Una svolta globale nella lotta contro l’Hiv
La prevenzione dell’Hiv sta entrando in una nuova era. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato, nel luglio 2025, le prime linee guida internazionali sull’uso di un farmaco iniettabile a lunga durata d’azione: il cabotegravir (CAB-LA), somministrabile ogni sei mesi. Si tratta di una novità potenzialmente rivoluzionaria per la profilassi pre-esposizione (PrEP), soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito, dove l’accesso quotidiano ai farmaci orali resta difficile.
Che cos’è il CAB-LA e come funziona
Il cabotegravir a lunga durata d’azione è un inibitore dell’integrasi già approvato da diverse agenzie regolatorie, tra cui la FDA e l’EMA, per la PreP dell’Hiv. A differenza dei farmaci orali attualmente in uso, CAB-LA viene somministrato per via intramuscolare, inizialmente ogni due mesi, e secondo i nuovi studi può essere efficace fino a sei mesi con un’unica iniezione.
Il meccanismo è semplice: blocca l’enzima integrasi, impedendo al virus di inserirsi nel DNA delle cellule umane. La sua lunga durata consente una copertura protettiva stabile, riducendo drasticamente il rischio di contagio da Hiv in soggetti ad alto rischio.
Perché è un cambio di paradigma nella prevenzione
Il limite dell’aderenza ai farmaci orali
L’efficacia della profilassi pre-esposizione è nota: secondo l’OMS, i farmaci PrEP orali riducono il rischio di infezione fino al 99% se assunti correttamente. Tuttavia, l’aderenza giornaliera è un ostacolo concreto, legato a dimenticanze, stigma sociale e difficoltà di accesso.
CAB-LA, grazie alla somministrazione semestrale, supera questo limite: basta una sola iniezione ogni sei mesi per mantenere l’efficacia protettiva. Un aspetto particolarmente utile per giovani, donne, persone trans, uomini che fanno sesso con uomini, e altre popolazioni vulnerabili, spesso escluse dai percorsi sanitari tradizionali.
Accessibilità globale: le nuove raccomandazioni OMS
Con le nuove linee guida, l’OMS invita i sistemi sanitari nazionali ad inserire CAB-LA nei programmi di prevenzione dell’Hiv, accanto ai farmaci orali. L’obiettivo è rendere disponibile un ventaglio più ampio di opzioni preventive, affinché ogni persona possa scegliere la modalità più adatta alle proprie esigenze.
Inoltre, l’OMS sottolinea l’urgenza di abbattere le barriere economiche, promuovendo accordi per la produzione generica del cabotegravir. Nel 2022, UNITAID, Clinton Health Access Initiative e ViiV Healthcare avevano già firmato intese per la diffusione del CAB-LA a basso costo nei Paesi a medio-basso reddito.
Hiv nel mondo: una piaga ancora irrisolta
Secondo il rapporto UNAIDS 2024, nel mondo vivono circa 39 milioni di persone con Hiv, con 1,3 milioni di nuove infezioni ogni anno. Nonostante i progressi nella terapia antiretrovirale, la prevenzione resta un pilastro fondamentale per ridurre la diffusione del virus.
In particolare, i giovani sotto i 25 anni e le donne nei Paesi dell’Africa subsahariana sono tra i più colpiti. La diffusione di farmaci innovativi come CAB-LA potrebbe avere un impatto notevole nel ridurre l’incidenza di nuovi casi, soprattutto se associata a educazione sessuale, test gratuiti e contrasto allo stigma.
La posizione della comunità scientifica
Numerosi studi clinici, come HPTN 083 e HPTN 084, hanno dimostrato che CAB-LA è più efficace della PrEP orale nel prevenire l’Hiv. In particolare:
HPTN 083 ha coinvolto uomini che fanno sesso con uomini e donne transgender, mostrando una riduzione del 66% del rischio di infezione rispetto al farmaco orale.
HPTN 084, condotto su donne cisgender africane, ha mostrato una riduzione dell’89% del rischio rispetto alla PrEP orale quotidiana.
Questi dati hanno spinto gli esperti a considerare CAB-LA uno strumento chiave nella lotta globale all’Hiv, soprattutto nelle aree dove la copertura sanitaria è frammentaria.
Le sfide ancora aperte
Nonostante l’entusiasmo, esistono ancora ostacoli alla diffusione globale di CAB-LA:
Costo: attualmente, il prezzo del farmaco rimane elevato per molti sistemi sanitari.
Distribuzione: servono sistemi logistici affidabili per garantire la somministrazione regolare ogni sei mesi.
Formazione del personale sanitario: l’introduzione di un farmaco iniettabile richiede protocolli e competenze specifiche.
L’OMS sollecita gli Stati a integrare il CAB-LA nei programmi sanitari pubblici, anche grazie al supporto di agenzie internazionali e finanziamenti dedicati.
L’Italia è pronta?
In Italia, la PrEP orale è disponibile e offerta gratuitamente in alcune Regioni, ma l’uso rimane limitato. Secondo i dati ISS, solo poche migliaia di persone hanno attivato il percorso PrEP, nonostante una platea potenziale ben più ampia.
L’introduzione del cabotegravir semestrale potrebbe migliorare l’aderenza e ampliare l’accesso alla prevenzione, soprattutto tra chi non riesce a seguire la terapia orale. Tuttavia, al momento, non è ancora disponibile nel nostro Paese. Le nuove linee guida OMS potrebbero spingere il Ministero della Salute a valutarne l’introduzione nel Servizio Sanitario Nazionale, previa approvazione di AIFA.
Conclusioni: una svolta possibile per la salute pubblica
Il cabotegravir a lunga durata d’azione rappresenta una delle innovazioni più promettenti nella prevenzione dell’Hiv degli ultimi anni. La possibilità di proteggersi con una sola iniezione ogni sei mesi apre scenari nuovi per milioni di persone nel mondo, soprattutto nei contesti dove la PrEP orale non è accessibile o sostenibile.
L’adozione delle linee guida OMS da parte dei governi nazionali, il sostegno alla produzione generica e la creazione di reti sanitarie inclusive saranno determinanti per trasformare questa opportunità in una svolta concreta nella lotta all’Hiv.
Fonti
Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – https://www.who.int
UNAIDS Global Report 2024 – https://www.unaids.org
HPTN Studies (083 & 084) – https://www.hptn.org
EMA – European Medicines Agency – https://www.ema.europa.eu
CDC – Centers for Disease Control and Prevention – https://www.cdc.gov
Istituto Superiore di Sanità (ISS) – https://www.iss.it
foto:freepik
La Redazione – Lavinia Giganti
FAQ
È un farmaco iniettabile usato per la prevenzione dell’Hiv, efficace fino a sei mesi con una sola dose.
Sì, secondo gli studi clinici riduce il rischio di infezione più della PrEP orale quotidiana.
Attualmente no, ma le nuove linee guida OMS potrebbero favorirne l’introduzione.
A persone ad alto rischio di esposizione all’Hiv, comprese donne, giovani, uomini che fanno sesso con uomini e persone transgender.
È necessario rivolgersi a un medico infettivologo o a un centro PrEP per una valutazione individuale.





