Intervista al dott. Lungo Vaschetto, medico estetico approfondimenti a cura di Angelica Scordamaglia, editor di redazione
Non si chiede più “il naso” o “le labbra”: oggi la paziente che si rivolge alla medicina estetica parla di un aspetto più fresco, di un viso da “ristirare su”, di un collo da ridefinire. Un cambiamento di linguaggio che racconta un cambiamento molto più profondo nel modo di intendere i trattamenti.
Ne abbiamo parlato con il dott. Lungo Vaschetto, medico estetico, ospite di Radio Dossier24.
In breve: tutto quello che c’è da sapere
La paziente di oggi non chiede più un trattamento su un singolo punto del viso, ma un risultato armonico e naturale, frutto di un approccio a 360 gradi. I social media hanno avuto un impatto duplice: da un lato hanno diffuso aspettative irrealistiche basate su foto e filtri, dall’altro hanno normalizzato il ricorso alla medicina estetica, rendendolo un argomento di cui si parla apertamente.
Oltre al trattamento, ciò che la paziente cerca sempre di più è una vera presa in carico: un percorso personalizzato, accompagnato da un’attenzione costante, più che un singolo intervento isolato.
Com’è cambiata la donna che si rivolge alla medicina estetica rispetto a qualche anno fa?
«È cambiata in termini di quello che vuole, ma è cambiato proprio il trend della medicina estetica, e per fortuna è andato più verso il nostro di trend. Nel senso che, fino a qualche anno fa, era molto più una medicina on demand: la paziente arrivava dicendo ‘voglio fare il naso, voglio fare il filler alle labbra, voglio lo zigomo e voglio il contouring della mandibola’.
Oggi, spesso, la paziente si rivolge a noi dicendo ‘io voglio avere un aspetto più fresco’, oppure ‘mi cade la faccia, voglio ritirarla su’ — questa è una frase abbastanza tipica — oppure ‘voglio avere più definita la zona del collo, voglio ringiovanirmi’. Questo ci dà modo di lavorare in maniera più artistica, più sartoriale, quindi di approcciarci a 360 gradi sul viso della paziente, senza dover essere eccessivamente dei cecchini sul singolo punto.
E questo ci dà la possibilità di avere un risultato decisamente più naturale, decisamente più bello da un punto di vista generale, nel mio termine armonico in questo senso. Non so se il trend della medicina estetica si sta conformando a noi, o se siamo stati molto bravi a precederlo, questo non lo so.»
Approfondimento
Il passaggio da richieste puntuali a un approccio globale sul viso, descritto dal dott. Vaschetto, è oggi riconosciuto anche in letteratura come la direzione prevalente della medicina estetica moderna. Un recente strumento di valutazione validato, il FACE-Q Aesthetics Natural Module, è stato sviluppato proprio per misurare in modo oggettivo quanto un risultato venga percepito come “naturale” dalle pazienti stesse, confermando come la naturalezza sia diventata un esito clinico rilevante quanto la correzione del singolo difetto .
Un approccio armonico e distribuito su più aree del viso, piuttosto che concentrato su un singolo punto, tende inoltre a ridurre il rischio che un trattamento isolato appaia sproporzionato rispetto al resto dei tratti del viso, un principio ormai condiviso tra i professionisti della medicina estetica non chirurgica.
Come hanno cambiato i social il rapporto con la medicina estetica?
«I social hanno cambiato la medicina estetica in termini sia positivi che negativi. In termini negativi, perché hanno portato a credere che tutti possano ottenere lo stesso risultato: in realtà non è vero, perché ci sono delle strutture difficilmente modificabili. Faccio un esempio: un naso molto lungo non può essere ridotto se non con la chirurgia, oppure un viso molto grande, assottigliarlo o dimagrirlo è molto complicato.
Si possono creare delle illusioni ottiche tali per cui sembri più magro, ma è molto difficile. Spesso i pazienti arrivano con le foto, dicendo ‘io voglio essere così’, e diventa davvero molto difficile.
D’altra parte, i social hanno dato una spinta positiva alla medicina estetica, perché hanno sdoganato determinati trattamenti. Ci sono delle ragazze che si vantano tra di loro di aver fatto determinati trattamenti, e quindi diventa un trend positivo: le ha avvicinate moltissimo a qualcosa che in passato era un po’ nascosto, mentre oggi è molto più tranquillo come approccio. Questo forse ha portato a una medicina estetica anche molto più soft e molto meno visibile. È paradossale, ma è così.»
Approfondimento
L’effetto duplice dei social descritto dal dott. Vaschetto trova ampio riscontro negli studi più recenti. Una revisione del 2024 ha analizzato in modo sistematico l’impatto dei social media sulla percezione della bellezza e sulle richieste dei pazienti, evidenziando come l’esposizione continua a immagini filtrate e ritoccate porti effettivamente ad aspettative distorte e, in alcuni casi, a richiedere risultati non ottenibili con le tecniche disponibili.
Una seconda analisi, condotta dal punto di vista dei chirurghi, conferma inoltre come i filtri digitali abbiano progressivamente modificato le richieste dei pazienti, spingendo i professionisti a investire più tempo nella gestione delle aspettative prima ancora che nel trattamento vero e proprio .
Oltre al trattamento, cosa cerca oggi la paziente nel suo studio?
«A parte il risultato, che deve essere naturale, in realtà la paziente cerca una presa in carico in qualche modo: vuole essere accolta in una determinata maniera, essere accompagnata in un percorso. Non è un singolo trattamento, non è la cura della carie, come potrebbe essere per un dentista, ma è un percorso — che può essere quello della longevity, o quello di un ringiovanimento in generale del viso, ma anche del corpo — e vuole essere accolta in un certo modo.
C’è un certo customer care, nel vero senso della parola: c’è una cura del cliente, e del paziente in questo caso, ed è forse quello che cerca di più.»
Approfondimento
L’attenzione alla presa in carico complessiva, più che al singolo trattamento, descritta dal dott. Vaschetto, è coerente con l’evoluzione della medicina estetica verso percorsi personalizzati di lunga durata, spesso inquadrati nell’ambito della cosiddetta longevity medicine: programmi che uniscono prevenzione, stile di vita e trattamenti estetici in un’unica strategia continuativa, piuttosto che in interventi isolati e scollegati tra loro.
Anche la gestione delle aspettative, richiamata negli studi sui social media citati in precedenza, passa necessariamente da un ascolto accurato del paziente prima di qualunque trattamento: un passaggio che richiede tempo e relazione, esattamente quella “presa in carico” che il dott. Vaschetto individua come la vera richiesta della paziente di oggi.
Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.
Domande frequenti (FAQ)
Si è passati da richieste puntuali su un singolo punto del viso a un approccio globale, orientato a un risultato naturale e armonico su tutto il viso.
Entrambi: diffondono aspettative irrealistiche basate su foto e filtri, ma hanno anche normalizzato il ricorso a trattamenti un tempo considerati un tabù.
No: alcune caratteristiche del viso sono difficilmente modificabili senza chirurgia, e i risultati dipendono dalla struttura di partenza di ciascuna persona.
Oltre a un risultato naturale, cerca una vera presa in carico: un percorso personalizzato e un’attenzione costante, non un singolo trattamento isolato.
È un approccio che unisce prevenzione, stile di vita e trattamenti estetici in un percorso continuativo, più che in interventi isolati nel tempo.
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Fonti
AA.VV. (2024), The dual impact of social media: evolving beauty perceptions and cosmetic procedure practices among patients and providers, pubblicato su PMC — analisi dell’effetto dei social media su aspettative e richieste in medicina estetica. Leggi lo studio
AA.VV. (2024), “I Want It to Look Natural”: Development and Validation of the FACE-Q Aesthetics Natural Module, pubblicato su PMC — sviluppo di uno strumento validato per misurare la naturalezza percepita dei risultati estetici. Leggi lo studio
AA.VV. (2024), Influence of Social Media Filters on Plastic Surgery: A Surgeon’s Perspective on Evolving Patient Demands, pubblicato su PMC — analisi di come i filtri digitali modifichino le richieste dei pazienti. Leggi lo studio





