Dossier Salute

Energy drink e cuore: lo studio AHA sul rischio per i giovani

Giovane seduto vicino a un campo da basket guarda lo smartwatch, con una lattina di energy drink sulla panchina.

Energy drink e integratori stimolanti finiscono sotto la lente dei cardiologi. Un’analisi presentata dall’American Heart Association su oltre 28mila segnalazioni alla FDA collega questi prodotti a più casi di arresto cardiaco e infarto, soprattutto tra i 18 e i 34 anni. Lo studio però è preliminare e si basa su segnalazioni volontarie, quindi non dimostra un rapporto di causa. Il dato invita comunque a guardare con più attenzione a ciò che beviamo ogni giorno per avere energia.

di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute

In sintesi

  • L’analisi ha esaminato 28.345 segnalazioni alla FDA tra il 2017 e il 2025, di cui 854 legate a prodotti con caffeina e stimolanti.
  • L’arresto cardiaco risulta segnalato circa 11 volte più spesso e l’infarto circa 4,5 volte più spesso con questi prodotti.
  • Circa il 45% delle segnalazioni cardiovascolari riguarda adulti tra i 18 e i 34 anni.
  • Lo studio è un abstract non ancora sottoposto a revisione paritaria e mostra un’associazione, non una causa.
  • Secondo l’AHA fino a 400 mg di caffeina al giorno sono generalmente sicuri, ma alcuni prodotti li fanno superare in fretta.

Cosa ha trovato l’analisi presentata dall’American Heart Association

I ricercatori hanno esaminato 28.345 segnalazioni di eventi avversi inviate alla FDA, l’agenzia statunitense dei farmaci, tra il 2017 e il 2025. Di queste, 854 riguardavano energy drink o integratori contenenti caffeina e altri stimolanti. Le restanti 27.491 coinvolgevano prodotti senza questi ingredienti, come bibite, frullati, barrette proteiche e vitamine.

Il confronto ha mostrato differenze marcate. L’arresto cardiaco compariva circa 11 volte più spesso nelle segnalazioni legate ai prodotti stimolanti. Inoltre, l’infarto risultava citato circa 4,5 volte più di frequente, mentre le aritmie ventricolari e le palpitazioni circa 4 volte.

Anche altri disturbi seguivano lo stesso schema. La frequenza cardiaca elevata era segnalata quasi 3 volte più spesso, il dolore toracico 2,71 volte e lo svenimento circa 2 volte. Il quadro era simile negli uomini e nelle donne.

Il dato che ha attirato più attenzione riguarda l’età. Circa il 45% delle segnalazioni cardiovascolari collegate a questi prodotti riguardava adulti tra i 18 e i 34 anni, una fascia in cui gli eventi cardiaci gravi sono rari.

Lo studio sarà presentato alle Scientific Sessions 2026 dell’American Heart Association, in programma a Chicago dal 6 al 9 novembre.

Un limite importante riguarda il metodo. Il database della FDA raccoglie segnalazioni spontanee di consumatori, medici e produttori. Quindi mostra quali eventi vengono riferiti più spesso, ma non quanti prodotti siano stati consumati in totale. Per questo gli autori parlano di un possibile segnale di allarme.

Perché i giovani adulti compaiono così spesso nelle segnalazioni

Gli autori non sanno ancora spiegare del tutto questo schema. Tuttavia, avanzano alcune ipotesi. I giovani potrebbero semplicemente consumare più energy drink e integratori pre-allenamento rispetto agli altri gruppi di età.

Conta poi anche il modo in cui questi prodotti vengono assunti. Spesso si bevono prima di un allenamento intenso, a stomaco vuoto o insieme ad alcol e altre sostanze. In alcuni casi, inoltre, può esserci una condizione cardiaca non diagnosticata.

La quantità di caffeina è un altro elemento chiave. Secondo l’American Heart Association, fino a 400 milligrammi al giorno, pari a cinque tazze di caffè nero, sono generalmente sicuri per la maggior parte degli adulti. Alcuni energy drink, però, contengono fino a tre volte più caffeina per unità di volume rispetto al caffè filtrato.

Gli integratori pre-allenamento vanno ancora oltre: possono superare di oltre 12 volte il contenuto del caffè. Di conseguenza, chi li usa con regolarità può superare il limite quotidiano senza accorgersene.

Il mercato, intanto, è esploso. Le vendite di energy drink sono più che raddoppiate in dieci anni e nel 2024 hanno superato i 20 miliardi di dollari. Negli Stati Uniti questi prodotti sono regolati come alimenti o integratori, quindi non seguono i test di sicurezza richiesti ai farmaci.

Gli esperti ricordano che anche altri ingredienti entrano in gioco. Accanto alla caffeina, molti prodotti contengono guaranà, yerba mate, estratti di tè verde, sinefrina o yohimbina. Queste sostanze agiscono sul sistema nervoso e possono aumentare frequenza cardiaca e pressione. Dunque la somma degli stimolanti, più della sola caffeina, potrebbe pesare sul cuore.

Come leggere questi dati senza allarmismi

È fondamentale ricordare i limiti dello studio. Si tratta di un abstract presentato a un congresso, non ancora sottoposto a revisione paritaria. I risultati restano quindi preliminari fino alla pubblicazione completa su una rivista scientifica.

Inoltre, le segnalazioni alla FDA sono volontarie. Non si sa quante persone abbiano consumato questi prodotti senza alcun problema, né quanti eventi cardiaci non siano stati segnalati. Per questo il lavoro mostra un’associazione e non può dimostrare che la caffeina abbia causato i singoli eventi.

Gregory Marcus, cardiologo dell’Università della California a San Francisco e presidente del gruppo che ha scritto la dichiarazione scientifica 2026 sulla caffeina, non ha partecipato alla ricerca. Il suo commento è prudente: secondo lui esistono ragioni biologiche plausibili per un legame, ma servono nuovi studi per capire se i prodotti siano davvero responsabili.

Il primo autore, lo studente di medicina Sai Samayamanthula dell’Università della Virginia, invita a non drammatizzare il consumo occasionale. Il rischio, spiega, riguarda soprattutto chi li assume spesso e supera facilmente la soglia di caffeina.

In pratica, la raccomandazione per i medici è chiedere ai pazienti giovani con palpitazioni, dolore al petto o svenimenti se bevono energy drink o usano integratori stimolanti. Per tutti gli altri, vale la regola della moderazione e della lettura attenta delle etichette.

Nel frattempo, il consiglio pratico è semplice. Conviene controllare la quantità di caffeina riportata in etichetta e non sommare più prodotti nella stessa giornata. Meglio evitare questi prodotti prima di sforzi intensi o insieme ad alcol. Infine, chi soffre di aritmie, ipertensione o malattie cardiache dovrebbe parlarne con il proprio medico.

Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.

Domande frequenti (FAQ)

Lo studio non lo dimostra. Rileva che, nelle segnalazioni alla FDA, infarto e arresto cardiaco compaiono più spesso con prodotti a base di caffeina e stimolanti. È un’associazione preliminare e servono ricerche più solide.

Perché circa il 45% delle segnalazioni cardiovascolari riguardava questa fascia, di solito considerata a basso rischio. Gli autori ipotizzano un consumo più frequente, assunzioni insieme ad alcol o sforzi intensi, oppure condizioni cardiache non diagnosticate.

Secondo la dichiarazione scientifica 2026 dell’American Heart Association, fino a 400 mg al giorno, circa cinque tazze di caffè nero, sono generalmente sicuri per la maggior parte degli adulti.

Per le persone sane il rischio di un consumo occasionale è probabilmente piccolo, secondo il primo autore. Il problema riguarda soprattutto chi li assume spesso e supera facilmente il limite giornaliero di caffeina.

Se compaiono palpitazioni, dolore al petto o svenimenti, soprattutto dopo energy drink o integratori pre-allenamento. In caso di sintomi improvvisi e intensi bisogna contattare subito i soccorsi.

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