature Health stima quasi 3 milioni di decessi evitabili ogni anno. Stima anche 10 milioni di nuovi casi di malattie cardiovascolari e renali, con una sostituzione totale del sale.
No. È una stima basata su modelli in 193 paesi e su scenari ipotetici. Non è una sperimentazione clinica sulla popolazione.
Chi ha una grave malattia renale o prende farmaci che aumentano il potassio nel sangue rischia l’iperkaliemia. Per questi pazienti servono precauzioni e il parere del medico.
Nel 2025 l’OMS ha approvato l’uso di sali a ridotto contenuto di sodio per abbassare la pressione e il rischio cardiovascolare. Il documento indica anche i gruppi che richiedono attenzione.
Articoli correlati
Un altro studio su alimentazione, pressione alta e cuore. Leggi l’articolo
I dati dell’American Heart Association sul rischio di ictus. Leggi l’articolo
Cosa dice la ricerca sulla salute del cuore dopo la menopausa. Leggi l’articolo
Fonti
Comunicato dell’Università UNSW di Sydney sullo studio globale pubblicato su Nature Health. https://www.unsw.edu.au/newsroom/news/2026/11/healthier-form-of-salt-could-prevent-millions-of-deaths-from-stroke-and-heart-disease
Articolo di sintesi sullo studio, con le stime sui decessi evitabili. https://www.news-medical.net/news/20261105/A-simple-salt-swap-could-prevent-nearly-3-million-deaths-a-year-researchers-estimate.aspx
Linea guida OMS sull’uso dei sali sostitutivi a ridotto contenuto di sodio. https://www.who.int/publications/i/item/9789240105591
Scheda informativa dell’OMS sulla riduzione del sodio e sui suoi effetti sulla salute. https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/sodium-reduction




