Se hai sentito parlare di microbiota intestinale come di un ecosistema complesso capace di influenzare la salute dell’intero organismo, sappi che qualcosa di molto simile esiste anche a livello vaginale. Il microbiota vaginale è un universo di microrganismi che vive nell’ecosistema intravaginale e svolge un ruolo fondamentale nella protezione da infezioni, nel mantenimento del pH acido, nella salute riproduttiva e persino nella prevenzione di alcune complicanze in gravidanza. Conoscerlo significa capire molto di più sulla propria salute intima.
Cos’è il microbiota vaginale e da chi è composto
Il microbiota vaginale è l’insieme dei microrganismi – batteri principalmente, ma anche lieviti e virus – che colonizzano la vagina in modo fisiologico. A differenza del microbiota intestinale, caratterizzato da una grande diversità di specie, quello vaginale sano è tipicamente dominato da poche specie di Lactobacillus: in particolare *Lactobacillus crispatus*, *L. iners*, *L. jensenii* e *L. gasseri*.
Questa dominanza dei Lactobacilli non è casuale. Questi batteri producono acido lattico fermentando il glicogeno prodotto dall’epitelio vaginale stimolato dagli estrogeni, mantenendo il pH vaginale tra 3,8 e 4,5 – un ambiente acido che inibisce la crescita di patogeni. Producono inoltre perossido di idrogeno e batteriocinee, sostanze ad attività antimicrobica naturale. Il microbiota vaginale è, a tutti gli effetti, il primo livello di difesa della salute intima femminile.
Disbiosi vaginale: quando l’equilibrio si rompe
Si parla di disbiosi vaginale quando la dominanza dei Lactobacilli viene meno e si insedia una flora polimicrobica. La condizione più frequente è la vaginosi batterica (VB), che colpisce circa il 29% delle donne in età riproduttiva ed è caratterizzata dalla crescita anomala di batteri anaerobi come *Gardnerella vaginalis*, *Prevotella* spp. e *Mobiluncus* spp. Clinicamente si manifesta con perdite biancastre o grigiastre con un caratteristico odore di pesce (causato dalle amine volatili prodotte dai batteri anaerobi), ma nel 50% dei casi è asintomatica.
La candidosi vaginale è invece causata dalla proliferazione di *Candida albicans* (nel 90% dei casi) o di altre specie di Candida. Non è tecnicamente una disbiosi batterica, ma il risultato di uno squilibrio dell’ecosistema vaginale che permette al lievito di sovracrescere. Si manifesta con prurito intenso, bruciore, perdite bianche e dense simili alla ricotta, arrossamento e gonfiore della vulva.
La vaginite aerobica, meno nota ma clinicamente rilevante, è causata da batteri aerobi come *Streptococcus agalactiae*, *Staphylococcus aureus* o *Enterococcus faecalis*, spesso in contesto di scarsa o assente protezione lactobaciillare. Produce perdite abbondanti, giallognole o verdognole, a volte maleodoranti.
Fattori che alterano il microbiota vaginale
Il microbiota vaginale è un sistema dinamico che cambia con l’età, le fasi del ciclo, la vita sessuale e le abitudini quotidiane. Gli antibiotici sono tra i fattori più destabilizzanti: una terapia antibiotica sistemica può ridurre significativamente la popolazione di Lactobacilli, aprendo la porta alla vaginosi batterica o alla candidosi. Ecco perché molte donne sviluppano candidosi dopo un’antibioticoterapia.
Le abitudini di igiene scorrette – come i lavaggi vaginali interni, le docce vaginali o l’uso di detergenti con pH non adeguato – diluiscono o alterano il microbiota benefico. La contraccezione ormonale modifica il microbiota indirettamente, attraverso la variazione dei livelli estrogenici: in alcune donne favorisce la stabilità della flora, in altre può ridurre la produzione di glicogeno epiteliale con effetti meno favorevoli.
La vita sessuale attiva con partner multipli o con pratiche che introducono flora batterica esterna (sesso anale seguito da sesso vaginale senza cambio di preservativo, per esempio) è associata a una maggiore incidenza di disbiosi. Il fumo di sigaretta è un fattore di rischio indipendente per la vaginosi batterica: le donne fumatrici hanno livelli più alti di amine vaginali e flora anaerobia.
Il microbiota vaginale e la salute riproduttiva
Le implicazioni del microbiota vaginale vanno ben oltre le infezioni localizzate. In gravidanza, la vaginosi batterica non trattata è associata a un rischio significativamente aumentato di parto prematuro, rottura prematura delle membrane, corioamnionite e infezione post-partum. Per questo il monitoraggio del microbiota vaginale è parte integrante della cura prenatale.
Nelle donne che si sottopongono a tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), il microbiota endometriale – strettamente correlato a quello vaginale – influenza significativamente i tassi di impianto embrionale. Studi recenti hanno dimostrato che una flora endometriale dominata da Lactobacilli è associata a esiti migliori dei cicli di fecondazione in vitro.
Esiste anche un legame tra microbiota vaginale e rischio di infezione da HPV: un microbiota ricco di *L. crispatus* sembra esercitare un effetto protettivo, mentre la disbiosi è associata a una maggiore persistenza del virus e a un rischio più elevato di progressione verso lesioni cervicali.
Come prendersi cura del microbiota vaginale
La prima regola è la non interferenza: la vagina è un organo autopulente, e i lavaggi interni non solo sono inutili ma sono dannosi. L’igiene vaginale esterna va effettuata con acqua tiepida e, se si usa un detergente, con un prodotto a pH acido (3,5-4,5), senza conservanti aggressivi, profumi o saponi alcalini.
L’uso di probiotici vaginali a base di Lactobacilli – sia per via orale che locale – ha mostrato in diversi studi clinici la capacità di ridurre le recidive di vaginosi batterica e candidosi. Non sostituiscono la terapia antimicrobica in fase acuta, ma rappresentano un valido supporto nel ripristino dell’equilibrio dopo la terapia. La scelta del ceppo giusto è fondamentale: *L. crispatus* e *L. rhamnosus* GR-1 sono tra i più studiati.
Un’alimentazione ricca di fibre prebiotiche e a basso indice glicemico supporta indirettamente la salute vaginale attraverso il controllo della glicemia – un fattore importante perché livelli elevati di glucosio favoriscono la crescita della Candida. Ridurre il consumo di zuccheri semplici, alcol e alimenti ultraprocessati è una strategia di prevenzione concreta, non solo un consiglio generico.
Illustrazione/visual generato con AI a scopo illustrativo
Dott.ssa Nicoletta Vendola, Ginecologa, con la collaborazione della redazione di dossiersalute.com
FAQ
No. Può essere favorita dall’attività sessuale, ma non è classificata come MST. Non richiede il trattamento del partner nella maggior parte dei casi.
Assolutamente no. La vagina non ha bisogno di lavaggi interni. Le docce vaginali distruggono il microbiota protettivo e aumentano il rischio di disbiosi e infezioni.
È consigliabile, soprattutto probiotici vaginali specifici a base di Lactobacillus. Parla con il tuo ginecologo prima di sceglierli.
Spesso sì, ma va escluso anche il diabete, l’immunodeficienza e la sensibilità al partner (balanite da Candida). La candidosi ricorrente (4+ episodi l’anno) merita una valutazione approfondita.
Sì. Il calo degli estrogeni riduce il glicogeno epiteliale, impoverisce i Lactobacilli e alza il pH. Questo favorisce secchezza, infiammazione (vaginite atrofica) e maggiore vulnerabilità alle infezioni.
Per approfondire
Fonti
Papilloma virus e tumore della cervice: i test di screening – https://www.dossiersalute.com/papilloma-virus-e-tumore-della-cervice-i-test-di-screening/
Ogni mese il corpo femminile racconta una storia. Lo fa attraverso il ciclo mestruale, che non è soltanto una funzione riproduttiva, ma un vero e proprio barometro della salute ormonale, metabolica e psicofisica della donna. https://www.dossiersalute.com/il-ciclo-mestruale-come-segnale-di-salute-quando-e-regolare-e-quando-no/
“Ho uno squilibrio ormonale.” È una delle frasi che sento più spesso in ambulatorio, spesso pronunciata con un misto di certezza e sconforto, dopo aver consultato il web o aver letto qualche post sui social. https://www.dossiersalute.com/squilibri-ormonali-femminili-sintomi-falsi-miti/
Ravel J. et al. – Vaginal microbiome of reproductive-age women. PNAS, 2011 – https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20534435/ – Studio fondamentale sulla caratterizzazione del microbiota vaginale per tipologia.
Muzny C.A., Schwebke J.R. – Pathogenesis of bacterial vaginosis. Curr Infect Dis Rep, 2013 – https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23881713/ – Revisione sulla patogenesi della vaginosi batterica.
Swidsinski A. et al. – An adherent Gardnerella vaginalis biofilm persists on the vaginal epithelium. Am J Obstet Gynecol, 2005 – https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15846218/ – Studio sul biofilm di Gardnerella nella vaginosi batterica.





