Dossier Salute

Mammografia o ecografia? Differenze, a cosa servono e a che età iniziare

Radiologa illustra a una donna un ecografo e un mammografo, con la scritta “Ottobre in rosa” in alto.

Mammografia o ecografia? È una delle domande più frequenti delle donne che vogliono controllare il seno. La risposta breve è che non sono esami alternativi ma complementari. La mammografia è l’esame di riferimento per lo screening dai 45-50 anni in su. L’ecografia, invece, è utile soprattutto nelle donne giovani, nel seno denso e per approfondire un dubbio. Vediamo come funzionano, cosa dicono le linee guida europee e quando conviene iniziare.

di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute

In sintesi

  • La mammografia usa raggi X a basso dosaggio ed è l’unico esame raccomandato per lo screening del tumore al seno nelle donne a rischio medio.
  • L’ecografia usa ultrasuoni, non espone a radiazioni ed è utile nel seno denso, nelle donne giovani e per studiare un nodulo.
  • Le linee guida europee raccomandano con forza la mammografia ogni due anni tra 50 e 69 anni.
  • Tra 45-49 e 70-74 anni lo screening è suggerito in modo condizionato. Tra 40 e 44 anni, invece, non è consigliato alle donne a rischio medio.
  • Chi ha familiarità importante o mutazioni BRCA segue percorsi di sorveglianza personalizzati, spesso dall’età più giovane.

Mammografia ed ecografia: come funzionano e in cosa si differenziano

La mammografia è una radiografia del seno. Il seno viene compresso per pochi secondi tra due piastre, così da ottenere immagini nitide con una dose di radiazioni molto bassa. Permette di vedere anche lesioni molto piccole e le microcalcificazioni. Si tratta di minuscoli depositi di calcio che a volte sono il primo segno di un tumore.

Un consiglio pratico: conviene prenotarla nella settimana successiva al ciclo, quando il seno è meno teso e la compressione risulta meno fastidiosa. Il giorno dell’esame, inoltre, è meglio evitare deodoranti e creme sul seno e sulle ascelle, perché possono alterare le immagini.

L’ecografia mammaria, invece, utilizza gli ultrasuoni. Non espone a radiazioni e non richiede compressione. Il medico appoggia una sonda sulla pelle e osserva le immagini in tempo reale. È particolarmente adatta a distinguere una cisti, cioè una sacca piena di liquido, da un nodulo solido.

La differenza principale riguarda la densità del seno. Nelle donne giovani la ghiandola mammaria è più densa e alla mammografia appare bianca, come i possibili tumori. Di conseguenza alcune lesioni possono restare nascoste. In questi casi l’ecografia vede meglio. Con l’età, però, il seno tende a diventare più adiposo e la mammografia diventa più sensibile.

Esiste poi la tomosintesi, detta anche mammografia 3D. Acquisisce immagini del seno “a strati” e riduce il problema della sovrapposizione dei tessuti. È sempre più diffusa nei centri senologici.

In pratica, quindi, i due esami rispondono a domande diverse. La mammografia è lo strumento di screening. L’ecografia è soprattutto un esame di approfondimento o di complemento, da decidere con il medico.

A che età fare la mammografia: linee guida europee e screening in Italia

Le linee guida europee sul tumore al seno, elaborate dalla Commissione europea nell’ambito dell’iniziativa ECIBC, riguardano le donne senza sintomi e a rischio medio. Tra 50 e 69 anni raccomandano con forza lo screening mammografico ogni due anni. Sconsigliano inoltre la mammografia annuale in questa fascia.

Tra 45 e 49 anni lo screening è suggerito in modo condizionato, con cadenza biennale o triennale e non annuale. Anche tra 70 e 74 anni è suggerito, preferibilmente ogni tre anni. Tra 40 e 44 anni, invece, le linee guida suggeriscono di non attuare lo screening organizzato.

In Italia il programma nazionale offre la mammografia gratuita ogni due anni tra 50 e 69 anni, su invito della ASL. Molte Regioni, però, hanno esteso l’offerta a 45-74 anni, con tempi e modalità diversi. Nel Lazio, ad esempio, quest’anno la mammografia gratuita è stata offerta anche alle donne tra 45 e 49 anni con prescrizione. Per questo è sempre utile verificare con il centro screening della propria ASL.

Sotto i 40 anni non esiste uno screening per le donne a rischio medio. Questo non significa disinteressarsi del seno. Conoscerlo, notare cambiamenti e fare una visita senologica quando qualcosa non convince resta importante. In presenza di un nodulo, inoltre, il medico può prescrivere un’ecografia a qualsiasi età.

Perché, allora, non fare la mammografia a tutte già a 40 anni? Ogni screening ha benefici ma anche possibili svantaggi, come falsi allarmi e approfondimenti non necessari. Nelle donne più giovani a rischio medio, secondo gli esperti europei, il bilancio non è ancora favorevole.

Seno denso, familiarità e sintomi: quando servono altri esami

Il seno denso è una condizione molto comune e non è una malattia. Tuttavia può rendere la mammografia meno sensibile. Le linee guida europee suggeriscono, per le donne con seno molto denso, di valutare la tomosintesi. Al contrario, non raccomandano di aggiungere di routine ecografia o risonanza dopo una mammografia negativa nei programmi organizzati. Si tratta però di indicazioni condizionate, basate su prove ancora limitate. La scelta va quindi personalizzata con il radiologo.

Diverso è il caso delle donne ad alto rischio. Chi ha più parenti stretti con tumore al seno o all’ovaio, o una mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2, segue percorsi di sorveglianza dedicati. Spesso questi includono la risonanza magnetica e iniziano prima dei 40 anni. Il percorso viene definito dopo una consulenza genetica. Ne parleremo nel dettaglio mercoledì 14 ottobre, nell’articolo dedicato al test BRCA.

Infine, i sintomi. Un nodulo, una retrazione del capezzolo, una secrezione o una modifica della pelle non vanno mai rimandati allo screening successivo. In questi casi non si parla più di prevenzione, ma di diagnosi. Serve rivolgersi al medico, che indicherà l’esame più adatto: ecografia, mammografia o entrambe.

Il messaggio da portare a casa è semplice. Non esiste un esame “migliore” in assoluto. Esiste l’esame giusto per l’età, il tipo di seno e il rischio di ciascuna donna.

Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.

Domande frequenti (FAQ)

Non sono alternative. La mammografia è l’esame di riferimento per lo screening dai 45-50 anni. L’ecografia è utile nel seno denso, nelle donne giovani e per approfondire un nodulo. Spesso il medico le prescrive insieme.

Le linee guida europee raccomandano la mammografia ogni due anni tra 50 e 69 anni e la suggeriscono tra 45-49 e 70-74 anni. In Italia lo screening gratuito parte a 50 anni, ma molte Regioni invitano già dai 45.

No, per lo screening delle donne a rischio medio l’esame raccomandato è la mammografia. L’ecografia può essere aggiunta dal medico in caso di seno denso, di un esito dubbio o di un nodulo palpabile.

Per le donne a rischio medio, le linee guida europee sconsigliano la mammografia annuale tra 50 e 74 anni e la cadenza consigliata è biennale. Le donne ad alto rischio, invece, seguono programmi personalizzati decisi con lo specialista.

Il seno denso è frequente e non è una malattia, ma può ridurre la sensibilità della mammografia. Le linee guida europee suggeriscono di valutare la tomosintesi. La scelta di eventuali esami aggiuntivi va fatta con il radiologo.

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Fonti

Le raccomandazioni su tomosintesi, ecografia e risonanza nel seno denso. Leggi la fonte

Le iniziative regionali, tra cui la mammografia gratuita per le 45-49enni nel Lazio. Leggi la fonte

Il percorso di estensione dello screening alle fasce 45-49 e 70-74 anni. Leggi la fonte

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