Dossier Salute

Manovra 2027 sanità: cosa prevede per Fondo e voucher over 75

Donna anziana esamina alcuni documenti con un’impiegata allo sportello di una struttura sanitaria.

La manovra 2027 sanità porta il Fondo sanitario nazionale a circa 146,3 miliardi di euro e introduce un voucher da 300 euro per gli over 75. Lo riportano Quotidiano Sanità, ANSA e FNOMCeO tra il 30 ottobre e il 2 novembre. Le risorse davvero nuove sono circa 2,4 miliardi, meno della metà dei 5,5 miliardi chiesti dal ministro della Salute.

di Lavinia Giganti | Giornalista medico-scientifica | Dossier Salute

In sintesi

  • Il Fondo sanitario nazionale è la dotazione statale per il SSN: nel 2027 sale a circa 146,3 miliardi.
  • Il voucher sanitario è un contributo da 300 euro per gli over 75, finanziato con 1,645 miliardi.
  • La Carta sanitaria è la misura del voucher: dipende da un decreto del ministro del Lavoro.
  • Le risorse aggiuntive della manovra valgono circa 2,4 miliardi, contro i 5,5 chiesti dal ministro Schillaci.
  • I medici chiedono più fondi per personale, liste d’attesa e sanità territoriale.

Manovra 2027 sanità: le cifre del Fondo sanitario nazionale

Il Fondo sanitario nazionale (FSN) è la somma che ogni anno lo Stato destina al finanziamento del Servizio sanitario nazionale. Viene poi ripartita tra le Regioni. Nel 2027 raggiungerebbe circa 146,3 miliardi di euro. Sono 3,4 miliardi in più rispetto al 2026. Il dato emerge dall’analisi pubblicata da Quotidiano Sanità il 1° novembre.

Dentro questo aumento c’è però un miliardo già previsto dalla precedente legge di bilancio. Le risorse nuove stanziate dal testo in discussione sono quindi circa 2,4 miliardi. Nel dettaglio, si parla di 2,365 miliardi per il 2027 e di 2,352 miliardi per il 2028. Dal 2029 la cifra sale a 2,399 miliardi. Gli importi restano dunque quasi stabili nel triennio.

Le richieste iniziali erano molto più alte. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, aveva chiesto 5,5 miliardi in più. Le Regioni si erano spinte fino a 6,8 miliardi. Il presidente della Federazione degli Ordini dei medici (FNOMCeO), Filippo Anelli, ha definito la cifra complessiva storica per il Fondo. Ha però avvertito che mancano risposte su personale e sanità territoriale.

Nel testo compaiono anche altre voci dedicate a singoli settori. Sono previsti 380 milioni in più per l’indennità di chi lavora al pronto soccorso. Altri 300 milioni sono riservati a prestazioni aggiuntive per ridurre le liste d’attesa. Cento milioni vanno ad Alzheimer e demenze, mentre 500 milioni servono ad aggiornare le tariffe ospedaliere. Infine, 100 milioni finanziano buoni pasto e mensa per il personale sanitario. Secondo Quotidiano Sanità, queste voci valgono in totale 1,38 miliardi.

Voucher over 75 e Carta sanitaria: come funziona la misura

Il voucher sanitario è un contributo economico che gli anziani potrebbero usare per spese sanitarie non coperte dal SSN. Vale 300 euro a persona. Per finanziarlo la manovra stanzia 1,645 miliardi nel 2027. Quotidiano Sanità stima una platea di circa 5,5 milioni di persone. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha parlato di circa il 70% degli over 75.

Restano però molti dubbi sui requisiti. Il 30 ottobre il quotidiano indicava come soglia una pensione fino a 28mila euro l’anno. L’analisi del 1° novembre descrive invece una platea più ristretta. Riguarderebbe chi compie 75 anni entro la fine del 2026 e riceve alcune prestazioni assistenziali o di invalidità, entro un limite di reddito. Le due ricostruzioni non coincidono. I criteri definitivi dipenderanno dal decreto attuativo.

Non è chiaro neppure come il voucher verrà erogato. Potrebbe prendere la forma di una carta, di un credito o di un rimborso. Non è precisato quale ente lo gestirà. Non si sa se serva una domanda o se scatti in automatico. Resta aperto anche l’elenco delle spese ammesse. Tra i dubbi ci sono farmaci da banco, ticket, cure odontoiatriche e assistenza a domicilio.

La misura è indicata come Carta sanitaria. Secondo la FNOMCeO, è disciplinata dall’articolo 53 ed è finanziata solo per il 2027. Il testo la affida a un decreto del ministro del Lavoro, d’intesa con il ministro dell’Economia. Il ministero della Salute non è coinvolto. Anelli ha espresso solidarietà a Schillaci e ha chiesto al Parlamento di inserire l’intesa del ministro della Salute. Il rischio, a suo dire, è marginalizzare il ruolo del dicastero.

Anelli propone anche un uso alternativo dei fondi. A suo avviso, il miliardo e 600 milioni dovrebbe garantire i diritti legati alle liste d’attesa. Cita il decreto legislativo 124 del 1998. La norma prevede che, se i tempi superano i limiti, il paziente possa ricorrere alla libera professione intramuraria. Si tratta dell’attività privata svolta dal medico dentro l’ospedale pubblico. In quel caso il cittadino paga soltanto il ticket.

Liste d’attesa, personale e Regioni: cosa manca e cosa cambia per i pazienti

Le liste d’attesa sono i tempi che i cittadini aspettano per una visita o un esame nel servizio pubblico. Restano uno dei nodi più sentiti dell’assistenza. Per Quotidiano Sanità, la manovra non contiene un piano organico di prevenzione. Non prevede nemmeno nuovi fondi per gli screening. Le risorse per le liste d’attesa, 300 milioni, sono invece indicate in modo esplicito.

Pesa poi il tema del personale. La FNOMCeO cita i dati del sindacato Anaao-Assomed. Nel 2025 si sono dimessi volontariamente 3.767 medici ospedalieri. I pensionamenti sono stati 2.876. Le dimissioni volontarie sono le uscite anticipate dal servizio pubblico, non legate al raggiungimento dell’età pensionabile. Per Anelli, il bilancio resta frammentato in misure temporanee e manca una strategia per le professioni sanitarie.

Sul fronte della cronicità i numeri sono rilevanti. In Italia circa 19 milioni di persone hanno almeno 60 anni. Di queste, circa 14,3 milioni convivono con almeno una malattia cronica. La FNOMCeO, applicando la prevalenza Istat del 2024, parla di 4,6 milioni di persone con una patologia e di 9,7 milioni con due o più. È la platea a cui il voucher dovrebbe, in parte, rivolgersi.

Il quadro dei conti regionali è altrettanto delicato. Secondo l’analisi di Quotidiano Sanità, il disavanzo sanitario delle Regioni nel 2025 è stato di circa 2,3 miliardi prima delle coperture. Nel 2024 era di 1,5 miliardi, con una crescita del 51,8%. Sette Regioni sono in piano di rientro, cioè in un percorso di risanamento concordato con lo Stato. Il loro disavanzo è salito da 197 a 677 milioni. Oltre il 70% del totale si concentra però in Regioni senza piano di rientro.

Il testo contiene infine misure per industria e sanità privata. Il tetto di acquisto dai privati accreditati cresce di tre punti percentuali dal 2027. Due punti riguardano riabilitazione ospedaliera e lungodegenza, uno la specialistica ambulatoriale e le protesi. Il payback farmaceutico, cioè il rimborso chiesto alle aziende per lo sforamento della spesa, scende fino a 160 milioni l’anno. Per i dispositivi medici è previsto un contributo statale di 350 milioni nel 2028 e nel 2029.

Per i cittadini non cambia nulla nell’immediato. Il testo deve ancora essere esaminato dal Parlamento e può essere modificato. Il dettaglio del voucher sarà noto solo con il decreto attuativo. Il prossimo passaggio da seguire è proprio l’esame parlamentare, dove FNOMCeO e Regioni chiederanno correzioni su personale, territori e ruolo del ministero della Salute.

Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo

Domande frequenti (FAQ)

Secondo Quotidiano Sanità, il Fondo raggiunge circa 146,3 miliardi di euro nel 2027. È un aumento di 3,4 miliardi rispetto al 2026. Di questi, circa 1 miliardo era già previsto, mentre le risorse nuove della manovra sono circa 2,4 miliardi.

È un contributo per spese sanitarie non coperte dal SSN, pensato per gli over 75. Vale 300 euro ed è finanziato con 1,645 miliardi nel 2027. Requisiti, modalità di erogazione e spese ammesse saranno chiariti dal decreto attuativo.

Le fonti non coincidono. Una ricostruzione parla di pensioni fino a 28mila euro l’anno. Un’altra indica chi riceve alcune prestazioni assistenziali o di invalidità, entro un limite di reddito. I criteri definitivi sono rimandati al decreto attuativo.

La FNOMCeO osserva che la misura è affidata a un decreto del ministro del Lavoro, senza il ministero della Salute. Secondo il presidente Anelli, questo rischia di marginalizzare il ruolo del ministro Schillaci. Chiede inoltre di usare i fondi per le liste d’attesa.

Per ora nulla, perché il testo deve ancora passare dal Parlamento e può cambiare. Per dettagli su voucher, tempi di erogazione e prestazioni conviene attendere i provvedimenti attuativi e le comunicazioni ufficiali del ministero della Salute e dell’INPS.

Articoli correlati

Fonti

Richiedi informazioni o contatta il Medico

Compilando e inviando il modulo ecconsenti al trattamento dei tuoi dati personali ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR).
CONDIVIDI
Facebook
WhatsApp
LinkedIn
Telegram

LA MAPPA DELLA SALUTE