Oggi, mercoledì 12 agosto 2026, l’Italia osserva un’eclissi solare parziale. Il fenomeno è visibile in tutto il territorio nazionale nel tardo pomeriggio, poco prima del tramonto. L’evento ha spinto il Ministero della Salute a diffondere un avviso. La notizia è stata ripresa da numerose testate italiane, dai portali di informazione sanitaria ai siti di attualità. Il messaggio è univoco: l’eclissi non comporta rischi diretti per la salute generale. Osservare il Sole senza una protezione certificata può però causare danni permanenti alla retina. Bambini, anziani e persone con patologie oculari pregresse sono le categorie più esposte al rischio. Anche portali di attualità e testate dedicate alla scuola hanno rilanciato l’avviso nelle ultime ore.
di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute
In sintesi
- Il 12 agosto 2026 l’Italia osserva un’eclissi solare parziale nel tardo pomeriggio, con inizio verso le 19:24 e massimo oscuramento tra le 20:10 e le 20:20.
- La copertura del Sole varia dal 18% circa in alcune zone della Calabria a oltre il 90% tra Liguria, Piemonte e Sardegna settentrionale.
- Secondo OMS e CDC, l’eclissi non comporta rischi diretti per la salute generale: l’unico pericolo reale riguarda gli occhi.
- Il rischio principale è la retinopatia solare, un danno alla retina che può essere permanente e non provoca dolore immediato.
- Gli occhiali da sole comuni non bastano: serve una protezione certificata secondo la norma ISO 12312-2, con maggiore attenzione per bambini, anziani e persone con patologie oculari.
Cosa succede oggi e perché serve attenzione
Il fenomeno di oggi è un’eclissi solare parziale, non totale. La fascia di totalità attraversa Groenlandia orientale, Islanda occidentale, gran parte della Spagna e una piccola area del Portogallo. In Italia la Luna coprirà solo una parte del disco solare, con percentuali che vanno dal 18% circa in Calabria a oltre il 90% tra Liguria, Piemonte e Sardegna settentrionale. L’inizio della fase parziale è previsto verso le 19:24, con il massimo oscuramento tra le 20:10 e le 20:20.
Le organizzazioni sanitarie internazionali sono concordi su un punto. Tra queste figurano l’Organizzazione Mondiale della Sanità e i CDC statunitensi. Un’eclissi solare non ha effetti diretti sulla salute generale delle persone. Non esistono prove scientifiche che colleghino il fenomeno a rischi per la gravidanza o per l’alimentazione: sono credenze diffuse in passato in diverse culture. L’unico pericolo reale riguarda gli occhi. Si manifesta soltanto in caso di osservazione diretta del Sole senza una protezione adeguata.
Il rischio si chiama retinopatia solare, nota anche come maculopatia fototraumatica. È una lesione della zona centrale della retina causata dall’eccesso di luce e di calore. La sua caratteristica più insidiosa è l’assenza di dolore immediato. Chi guarda il Sole senza protezione non avverte nulla nel momento dell’esposizione. I disturbi alla vista possono comparire solo ore o giorni dopo. Il rischio aumenta con osservazioni ripetute, anche se ciascuna dura pochi secondi.
L’appuntamento ha richiamato attenzione anche a livello internazionale. L’Agenzia spaziale europea trasmetterà in diretta la fascia di totalità visibile dalla Spagna settentrionale. L’Istituto Nazionale di Astrofisica ha inoltre pubblicato le mappe di copertura regione per regione, utili a chi vuole seguire il fenomeno da casa in sicurezza.
Come proteggere gli occhi: le regole ISO 12312-2
L’unico strumento sicuro per guardare direttamente il Sole durante l’eclissi sono gli appositi occhiali certificati secondo la norma internazionale ISO 12312-2. Filtrano oltre il 99% della luce visibile e la quasi totalità dei raggi ultravioletti e infrarossi. Vanno indossati per l’intera durata dell’osservazione, senza toglierli nemmeno per pochi istanti. Vanno anche controllati prima dell’uso: se presentano graffi, lacerazioni o piccoli fori vanno sostituiti. Chi porta occhiali da vista deve indossare la protezione sopra le proprie lenti correttive.
Sono da evitare tassativamente i normali occhiali da sole, anche se molto scuri o sovrapposti uno sopra l’altro. Vanno evitati anche vetri affumicati, pellicole radiografiche, negativi fotografici, CD, filtri artigianali o occhiali da saldatore. Nessuno di questi materiali blocca le radiazioni invisibili che danneggiano la retina. Anche binocoli, telescopi e fotocamere richiedono attenzione. Senza un filtro solare professionale montato davanti alla lente obiettivo, concentrano la luce e il calore: possono causare lesioni oculari immediate.
Per i bambini più piccoli, sotto i 4-5 anni, l’osservazione diretta è sconsigliata anche con gli occhialini certificati. La soluzione più sicura resta la camera stenopeica, un semplice sistema di proiezione indiretta. Permette di vedere l’immagine del Sole su un cartoncino, senza alcuna esposizione degli occhi. Chi non dispone di una protezione certificata può comunque seguire l’evento in diretta streaming, grazie agli osservatori astronomici e all’Istituto Nazionale di Astrofisica.
Chi desidera fotografare l’eclissi con smartphone o fotocamera deve ricordare una cosa. Anche l’obiettivo va protetto con un filtro solare specifico. Guardare il mirino o il display senza filtro espone comunque al rischio di danni oculari. Meglio inoltre scegliere in anticipo un punto con l’orizzonte libero verso ovest, poiché il Sole sarà basso.
Chi deve fare più attenzione e quando rivolgersi al medico
Bambini e ragazzi sono considerati i soggetti più a rischio. Le ragioni sono due: la maggiore vulnerabilità degli occhi e la curiosità, che può spingerli a togliersi la protezione anche solo per un attimo. Durante l’osservazione è indispensabile la supervisione continua di un adulto. L’adulto deve verificare che gli occhialini restino indossati correttamente per tutto il tempo. Tra i 5 e i 12 anni l’osservazione diretta è possibile solo con occhiali certificati e affiancamento individuale. Oltre i 12 anni resta comunque opportuno spiegare i rischi prima di procedere.
Una cautela maggiore è raccomandata anche per le persone anziane. Vale lo stesso per chi soffre già di patologie oculari o si è sottoposto in passato a certi interventi chirurgici agli occhi. In presenza di dubbi, prima di osservare l’eclissi è utile chiedere consiglio a un oftalmologo.
Chi non è certo dell’autenticità della propria protezione dovrebbe evitare comunque l’osservazione diretta. La marcatura ISO 12312-2 deve essere visibile sulla montatura. È preferibile acquistare i dispositivi presso farmacie, ottici o rivenditori affidabili. In caso di dubbio, la scelta più prudente resta seguire il fenomeno tramite le dirette streaming, senza alcun rischio per la vista.
Nelle ore e nei giorni successivi all’osservazione è importante prestare attenzione a eventuali disturbi della vista, anche lievi. Tra i segnali da non sottovalutare: visione offuscata o distorta, una macchia scura fissa al centro del campo visivo, aumentata sensibilità alla luce o percezione alterata dei colori. Questi segnali non vanno mai ignorati. La tempestività della visita oculistica può fare la differenza per limitare l’entità del danno alla retina.
Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.
Domande frequenti (FAQ)
No. Anche se molto scuri o indossati uno sopra l’altro, gli occhiali da sole non filtrano a sufficienza le radiazioni che possono danneggiare la retina. Serve una protezione certificata secondo la norma ISO 12312-2.
Meglio evitare l’osservazione diretta e affidarsi a metodi indiretti, come la camera stenopeica, oppure seguire l’evento tramite le dirette streaming messe a disposizione da osservatori astronomici e istituti di ricerca.
No. Secondo OMS e CDC non esistono prove scientifiche di effetti diretti sulla salute generale legati all’eclissi: l’unico rischio reale riguarda gli occhi in caso di osservazione diretta senza protezione.
Visione offuscata o distorta, comparsa di una macchia scura al centro del campo visivo, aumentata sensibilità alla luce o percezione alterata dei colori. In presenza di questi segnali è importante rivolgersi subito a un oculista.
Nel tardo pomeriggio: l’inizio della fase parziale è previsto verso le 19:24, con il massimo oscuramento tra le 20:10 e le 20:20, poco prima del tramonto.
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