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Mastoplastica additiva Preservé: come funziona e per chi è indicata – intervista al dr. Mattefo Maffei

Chirurgo plastico mostra una protesi mammaria a una donna durante un consulto, accanto a un modello anatomico del seno.

Intervista al dottor Matteo Maffei, chirurgo plastico –  approfondimenti a cura di Lavinia Giganti, giornalista.

La mastoplastica additiva continua a cambiare. Oggi molte pazienti non cercano soltanto più volume, ma un seno proporzionato, naturale e coerente con la propria anatomia.

La tecnica Preservé nasce con l’obiettivo di limitare la dissezione dei tessuti durante la creazione della tasca per la protesi, usando un palloncino espandibile.

Il dottor Matteo Maffei chiarisce però un punto decisivo: una tecnica nuova non è automaticamente la tecnica migliore. La scelta deve partire da torace, tessuti, desideri e indicazioni chirurgiche.

Risposta rapida

La mastoplastica Preservé è una tecnica mini-invasiva di aumento del seno. Per creare la tasca della protesi usa un palloncino che espande i tessuti dopo un primo accesso chirurgico.

Può favorire un recupero più rapido in pazienti selezionate, ma resta un intervento chirurgico con rischi, controlli e possibili complicanze.

Non è adatta a tutte le donne e non garantisce da sola un risultato naturale. La tecnica deve essere scelta insieme al chirurgo, sulla base dell’anatomia e dell’aumento desiderato.

In breve

  • Preservé indica una tecnica di aumento del seno che cerca di ridurre la dissezione e preservare i tessuti durante la preparazione della tasca implantare.
  • Il palloncino espandibile non elimina l’intervento: rimangono incisione, anestesia, inserimento della protesi, recupero e controlli postoperatori.
  • La tecnica è pensata soprattutto per aumenti contenuti e per pazienti con caratteristiche anatomiche compatibili.
  • La naturalezza dipende dall’insieme di anatomia, protesi, dimensioni, posizione, tessuti e aspettative, non dal nome della tecnica.
  • Prima di decidere, è essenziale parlare di alternative, rischi, durata degli impianti, controlli futuri e possibilità di revisione.

Che cos’è la mastoplastica additiva Preservé e in che cosa si differenzia dalla tecnica tradizionale?

«Intanto la mastoplastica additiva Preservé è una tecnica nuova, cosiddetta mini-invasiva, di aumento del seno.»

«La differenza principale rispetto alle tecniche tradizionali sta nel fatto che la creazione, cioè l’allestimento della tasca dove verrà inserita la protesi, non viene fatta dissecando, ma espandendo i tessuti attraverso un palloncino.»

«Quindi possiamo effettivamente dire che è una tecnica meno invasiva rispetto a una tecnica tradizionale, perché nasce con il principio di preservare l’anatomia e i legamenti della mammella.»

«Con le tecniche tradizionali la creazione di questa tasca viene fatta dissecando con l’elettrobisturi. Con questa tecnica, invece, c’è una prima fase di dissezione, ma successivamente l’ampliamento dei tessuti avviene attraverso questo palloncino pneumatico espandibile.»

«Piuttosto che dissecando ulteriormente, il palloncino è capace di distendere i tessuti per poter poi inserire la protesi. Quindi va a preparare meglio i tessuti per quello che poi è l’inserimento della protesi.»

– Dott. Matteo Maffei

Approfondimento

La procedura descritta dal dottor Maffei appartiene a un filone recente di tecniche tissue-preserving. Il principio è creare un accesso e un percorso limitati, poi ottenere lo spazio per l’impianto con un’espansione controllata.

La letteratura più recente descrive esperienze cliniche iniziali con tunneling atraumatico e pocket creation assistita da palloncino. Sono dati utili per capire la procedura, ma non bastano ancora a dimostrare che sia superiore a ogni tecnica tradizionale.

Anche la parola mini-invasiva va interpretata correttamente. Si riduce l’aggressione prevista su alcuni tessuti, ma restano un intervento, un impianto, un’anestesia e un percorso di guarigione.

La qualità del risultato dipende anche dall’addestramento del chirurgo, dalla selezione della paziente e dalla capacità di gestire eventuali variazioni anatomiche durante l’intervento.

La tecnica Preservé è davvero meno dolorosa e permette un recupero più rapido?

«Assolutamente sì. È una tecnica che piace tanto alle pazienti sportive, perché, essendo mini-invasiva, traumatizza poco i tessuti, come dicevamo prima, e determina un recupero della vita di tutti i giorni molto rapido.»

«La paziente in breve tempo potrà tornare alle attività quotidiane e successivamente anche allo sport, chiaramente sempre in base a come sta andando il decorso postoperatorio e alle indicazioni del chirurgo.»

«Non dimentichiamoci, tuttavia, che è pur sempre un intervento chirurgico e, in quanto tale, non è privo di rischi e complicanze.»

– Dott. Matteo Maffei

Approfondimento

Un accesso più limitato e una dissezione ridotta possono tradursi, in alcune pazienti, in meno trauma locale e in una ripresa più agile. Non significa però che dolore e tempi siano uguali per tutte.

Il recupero dipende da anatomia, piano di inserimento, dimensioni della protesi, tecnica anestesiologica, condizioni generali e risposta individuale. Anche il tipo di attività sportiva cambia il momento del rientro.

Per questo non è corretto indicare un numero di giorni valido per chiunque. Il ritorno alla quotidianità e allo sport deve essere autorizzato dal chirurgo dopo i controlli.

Le protesi mammarie comportano comunque rischi locali e la possibilità di ulteriori interventi nel tempo. La FDA richiede informazioni chiare su benefici, rischi, caratteristiche dell’impianto e controlli futuri.

Il risultato della mastoplastica Preservé è più naturale rispetto a quello tradizionale?

«Quello che penso è che il segreto per ottenere un risultato naturale non sia la tecnica. Non esiste una tecnica migliore in assoluto, ma esiste la tecnica giusta per quella specifica paziente.»

«Quindi non parliamo di una tecnica migliore o peggiore. Bisogna vedere se quella paziente è una buona candidata.»

«Il risultato naturale dipende dalla scelta condivisa tra paziente e chirurgo e dalla valutazione dell’anatomia, dei tessuti e del tipo di aumento desiderato.»

– Dott. Matteo Maffei

Approfondimento

La naturalezza non è una proprietà automatica di una protesi o di una procedura. È l’effetto finale di proporzioni, spessore dei tessuti, forma e dimensioni dell’impianto, posizione e rapporto con il torace.

Un risultato può apparire naturale perché rispetta la struttura della paziente e le sue aspettative. La stessa protesi o lo stesso piano chirurgico possono non essere adatti a un’altra persona.

Gli studi sulla scelta degli impianti sottolineano il valore di una pianificazione basata sulle misure del corpo e di un confronto reale tra preferenze della paziente e valutazione del chirurgo.

La simulazione e le fotografie di riferimento aiutano a parlare di obiettivi, ma non sono una promessa matematica del risultato. Il corpo guarisce e invecchia in modo individuale.

La mastoplastica Preservé è adatta a tutte le donne?

«Assolutamente no, ed è proprio questo il punto. È una tecnica che va selezionata soltanto su alcune pazienti, sulla base delle caratteristiche del torace, dell’anatomia e anche del desiderio, cioè del tipo di aumento di volume che la paziente vuole avere.»

«Con la tecnica Preservé si possono fare piccoli aumenti di volume. Non possiamo mettere tutte le protesi che abbiamo a disposizione: dipende dall’anatomia della paziente.»

«Se una paziente vuole un aumento importante, deve orientarsi sulla tecnica tradizionale. Se invece vuole aumentare poco il seno, si può valutare la Preservé.»

«Tra le cose da valutare ci sono l’anatomia, la forma del torace e il desiderio della paziente.»

– Dott. Matteo Maffei

Approfondimento

La valutazione non può basarsi soltanto sulla taglia desiderata. Il chirurgo considera base del seno, qualità e spessore dei tessuti, forma del torace, simmetrie, eventuale ptosi e obiettivi realistici.

Quando l’aumento richiesto è grande o i tessuti non offrono un sostegno sufficiente, una tecnica diversa può essere più prudente. In alcuni casi si devono valutare anche lifting, piani alternativi o rinuncia all’impianto.

La visita serve anche a discutere cicatrici, sensibilità, allattamento, attività fisica, possibili revisioni e controlli. Sono temi che spesso restano sullo sfondo quando l’attenzione si concentra solo sul volume.

La selezione della paziente è quindi parte della sicurezza. Una procedura meno invasiva non rende indicata una tecnica che non rispetta anatomia, aspettative o condizioni cliniche.

Quale domanda dovrebbe fare una paziente prima di scegliere la tecnica?

«A mio parere, la domanda più importante che una paziente può fare al proprio chirurgo è: quale tecnica è indicata per la mia fisicità, per il mio torace e per la mia anatomia?»

«Un buon risultato, un ottimo risultato, si può ottenere attraverso una scelta condivisa da parte sia della paziente sia del chirurgo, dopo aver valutato insieme il progetto chirurgico.»

«A me piace parlare di un match. Ci devono essere un match e un feeling tra la paziente e il chirurgo.»

– Dott. Matteo Maffei

Approfondimento

La domanda proposta dal dottor Maffei sposta il confronto dalla pubblicità alla personalizzazione. Non si chiede soltanto quale tecnica sia più nuova, ma quale sia compatibile con il corpo e con l’obiettivo della singola paziente.

La decisione condivisa comprende almeno protesi, volume, forma, posizione, incisione, alternative, rischi, tempi di recupero e controlli. Comprende anche ciò che può accadere se il risultato non corrisponde alle aspettative.

Le ricerche sul consenso informato in chirurgia estetica mostrano che la comprensione dei rischi e della possibilità di revisioni è una parte essenziale della scelta, non un passaggio burocratico da firmare alla fine.

La FDA raccomanda di leggere il materiale informativo dell’impianto e la patient decision checklist. Le protesi non sono dispositivi necessariamente permanenti per tutta la vita e possono richiedere monitoraggio o sostituzione.

Il rapporto di fiducia conta, ma deve accompagnarsi a competenza, trasparenza e disponibilità a proporre anche una tecnica diversa da quella inizialmente desiderata.

In sintesi

La mastoplastica Preservé è una tecnica recente che punta a creare la tasca della protesi limitando la dissezione e usando un palloncino per espandere i tessuti.

Può essere interessante per alcune pazienti che desiderano un aumento contenuto, ma non è una soluzione universale e non cancella i rischi della chirurgia e degli impianti.

La decisione più corretta nasce dall’incontro tra desiderio, anatomia, qualità dei tessuti e competenza del chirurgo. La tecnica deve essere spiegata insieme ad alternative, limiti e controlli futuri.

Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.

Domande frequenti (FAQ)

È una tecnica recente di aumento del seno che usa un palloncino espandibile per creare la tasca della protesi dopo un accesso chirurgico limitato.

Può ridurre il trauma dei tessuti in pazienti selezionate, ma dolore e recupero variano. Resta un intervento chirurgico e il decorso va seguito dal chirurgo.

No. La scelta dipende da torace, tessuti, anatomia, condizioni cliniche e volume desiderato. Per aumenti importanti può essere indicata una tecnica tradizionale.

No. La naturalezza dipende da proporzioni, protesi, tessuti, posizione e aspettative. Nessuna tecnica garantisce lo stesso risultato per tutte.

Non esiste un tempo uguale per tutte. Il ritorno deve essere graduale e autorizzato dal chirurgo dopo aver valutato la guarigione e il tipo di attività.

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Fonti

Minimally Invasive, Tissue-Preserving Breast Augmentation. Studio clinico iniziale del 2026 su una tecnica di aumento mammario mini-invasiva e tissue-preserving con tunneling e creazione della tasca assistita da palloncino.

Preservé by Motiva – surgical technique information. Pagina tecnica del produttore che descrive gli strumenti e i passaggi della procedura Preservé. È una fonte tecnica aziendale e non dimostra da sola la superiorità clinica della tecnica.

What to Know About Breast Implants. Informazioni FDA aggiornate al 2025 su benefici, rischi, patient decision checklist, scheda dell’impianto e necessità di un confronto informato con il medico.

Risks and Complications of Breast Implants. Pagina FDA sui principali rischi e sulle complicanze locali e sistemiche associate agli impianti mammari, inclusi BIA-ALCL e sintomi sistemici ancora in fase di studio.

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