Dossier Salute

Vaccino antinfluenzale 2026-2027: cosa dicono AIFA e ministero

Infermiere applica un cerotto sul braccio di un uomo anziano dopo una vaccinazione in ambulatorio.

Il vaccino antinfluenzale 2026-2027 è pronto: l’AIFA ha autorizzato nove prodotti per la nuova stagione. Il Ministero della Salute, con l’Istituto Superiore di Sanità, ha fissato chi deve essere protetto per primo. Ecco cosa cambia, in modo chiaro e senza allarmismi.

di Lavinia Giganti | Giornalista  | Dossier Salute

In sintesi

  • Il vaccino antinfluenzale stagionale è un preparato aggiornato ogni anno sui ceppi indicati dall’OMS.
  • L’AIFA ha autorizzato nove vaccini antinfluenzali per la stagione 2026-2027, con comunicato del 16 settembre 2026.
  • La circolare ministeriale del 23 giugno 2026 abbassa a 60 anni l’età per i vaccini potenziati.
  • L’obiettivo di copertura negli ultra 65enni è del 75% come soglia minima e del 95% come livello ottimale.

Vaccino antinfluenzale 2026-2027: cosa ha deciso l’AIFA

Il vaccino antinfluenzale stagionale è un farmaco preventivo che allena il sistema immunitario contro i virus dell’influenza. Viene riformulato ogni anno. I virus influenzali cambiano di continuo, e per questo la composizione del vaccino viene aggiornata sulla base delle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il 16 settembre 2026 l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha comunicato che sono nove i vaccini autorizzati per la stagione 2026-2027. L’autorizzazione riguarda l’aggiornamento annuale dei ceppi virali. Il provvedimento tecnico è la determina AIFA n. 497/2026, pubblicata sul sito dell’Agenzia.

L’elenco comprende prodotti diversi tra loro. Efluelda è indicato negli adulti dai 60 anni. Fluad, un vaccino adiuvato, cioè con una sostanza che rafforza la risposta immunitaria, è destinato agli adulti dai 50 anni. Fluarix, Flucelvax, Influvac S e Vaxigrip coprono adulti e bambini a partire da 6 mesi. Fluenz, infine, è uno spray nasale per bambini e adolescenti tra 2 e 18 anni.

Un dettaglio riguarda la gravidanza. Vaxigrip può essere usato nelle donne in gravidanza. La vaccinazione materna estende la protezione passiva ai neonati, dalla nascita fino a 6 mesi, quando loro non possono ancora essere vaccinati.

Perché vaccinarsi ogni anno? Per due motivi. Il primo è che i virus influenzali mutano con rapidità, quindi il vaccino dell’anno scorso può proteggere meno contro i ceppi in circolazione. Il secondo è che la protezione indotta dal vaccino tende a diminuire con il passare dei mesi. Per questo la vaccinazione stagionale viene ripetuta ogni autunno.

Va chiarito un punto pratico. Le Regioni scelgono ogni anno, tramite gare, quali prodotti offrire gratuitamente. Non tutti i vaccini autorizzati sono quindi disponibili in ogni territorio o sul mercato.

Ceppi e composizione: come funziona il vaccino 2026-2027

I ceppi sono le varianti dei virus influenzali che il vaccino deve riconoscere. Ogni anno l’OMS pubblica le raccomandazioni per l’emisfero nord. Quelle per la stagione 2026-2027 sono state diffuse il 27 febbraio 2026 e riprese dall’ISS sul portale EpiCentro il 5 marzo.

I vaccini prodotti su uova embrionate di gallina contengono tre componenti. Sono un virus simile ad A/Missouri/11/2025 per l’H1N1 pandemico, uno simile ad A/Darwin/1454/2025 per l’H3N2 e uno simile a B/Tokyo/EIS13-175/2025 per il lineaggio B/Victoria. I vaccini prodotti su colture cellulari o con tecnologia ricombinante usano varianti leggermente diverse. Per l’H3N2 si indica A/Darwin/1415/2025. Per il ceppo B si indica B/Pennsylvania/14/2025.

Anche il metodo di produzione conta. Alcuni vaccini si ottengono coltivando il virus in uova embrionate. Altri nascono da colture di cellule, oppure da proteine ottenute con tecnologia ricombinante, senza uso di uova. Tutti hanno lo stesso scopo: mostrare al sistema immunitario i frammenti del virus senza provocare la malattia.

Le raccomandazioni dell’OMS parlano di vaccini trivalenti, cioè con tre componenti. Questo è il quadro indicato nei documenti ufficiali. I nomi commerciali di alcuni prodotti contengono ancora la dicitura «Tetra», ma la composizione effettiva va verificata nelle schede dei singoli vaccini.

Perché l’aggiornamento è così importante? Lo mostra la stagione precedente. Uno studio europeo pubblicato su Eurosurveillance, con il contributo dell’ISS, ha analizzato l’efficacia della stagione 2025-2026. Quell’inverno è stato dominato dal virus H3N2, in particolare dal sottoclade K, una variante «driftata», cioè mutata rispetto al ceppo vaccinale.

Nove studi europei hanno stimato un’efficacia da bassa a moderata. Nonostante questo, la vaccinazione ha evitato da circa un terzo a quasi la metà degli esiti considerati, tra cui visite e ricoveri. L’efficacia è risultata più alta nei bambini. Il dato ricorda che il vaccino non azzera il rischio. Riduce però la probabilità di forme più impegnative.

Chi può vaccinarsi e cosa cambia per i pazienti

La circolare del Ministero della Salute, datata 23 giugno 2026 e intitolata «Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2026-2027», è il documento di riferimento. È stata elaborata dal Ministero insieme all’ISS e alle Regioni. Indica la vaccinazione a partire dai 6 mesi di vita.

L’offerta gratuita e attiva riguarda diverse categorie. Ne fanno parte tutte le persone dai 60 anni in su, le donne in gravidanza o nel periodo successivo al parto e i bambini da 6 mesi a 6 anni. Sono inclusi anche i pazienti con malattie che aumentano il rischio di complicanze e le persone ricoverate in strutture di lungodegenza. L’elenco continua con i familiari di soggetti ad alto rischio, il personale sanitario e socio-assistenziale, le forze di polizia, i vigili del fuoco e i donatori di sangue.

La novità principale riguarda l’età. L’età a cui sono indicati i vaccini potenziati scende a 60 anni. I vaccini potenziati sono quelli progettati per stimolare una risposta immunitaria più intensa, come i prodotti adiuvati o ad alto dosaggio. Per molti over 60 questo significa avere accesso a una protezione pensata proprio per l’età.

La campagna parte all’inizio di ottobre, in corrispondenza della quarantesima settimana dell’anno. Gli obiettivi di copertura fissati dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale sono chiari. Si chiede almeno il 75% di vaccinati tra gli ultra 65enni, con un traguardo ottimale del 95%.

La logica delle categorie è chiara. Anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza e malati cronici hanno più probabilità di sviluppare complicanze, come la polmonite. Vaccinare i familiari e i professionisti sanitari serve invece a proteggere chi è più fragile e non può difendersi da solo.

Per il lettore, il messaggio è semplice. Il momento della vaccinazione e il prodotto più adatto vanno discussi con il medico di famiglia, il pediatra o il centro vaccinale. Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico.

Il prossimo passaggio riguarda la sorveglianza. L’ISS monitorerà nelle prossime settimane l’andamento dei casi attraverso la rete di sorveglianza integrata. Sarà quella a dire quanto presto, e con quali virus, comincerà davvero la stagione.

Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.

Domande frequenti (FAQ)

Sono nove, secondo il comunicato AIFA del 16 settembre 2026. Includono prodotti iniettabili e uno spray nasale per bambini e adolescenti. Le Regioni decidono quali offrire gratuitamente.

La circolare ministeriale indica tra gli altri gli over 60, le donne in gravidanza e nel post partum, i bambini da 6 mesi a 6 anni e i pazienti a rischio di complicanze. Anche il personale sanitario rientra nelle categorie.

L’età per i vaccini potenziati scende a 60 anni. Sono prodotti pensati per stimolare una risposta immunitaria più forte. Il medico può indicare il vaccino più adatto.

La circolare indica l’avvio all’inizio di ottobre, nella quarantesima settimana dell’anno. I tempi precisi e i luoghi di somministrazione dipendono dalle singole Regioni.

No. Nella stagione 2025-2026 l’efficacia europea è stata da bassa a moderata, perché circolava un virus H3N2 mutato. La vaccinazione ha comunque evitato da un terzo a quasi la metà degli esiti considerati.

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Fonti

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