⚡ Risposta rapida
Il masochismo psicologico nelle relazioni è la tendenza inconsapevole e automatica a ricercare relazioni affettive che producono dolore emotivo: aggressioni verbali, svalutazione, critica costante, lontananza emotiva o, nei casi più gravi, violenza fisica. Non è una scelta consapevole: si struttura nell’infanzia, quando le esperienze affettive di riferimento sono state caratterizzate da mancanza di supporto, gelo emotivo o critica da parte delle figure di attaccamento. Il dolore diventa, in questo schema, la modalità familiare di vivere l’amore. Il percorso di uscita richiede supporto psicoterapeutico.
Si chiama masochismo psicologico, ma non c’è nessun piacere. C’è sopportazione, tolleranza, speranza. E una convinzione profonda, spesso inconsapevole, che per essere amati bisogna soffrire.
Il Dott. Gottardo, psicologo e psicoterapeuta di Padova, ci ha guidati in uno dei meccanismi relazionali più diffusi e meno riconoscibili: perché alcune persone si incastrano ripetutamente in relazioni distruttive, da dove viene questa dinamica e come è possibile uscirne.
Masochismo psicologico: cos’è e come si riconosce nelle relazioni affettive
Il masochismo psicologico nelle relazioni è un pattern relazionale in cui il soggetto ricerca, in modo inconsapevole e ripetitivo, legami affettivi che producono dolore emotivo. Non va confuso con il masochismo sessuale: si tratta di una dinamica psicologica profonda, non di una preferenza consapevole. Il termine “masochismo” in psicologia descrive la tendenza a perpetuare situazioni di sofferenza relazionale, spesso senza rendersene conto.
“Il masochismo nelle relazioni psicologiche è la ricerca inconsapevole, automatica, di quello che è il dolore emotivo, il dolore relazionale. Si va alla ricerca di persone che in qualche modo ci fanno del male o ci feriscono: aggressioni verbali, offese, il costante criticare, l’abbattere l’autostima già precaria del soggetto masochista. Ma anche dinamiche di presenza o assenza: tendenzialmente il masochista è con persone che non sono così presenti e soffre questa mancanza di presenza. Non c’è mai un piacere, c’è sempre una sopportazione, c’è sempre un tollerare, c’è sempre un alimentarsi senza rendersi conto di dolore.”
Riconoscere il masochismo psicologico in sé stessi è difficile proprio perché è automatico. Chi lo vive non percepisce la relazione come patologica: la percepisce come “normale”, come la forma naturale che l’amore ha sempre avuto nella sua vita. Questa è la trappola: il dolore non è un segnale di allarme, ma una conferma familiare.
Segnali che possono indicare la presenza di questo pattern: ripetere più volte relazioni con partner svalutanti o assenti, giustificare sistematicamente comportamenti lesivi del partner, sentirsi responsabili del malessere altrui, nutrire la speranza persistente che l’altro “cambierà”. Nessuno di questi segnali da solo è diagnostico: solo un percorso con un professionista può fare chiarezza.
Approfondimento scientifico
Il legame tra trauma infantile e pattern relazionali in età adulta è al centro di uno studio pubblicato su Frontiers in Psychiatry / PMC nel gennaio 2025 (PMC11795211, Anhui Normal University, 1.404 studenti universitari). I risultati mostrano che il trauma infantile è significativamente correlato con la soddisfazione nelle relazioni romantiche adulte. L’attaccamento insicuro funge da mediatore: chi ha vissuto traumi precoci sviluppa modelli di attaccamento ansioso o evitante che influenzano le scelte di partner e la qualità delle relazioni affettive.
Fonte: pmc.ncbi.nlm.nih.gov → PMC11795211
La struttura psicologica del carattere sadomasochistico è analizzata clinicamente in un articolo pubblicato su Psychoanalytic Psychology nell’ottobre 2024 (doi: 10.1037/pap0000518). La review distingue tra masochismo dimensionale lieve e forme più gravi di sadomasochismo con comportamenti autodistruttivi. La psicoterapia focalizzata sul transfert (TFP) si dimostra efficace per la gestione della personalità sadomasochistica, sottolineando l’importanza di considerare il livello di organizzazione di personalità.
Fonte: doi.org → 10.1037/pap0000518
Radici nell’infanzia: come le memorie affettive precoci plasmano le relazioni adulte
La traumatologia relazionale precoce è l’insieme delle esperienze infantili caratterizzate da mancanza di validazione emotiva, gelo affettivo, critica sistematica o assenza delle figure di attaccamento. Queste esperienze, spesso non ricordate consciamente, lasciano tracce nelle memorie affettive implicite e diventano il modello di riferimento per le relazioni adulte.
“Si struttura perché diventa la modalità di relazione affettiva: per mantenere l’affetto, per mantenere una relazione di intimità, il dolore è necessario. C’è la convinzione che amore è sofferenza. Nel masochismo diventa prevalentemente sofferenza: devo sopportare, tollerare, accettare maltrattamenti, con la speranza che un giorno quella persona si accorgerà di me e mi darà l’amore che necessito, senza rendersi conto che mai arriverà. Se davvero ci fosse stato un genitore che riconosce il bambino, che valida il bambino, che nutre affettivamente il bambino, l’autostima sarebbe molto più solida e non si andrebbe a incastrarsi con persone che reiterano questa traumatologia.”
La teoria dell’attaccamento di Bowlby descrive esattamente questo meccanismo. I modelli operativi interni — le rappresentazioni mentali di sé e dell’altro formate nelle prime relazioni con i caregiver — guidano inconsapevolmente le scelte relazionali in età adulta. Chi ha interiorizzato un modello in cui “l’amore fa male” o “l’altro è inaffidabile” tenderà a riprodurre quelle dinamiche perché le conosce, perché sono familiari, perché in esse, paradossalmente, si sente “a casa”.
Non si tratta di una scelta: si tratta di automatismi emotivi profondi. La ricerca scientifica conferma che tra il 30% e il 50% delle persone che hanno subito traumi interpersonali nell’infanzia riportano di aver vissuto più tipologie di trauma cumulativo. Questo bagaglio influenza le relazioni adulte attraverso l’attaccamento insicuro e la ridotta capacità di regolazione emotiva.
Approfondimento scientifico
L’influenza degli stili di attaccamento e del trauma infantile sul funzionamento emotivo è documentata in uno studio su 616 adulti pubblicato su Frontiers in Psychiatry / PMC (PMC6739441). I risultati mostrano che il trauma infantile predice significativamente deficit nell’organizzazione di personalità e attaccamento insicuro (p<0,001). Un ridotto livello di organizzazione di personalità è associato a maggiori disposizioni alle emozioni di PAURA e RABBIA. L’attaccamento ansioso è il mediatore più rilevante tra trauma e disfunzione emotiva adulta.
Fonte: pmc.ncbi.nlm.nih.gov → PMC6739441
La relazione tra trauma cumulativo nell’infanzia e qualità delle relazioni adulte è al centro di uno studio diadico pubblicato su PMC nell’agosto 2024 (PMC11951461, Università del Quebec a Montreal). Dati epidemiologici inclusi nella review mostrano che il 30–50% dei sopravvissuti a trauma infantile riporta due o più tipi di trauma cumulativo, con una media di 2,5–3 tipi diversi. L’attaccamento sicuro nella relazione adulta funge da fattore protettivo significativo contro la sofferenza relazionale nei sopravvissuti a trauma cumulativo.
Con chi si incastra il masochista e come si inizia un percorso di uscita
Il partner del soggetto masochista è quasi sempre una persona con modalità relazionali caratterizzate da aggressività, svalutazione, critica sistematica o anaffettività. In un continuum di gravità, si passa da personalità con tratti narcisistici — con alternanza di idealizzazione e svalutazione — fino a personalità psicopatiche, con dinamiche di controllo e dominio.
“Si incastra con personalità che hanno come modalità relazionale l’aggressività, la svalutazione, la critica, l’anaffettività. Possiamo passare da personalità molto gravi come quelle psicopatiche dove l’unica relazione possibile è quella di dominio e controllo, fino ad arrivare al narcisismo, sempre impregnato di svalutazione e lontananza affettiva. Non possiamo mai generalizzare: ogni caso ha le sue sfumature. Per uscirne è necessario un percorso psicoterapeutico che aiuti a riconoscere il pattern, a comprenderne le origini e a costruire modalità relazionali diverse.”
La coppia masochista-narcisista (o masochista-psicopatico) funziona come un sistema autosufficiente di conferma reciproca: il masochista cerca qualcuno che lo svaluti, il narcisista cerca qualcuno che sopporti. Uscire da questa dinamica non è semplice perché il dolore è diventato comfort zone: una relazione equilibrata, in cui l’altro non ferisce, può sembrare “noia” o “mancanza di passione”.
Il percorso terapeutico nel masochismo relazionale è generalmente lungo e richiede un lavoro sulle memorie affettive precoci, sulle credenze implicite sull’amore e sul valore di sé, e sulla costruzione di un’autostima più solida. Rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta è il primo e fondamentale passo. Riconoscere il pattern — senza colpevolizzarsi — è già un atto di cura verso se stessi.
Approfondimento scientifico
La relazione tra disturbi di personalità, attaccamento e trauma infantile è documentata in uno studio su 175 adolescenti psichiatrici pubblicato su PMC (PMC10896792, Università di Innsbruck). I pazienti con disturbi di personalità mostrano una percentuale significativamente più alta di stato di attaccamento irrisolto (47%) e maggiore materiale traumatico nelle interviste di attaccamento. I risultati confermano che il trauma infantile irrisolto è una variabile centrale nella formazione dei pattern relazionali disfunzionali.
Fonte: pmc.ncbi.nlm.nih.gov → PMC10896792
Le evidenze sul trattamento psicoterapeutico del masochismo relazionale e dei pattern autodistruttivi nelle relazioni sono sintetizzate nella revisione su Psychoanalytic Psychology (ottobre 2024, doi: 10.1037/pap0000518). La TFP (Transference-Focused Psychotherapy) ha dimostrato efficacia per la riduzione dei sintomi e il miglioramento delle relazioni interpersonali nei soggetti con personalità sadomasochistica. Il trattamento affronta le resistenze emergenti e lavora sull’organizzazione di personalità sottostante.
Fonte: doi.org → 10.1037/pap0000518
Fonti scientifiche e autorevoli
[1] PMC — Childhood Trauma and Romantic Relationship Satisfaction: Role of Attachment and Social Support. PMC11795211 (gennaio 2025). — https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11795211/ Studio (Front Psychiatry, gennaio 2025, 1.404 studenti): trauma infantile significativamente correlato con insoddisfazione nelle relazioni adulte. Attaccamento insicuro come mediatore. Scelte di partner e qualità relazionale influenzate da esperienze precoci.
[2] DOI — The Sadomasochistic Character and Borderline Personality. Psychoanalytic Psychology, ottobre 2024. doi: 10.1037/pap0000518. — https://doi.org/10.1037/pap0000518 Articolo clinico (Psychoanalytic Psychology, ottobre 2024): masochismo come fenomeno dimensionale. TFP efficace per sintomi e relazioni interpersonali in personalità sadomasochistica. Importanza del livello di organizzazione di personalità.
[3] PMC — Attachment Styles and Personality Organization on Emotional Functioning After Childhood Trauma. PMC6739441 (2019). — https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6739441/ Studio su 616 adulti: trauma infantile predice deficit organizzazione personalità e attaccamento insicuro (p<0,001). Attaccamento ansioso mediatore tra trauma e disfunzione emotiva adulta. PAURA e RABBIA ampliate.
[4] PMC — Cumulative Childhood Trauma and Relationship Satisfaction: Dyadic Perspective. PMC11951461 (agosto 2024). — https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11951461/ Studio diadico (Univ. Quebec a Montreal, agosto 2024): 30–50% sopravvissuti a trauma infantile riporta 2+ tipi trauma cumulativo (media 2,5–3). Attaccamento sicuro adulto = fattore protettivo contro sofferenza relazionale.
[5] PMC — Personality Disorders and Attachment Trauma in Adolescent Psychiatric Patients. PMC10896792 (2023). — https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10896792/ Studio su 175 adolescenti psichiatrici (Univ. Innsbruck, 2023): PD associati ad attaccamento irrisolto (47%) e materiale traumatico nelle interviste di attaccamento. Trauma irrisolto = variabile centrale nei pattern relazionali disfunzionali.
[6] Frontiers in Psychiatry — Childhood Trauma and Long-Term Effects on Mental Health and Relationships. PMC11795211 citato. — https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11795211/ La letteratura citata nella review conferma che il maltrattamento infantile ha effetti a lungo termine sulla salute mentale, con rischio aumentato di distress psicologico in adolescenza, età adulta e campioni clinici. Gli adulti con storia di trauma infantile incontrano con maggiore probabilità problemi nelle relazioni romantiche.
foto:freepik
La redazione in collaborazione con il Dr. Leonardo Gottardo – psicologo, psicoterapeuta, sessuologo, ipnologo – terapeuta EMDR
FAQ
Il masochismo psicologico nelle relazioni è la tendenza inconsapevole e ripetitiva a scegliere partner e situazioni affettive che producono dolore emotivo: svalutazione, critica, assenza emotiva o, nei casi più gravi, violenza. Non è una scelta consapevole né un piacere: chi lo vive spesso non lo riconosce come tale perché quella forma di relazione è l’unica che conosce come “amore”. Non va confuso con il masochismo sessuale, che è un fenomeno distinto.
Perché ripetono automaticamente i pattern affettivi appresi nell’infanzia. Secondo la teoria dell’attaccamento, i modelli operativi interni formati nelle prime relazioni con i genitori guidano le scelte relazionali adulte. Chi ha vissuto un’infanzia con genitori assenti, critici o emotivamente freddi ha interiorizzato che l’amore fa male, o che per essere amati bisogna tollerare la sofferenza. Questo schema si attiva automaticamente nelle relazioni adulte, senza consapevolezza.
Alcuni segnali da osservare: ripetere più relazioni con partner svalutanti o emotivamente assenti; giustificare sistematicamente comportamenti lesivi del partner; sentirsi responsabili del malessere altrui; avere la speranza persistente che l’altro “cambierà”; sentirsi “noia” nelle relazioni equilibrate dove l’altro non ferisce. Nessuno di questi segnali da solo è diagnostico: solo un professionista può valutare la presenza di questo pattern nel contesto della storia individuale.
Tendenzialmente con persone che hanno modalità relazionali caratterizzate da aggressività, svalutazione sistematica, critica o anaffettività. In un continuum di gravità: tratti narcisistici (con alternanza idealizzazione-svalutazione), personalità antisociali o psicopatiche (con dinamiche di controllo e dominio). Il sistema funziona come una conferma reciproca inconsapevole: il masochista cerca qualcuno che svaluti, il partner trova qualcuno che sopporti.
Uscire richiede un percorso psicoterapeutico. Non basta la consapevolezza intellettuale: il pattern è emotivo, profondo e automatico. La terapia lavora sull’esplorazione delle memorie affettive precoci, sulle credenze implicite sull’amore e sul valore di sé, sulla costruzione di un’autostima più solida e sulla capacità di riconoscere e scegliere relazioni equilibrate. Rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta è il primo passo.





