Con il rientro a scuola e l’arrivo del freddo, il Covid-19 è tornato a circolare in Italia insieme a influenza e virus respiratorio sinciziale. A segnalarlo sono i medici di famiglia riuniti al congresso nazionale della Fimmg, che però lanciano un allarme: quasi nessuno fa più il tampone. Senza test, diventa difficile capire quanto sia davvero diffuso il virus e distinguerlo dagli altri malanni stagionali. Ecco cosa sappiamo, quali varianti sono sotto osservazione e come proteggere chi è più fragile.
di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute
In sintesi
- Il 10 ottobre 2026 i medici di famiglia hanno segnalato una ripresa della circolazione del Covid-19, insieme a influenza e virus respiratorio sinciziale.
- Quasi nessuno esegue più il tampone, e questo rende più difficile distinguere le diverse infezioni respiratorie.
- Per la popolazione generale i sintomi sono oggi meno gravi, ma restano un rischio per anziani e malati cronici.
- Secondo l’ECDC, XFG è la variante dominante in Europa e nessuna variante risulta di preoccupazione né legata a maggiore gravità.
- Per over 60 e fragili si consiglia di prenotare nella stessa seduta il vaccino anti-Covid e quello antinfluenzale.
Cosa dicono i medici di famiglia
La segnalazione arriva dall’85° congresso della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg). Secondo Tommasa Maio, responsabile della Scuola nazionale di vaccinologia Metis, con la ripresa delle scuole e un’ondata di freddo il Covid è tornato a circolare. Lo fa insieme ad altri virus stagionali, come l’influenza e il virus respiratorio sinciziale.
Negli studi medici si vedono molti pazienti con tosse, febbre e raffreddore. Questi sintomi sono simili per quasi tutte le infezioni respiratorie, quindi non bastano per capire quale virus sia in gioco. Il problema, spiegano i medici, è che quasi nessuno esegue più il tampone. Così il quadro reale resta in parte nascosto.
Maio sottolinea che i sintomi nella popolazione generale non sono al momento gravi. Possono però esserlo per alcune categorie, come gli anziani e i malati cronici. Per questo la sorveglianza resta importante. Tra le richieste c’è il rafforzamento della rete RespiVirNet, la sorveglianza delle infezioni respiratorie, con un contributo maggiore dei medici di famiglia e una migliore integrazione di cartelle cliniche, strumenti diagnostici e flussi informativi.
Il tema non è nuovo: negli ultimi anni la sorveglianza dei virus respiratori ha perso intensità, mentre le infezioni stagionali tornano ogni autunno. I medici di famiglia, che vedono per primi i pazienti con sintomi, chiedono quindi strumenti più semplici per segnalare i casi e monitorare l’andamento.
I test rapidi, aggiungono gli esperti, aiutano anche a distinguere le infezioni virali da quelle batteriche. Questo può evitare terapie inutili e orientare meglio le decisioni del medico.
Varianti e dati: che cosa sappiamo
Il rialzo italiano si inserisce in un andamento osservato in diversi Paesi. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità riportati da Pazienti.it, tra il 10 agosto e il 6 settembre 2026 sono stati notificati 69.575 nuovi casi nel mondo, contro 47.506 nei 28 giorni precedenti. L’aumento ha superato il 10% in 30 Paesi.
Le varianti sotto monitoraggio dell’Oms sono XFG, NB.1.8.1, PQ.16.1.1 e BA.3.2. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) indica XFG come variante dominante nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo. Nessuna di queste soddisfa i criteri per essere classificata come variante di preoccupazione, e non ci sono evidenze di una maggiore gravità della malattia.
I numeri ufficiali vanno letti con cautela. I casi notificati non rappresentano l’intera circolazione del virus, perché oggi si fanno meno test e la sorveglianza è meno capillare rispetto agli anni della pandemia. È lo stesso nodo sollevato dai medici di famiglia: meno tamponi significano meno dati affidabili.
Anche l’esperienza di altri Paesi europei conferma questa tendenza. In Francia, ad esempio, le visite dal medico di base per Covid-19 sono aumentate del 76% nella settimana dal 14 al 20 settembre rispetto alla precedente. Un epidemiologo citato da Pazienti.it ricorda che la ripresa è simile a quella degli anni passati nello stesso periodo.
Sul fronte dei sintomi, le fonti giornalistiche descrivono un quadro simile a quello delle influenze autunnali. Si va da stanchezza, mal di gola e congestione nasale a tosse secca, dolori muscolari e febbre lieve o moderata. La perdita di gusto e olfatto è meno frequente di un tempo.
Chi deve proteggersi e come
Il messaggio dei medici è rivolto soprattutto a chi rischia di più. Gli over 60 e le persone fragili sono invitati a prenotare, nella stessa seduta vaccinale, sia il vaccino anti-Covid sia quello antinfluenzale. I due vaccini possono essere somministrati insieme senza problemi, e questo semplifica la vita a chi deve fare entrambe le dosi.
Restano valide le regole di buon senso. In presenza di febbre o sintomi respiratori è utile fare un tampone, antigenico o molecolare. In caso di positività conviene limitare i contatti, soprattutto con persone anziane o fragili. Lavarsi spesso le mani e far circolare l’aria negli ambienti chiusi sono abitudini semplici ma efficaci.
Nei luoghi affollati, sui mezzi di trasporto e nelle strutture sanitarie può essere utile la mascherina FFP2, come suggeriscono alcune fonti di divulgazione. Per le decisioni personali, a partire da vaccinazione e terapie, il riferimento resta il medico di famiglia.
Chi lavora a contatto con il pubblico o con persone fragili, come il personale sanitario, può valutare con il proprio medico quali precauzioni adottare. Anche pochi accorgimenti, come restare a casa quando si hanno sintomi, aiutano a ridurre la diffusione dei virus respiratori nelle comunità.
Infine, vale la pena ricordare che il Covid è ormai un virus con cui convivere, con una o due ondate all’anno secondo alcuni virologi. Non c’è motivo di allarmismo, ma serve attenzione, soprattutto nelle case dove vivono anziani o malati cronici.
Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.
Domande frequenti (FAQ)
Sì, secondo i medici di famiglia riuniti al congresso Fimmg del 10 ottobre 2026 il virus è tornato a circolare con la ripresa scolastica e il freddo, insieme a influenza e virus respiratorio sinciziale.
Perché quasi nessuno si testa più. Senza test è difficile attribuire i sintomi a un virus preciso e stimare quanto il Covid sia diffuso davvero.
Secondo l’ECDC la variante dominante nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo è XFG. Nessuna variante è considerata di preoccupazione.
No, al momento non ci sono evidenze di una maggiore gravità. I sintomi nella popolazione generale non sono gravi, ma possono esserlo per anziani e malati cronici.
Sì, i due vaccini possono essere somministrati nella stessa seduta senza problemi. Per over 60 e persone fragili i medici consigliano di prenotarli insieme.
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Fonti
ANSA – Medici di famiglia, ripresa circolazione di Covid ma quasi nessuno si testa. Apri la fonte
Pazienti.it – Covid, contagio in aumento: nuove varianti e rischio epidemia in Italia. Apri la fonte
Starbene – Covid, contagi in rialzo con l’autunno: virus più contagioso ma non più aggressivo. Apri la fonte
ECDC – COVID-19. Apri la fonte





