Oltre 550mila interventi di cataratta ogni anno in Italia e una possibilità sempre più discussa: in alcuni casi si possono operare entrambi gli occhi nella stessa seduta. A spiegarlo è Luciano Quaranta, direttore del Centro Oculistico Italiano, che parla di una procedura ormai molto sicura. Resta però riservata a pazienti selezionati. Ecco chi può sceglierla, come funziona e cosa aspettarsi dopo l’intervento.
di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute
In sintesi
- In Italia si eseguono ogni anno oltre 550mila interventi di cataratta, tra i più standardizzati al mondo.
- Secondo l’oculista Luciano Quaranta, l’operazione su entrambi gli occhi nella stessa seduta è possibile ma riservata a pazienti selezionati.
- Le tecniche sono la facoemulsificazione e la chirurgia assistita dal laser, con lenti intraoculari di ultima generazione.
- La cataratta colpisce soprattutto dopo i 60 anni ed è più precoce nei diabetici e in chi è molto esposto al sole.
- Nel Regno Unito i due occhi vengono di norma operati in giorni separati: la scelta va sempre concordata con l’oculista.
Cataratta, un intervento sempre più sicuro e standardizzato
La cataratta è uno degli interventi chirurgici più eseguiti al mondo. Inoltre è anche tra i più standardizzati. In Italia, secondo i dati riportati da ANSA, le operazioni superano le 550mila ogni anno. Si tratta quindi di una procedura che riguarda una platea molto ampia di persone, soprattutto anziane.
A spiegarlo è Luciano Quaranta, direttore del Centro Oculistico Italiano. Secondo lo specialista, il livello di sicurezza è oggi così elevato che si propone sempre più spesso l’intervento bilaterale in contemporanea. Le tecniche utilizzate sono la facoemulsificazione, che frammenta il cristallino con gli ultrasuoni, oppure la chirurgia assistita dal laser.
La cataratta è un normale processo di invecchiamento del cristallino. Le proteine che lo compongono si denaturano e la lente perde progressivamente la sua trasparenza. Di conseguenza la vista si offusca, tanto che si tratta della principale causa di riduzione della capacità visiva nel mondo. Oggi, tuttavia, si tende a rimuovere la cataratta sempre più precocemente. Per questo motivo è difficile stimare il numero reale dei casi in Italia.
Il servizio sanitario britannico ricorda che la chirurgia è l’unico modo per eliminare la cataratta. Negli adulti, però, non è sempre necessario intervenire subito. L’operazione viene consigliata soprattutto quando il disturbo interferisce con le attività di tutti i giorni. Spesso, peraltro, la cataratta è presente in entrambi gli occhi, con sintomi diversi dall’uno all’altro.
Il dato conferma quanto la patologia sia diffusa nella popolazione anziana. La cataratta, infatti, è un normale effetto dell’invecchiamento e colpisce soprattutto dopo i 60 anni. Per questo il tema riguarda da vicino moltissime famiglie italiane, che si trovano spesso a scegliere insieme all’oculista tempi e modalità dell’operazione.
Operare entrambi gli occhi insieme: quando è possibile
Quando ha senso operare i due occhi nella stessa seduta? Secondo Quaranta, la procedura è riservata a pazienti fortemente selezionati. Non è quindi un’opzione valida per tutti, e la scelta spetta sempre all’oculista dopo una valutazione specifica.
Lo specialista indica tre situazioni principali. Si parte da chi ha bisogno di un recupero rapido. Segue chi, dopo un intervento su un solo occhio, nota una differenza nella capacità visiva tra i due occhi. Rientra infine in questo gruppo la correzione di difetti refrattivi molto elevati, come miopia, ipermetropia o astigmatismo.
Durante l’operazione il cristallino opaco viene asportato e sostituito con una lente intraoculare di ultima generazione. Queste lenti, spiega l’oculista, permettono una visione ottimale sia da lontano sia da vicino. L’intervento simultaneo, infatti, riduce i tempi del percorso chirurgico, come riportato dalle agenzie di stampa.
Va però precisato un aspetto. Nel Regno Unito il servizio sanitario nazionale indica che i due occhi, quando entrambi sono colpiti, vengono di norma operati in giorni separati. Le prassi, dunque, possono variare da un Paese all’altro e da un centro all’altro. Il confronto tra chirurgia bilaterale immediata e ritardata è peraltro oggetto di un protocollo di revisione Cochrane.
Prima di decidere può essere utile chiedere all’oculista alcune informazioni. Per esempio perché nel proprio caso si consiglia l’intervento simultaneo, quali alternative esistono e come sarà organizzato il controllo dopo l’operazione. Anche il tipo di lente proposta merita un confronto. Sono domande semplici, ma aiutano a scegliere con più serenità.
Sintomi, rischi e recupero dopo l’operazione
La cataratta provoca un annebbiamento graduale della vista, spesso accompagnato da scarsa visione notturna. Altri sintomi sono l’abbagliamento, l’ipersensibilità alla luce e la visione sbiadita dei colori. Inoltre alcune persone percepiscono immagini sdoppiate o circondate da aloni fastidiosi.
Il disturbo colpisce soprattutto dopo i 60 anni, ma può essere anche congenito. Compare più precocemente nei pazienti diabetici e in alcuni lavoratori esposti alla luce solare. Di conseguenza, chi rientra in queste categorie farebbe bene a sottoporsi a controlli oculistici regolari.
Dopo l’operazione il recupero è in genere rapido. Secondo il servizio sanitario britannico, l’intervento dura tra 20 e 45 minuti e si esegue di solito in anestesia locale. Si torna a casa nello stesso giorno, ma non bisogna guidare. La vista può restare sfocata per qualche ora. Inoltre servono per circa quattro settimane dei colliri che favoriscono la guarigione e prevengono le infezioni.
Nei giorni successivi l’occhio può far male e la stanchezza può essere maggiore del solito. Le indicazioni prevedono di non strofinare l’occhio, di non sollevare pesi e di non nuotare. Conviene poi indossare occhiali da sole se la luce appare troppo intensa. Alcune persone, infine, hanno ancora bisogno di occhiali per leggere o per vedere da lontano.
Le complicanze gravi sono rare, ma vanno riconosciute in tempo. Lampi di luce, comparsa improvvisa di molti corpi mobili o una tenda scura nel campo visivo richiedono un aiuto medico urgente. Infatti potrebbero indicare un distacco di retina. In caso di dubbi, quindi, conviene rivolgersi subito all’oculista.
Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.
Domande frequenti (FAQ)
La cataratta è un normale processo di invecchiamento del cristallino. Le sue proteine si denaturano e la lente perde trasparenza, causando un annebbiamento graduale della vista. È la principale causa di riduzione della capacità visiva nel mondo.
Secondo Luciano Quaranta, del Centro Oculistico Italiano, è possibile ma solo in pazienti fortemente selezionati, per esempio chi ha bisogno di un recupero rapido. In altri sistemi sanitari, come quello britannico, i due occhi vengono di norma operati in giorni separati. La decisione spetta sempre all’oculista.
Secondo il servizio sanitario britannico (NHS), l’operazione dura in genere tra 20 e 45 minuti. Di solito si esegue in anestesia locale e si torna a casa lo stesso giorno, ma senza guidare.
I sintomi principali sono l’annebbiamento graduale della vista, la scarsa visione notturna, l’abbagliamento, l’ipersensibilità alla luce e i colori sbiaditi. Alcune persone vedono anche immagini sdoppiate o circondate da aloni.
Le lenti intraoculari di ultima generazione permettono una visione ottimale sia da lontano sia da vicino, spiega l’oculista. Tuttavia, secondo l’NHS, alcune persone hanno ancora bisogno di occhiali per leggere o per vedere da lontano, e la prescrizione può cambiare rispetto a prima.
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Fonti
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