Quello che una donna mangia in gravidanza potrebbe influire anche sul pianto inconsolabile e sulla pelle del suo bambino. Uno studio pubblicato su JAMA Network Open ha seguito 1.324 coppie madre-figlio. Secondo i risultati, una dieta di tipo mediterraneo si associa a un rischio più basso che il neonato soffra insieme di coliche ed eczema. Anche il pesce è risultato collegato a un rischio minore. Si tratta di un’associazione e non di una prova di causa, tuttavia apre una pista nuova su un disturbo che mette alla prova moltissime famiglie.
di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute
In sintesi
- Lo studio, guidato da Harvard e dal Boston Children’s Hospital, ha analizzato 1.324 coppie madre-figlio della coorte statunitense Project Viva.
- Ogni punto in più nel punteggio di dieta mediterranea si associava a un rischio più basso del 15% di coliche ed eczema insieme.
- Una dieta più infiammatoria, invece, si associava a un rischio più alto del 34% per ogni punto.
- Ogni porzione settimanale di pesce o frutti di mare era legata a un rischio più basso del 25%.
- Latte, uova e frutta a guscio non risultavano collegati al rischio combinato di coliche ed eczema.
Dieta in gravidanza, coliche ed eczema: cosa dice lo studio
La ricerca è firmata da un gruppo della Harvard T.H. Chan School of Public Health, del Boston Children’s Hospital e dell’Harvard Pilgrim Health Care Institute. La prima autrice è Emily Oken, della Harvard Chan School, mentre Jenifer Lightdale, del Boston Children’s Hospital, è l’autrice corrispondente. I dati provengono da Project Viva, una coorte che ha reclutato donne incinte negli ambulatori prenatali del Massachusetts orientale tra il 1999 e il 2002.
Le future mamme hanno compilato questionari alimentari dettagliati in due momenti: all’inizio della gravidanza, intorno alla decima settimana, e a metà gestazione, verso la ventottesima. I ricercatori hanno poi valutato la qualità della dieta con due strumenti. Il primo è il punteggio di dieta mediterranea, che premia frutta, verdura, cereali integrali, legumi, grassi sani e proteine magre. Il secondo è l’indice infiammatorio della dieta, che cresce invece con carni rosse o lavorate, bevande zuccherate, sale e cereali raffinati.
Quando i bambini avevano circa sei mesi, le madri hanno riferito se il piccolo aveva episodi di pianto impossibile da calmare e se un medico gli aveva diagnosticato un eczema. In totale l’11,5% dei neonati aveva solo eczema, il 20,6% solo coliche e il 4,6% entrambi i disturbi. Proprio quest’ultimo gruppo è quello che ha mostrato i legami più chiari con l’alimentazione materna.
Più dieta mediterranea e pesce, meno rischi per il neonato
I risultati vanno in una direzione precisa. Per ogni punto in più nel punteggio di dieta mediterranea, la probabilità di avere un bambino con coliche ed eczema insieme scendeva del 15%. Al contrario, ogni punto in più nell’indice infiammatorio si accompagnava a un rischio più alto del 34%. Le analisi tenevano conto di età, istruzione, fumo, numero di figli e allergie della madre.
Tra i singoli alimenti, il pesce e i frutti di mare sono stati gli unici associati a un beneficio. In particolare, ogni porzione settimanale in più era legata a una probabilità più bassa del 25%. Latte e uova, invece, non mostravano alcun legame con i disturbi del bambino. La frutta a guscio e le arachidi non erano associate al rischio combinato, ma si legavano a un aumento minimo delle sole coliche.
Un altro dato merita attenzione. Le associazioni erano più forti nei figli di madri con una storia personale di malattie allergiche, una condizione che riguardava circa quattro madri su dieci nel campione. Inoltre nessuno dei due punteggi era collegato alle coliche o all’eczema presi singolarmente. Per questo gli autori ipotizzano che coliche ed eczema insieme possano rappresentare un profilo particolare, forse legato a una predisposizione allergica.
Secondo Lightdale, studi precedenti del gruppo avevano già mostrato che i bambini con coliche sviluppano più spesso condizioni allergiche negli anni successivi. Di conseguenza, chi presenta entrambi i disturbi nei primi mesi potrebbe essere il più esposto.
Cosa significa per le future mamme
Per capire la portata dello studio bisogna partire dalle coliche. Gli autori le descrivono come un disturbo dell’interazione tra intestino e cervello, le cui cause sono ancora poco chiare. Nella pratica si manifestano con crisi di pianto prolungate in un bambino altrimenti sano, che spesso lasciano i genitori esausti e senza risposte. Per questo motivo ogni indizio sui fattori di rischio viene accolto con grande interesse da pediatri e famiglie.
Lo studio è osservazionale e quindi non dimostra che la dieta materna sia la causa dei disturbi del neonato. Inoltre sia l’alimentazione sia i sintomi del bambino sono stati riferiti dalle madri, senza verifiche sulle cartelle cliniche. Va considerato anche che i dati risalgono ai primi anni Duemila e riguardano una popolazione statunitense.
Un commento pubblicato sulla stessa rivista da Elissa Abrams invita alla prudenza. Secondo l’esperta, la colica che si accompagna a eczema o a una storia familiare di allergie potrebbe essere un sottotipo con caratteristiche proprie. Tuttavia i risultati non bastano per consigliare alle mamme di cambiare dieta allo scopo di prevenire o curare le coliche.
Detto questo, i dati si aggiungono alle numerose ragioni già note per seguire un’alimentazione equilibrata in gravidanza. Oken ha sottolineato proprio questo punto, ricordando che il pesce merita un posto nella dieta delle future mamme. Ha però osservato che spesso ostacoli economici e pratici rendono difficile mangiare bene. Infine, chi aspetta un bambino dovrebbe concordare con il ginecologo o con l’ostetrica quali pesci scegliere e con quale frequenza. Questa attenzione serve anche a limitare l’esposizione al mercurio.
Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.
Domande frequenti (FAQ)
Sono episodi di pianto prolungato e difficile da calmare in un bambino altrimenti sano, tipici dei primi mesi di vita. Gli autori dello studio le descrivono come un disturbo dell’interazione tra intestino e cervello, le cui cause sono ancora poco chiare.
Su 1.324 coppie madre-figlio, una dieta più vicina al modello mediterraneo si associava a un rischio più basso che il bambino avesse insieme coliche ed eczema verso i sei mesi. Una dieta più infiammatoria, al contrario, si associava a un rischio più alto.
Lo studio ha osservato che ogni porzione settimanale di pesce o frutti di mare era associata a un rischio più basso del 25% di coliche ed eczema insieme. Si tratta però di un’associazione: le specie e le quantità adatte vanno concordate con il ginecologo o l’ostetrica.
No. Nello studio latte e uova non erano collegati ai disturbi del bambino, mentre la frutta a guscio non era associata al rischio combinato di coliche ed eczema. Eventuali restrizioni alimentari vanno decise solo con il medico.
Al momento non ci sono prove sufficienti. Lo studio è osservazionale e un commento sulla stessa rivista ricorda che i dati non bastano a raccomandare cambi di dieta per prevenire o curare le coliche. Resta valido il consiglio di un’alimentazione equilibrata durante la gravidanza.
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Fonti
Lo studio originale di Oken, Lightdale e colleghi (12 ottobre 2026). Vai alla fonte
Il commento di Elissa M. Abrams che accompagna lo studio. Vai alla fonte
Healthy diet during pregnancy associated with reduced risk of infant colic, eczema. Vai alla fonte
Healthy diet during pregnancy associated with reduced risk of infant colic, eczema. Vai alla fonte





