Dossier Salute

Ipertensione arteriosa: approccio mininvasivo con la denervazione renale

ipertensione

l paziente iperteso soffre di aumento di pressione arteriosa, come curare questa problematica per vivere meglio.

In cosa consiste l’ipertensione

L’ipertensione è una condizione patologica caratterizzata da un aumento persistente della pressione arteriosa sistemica.

In termini più scientifici, si tratta di un‘alterazione del sistema cardiovascolare in cui la forza esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie supera i valori considerati normali.

Questa condizione si verifica quando la pressione sanguigna sistolica (la pressione massima durante la contrazione del cuore) supera i 140 mmHg e/o la pressione diastolica (la pressione minima durante il rilassamento del cuore) supera i 90 mmHg, in modo costante.

L’ipertensione viene classificata in due principali categorie:

  1. Ipertensione essenziale: La forma più comune, senza una causa identificabile.
  2. Ipertensione secondaria: Causata da altre patologie (malattie renali, endocrine, vascolari, ecc.).

In Italia, secondo i dati più recenti dell’Istituto Superiore di Sanità, circa il 31% della popolazione è ipertesa e un ulteriore 17% presenta valori pressori al limite.

Come ci si accorge di essere ipertesi?

Spesso l’ipertensione è asintomatica, molte persone non sanno di essere ipertese, poiché questa condizione non sempre causa sintomi evidenti nelle prime fasi.

Spesso, l’ipertensione viene definita “il killer silenzioso” perché nelle prime fasi non presenta sintomi evidenti. Molte persone scoprono di essere ipertese solo durante un controllo di routine dalla pressione.

Tuttavia, in alcuni casi, quando la pressione è molto alta, possono comparire alcuni sintomi come:

  • Mal di testa: Specialmente al mattino e localizzato nella parte posteriore della testa.
  • Vertigini e capogiri.
  • Ronzii alle orecchie.
  • Alterazioni della vista: Visione offuscata o presenza di macchie scure.
  • Nasosanguinamento.
  • Aumento della frequenza cardiaca.
  • Stanchezza.

L’unico modo affidabile per diagnosticare l’ipertensione è misurare la pressione arteriosa con uno sfigmomanometro. È consigliabile misurare la pressione più volte al giorno e in diverse circostanze per ottenere un quadro completo.

Le conseguenze dell’ipertensione

Per diagnosticare l’ipertensione è bene affidarsi al proprio medico di base che al primo allarme consiglierà di effettuare una visita specialistica presso un cardiologo.

L’ipertensione arteriosa, se non trattata, può portare a diverse e gravi complicanze a lungo termine, principalmente a carico del sistema cardiovascolare. Ecco alcune delle conseguenze più comuni:

  • Malattie cardiache: Infarto del miocardio , insufficienza cardiaca, aritmie.
    • Ictus
    • Malattie renali: L’ipertensione danneggia i piccoli vasi sanguigni dei reni, riducendo la loro capacità di filtrare il sangue e causando insufficienza renale cronica.
    • Aneurismi: L’ipertensione può indebolire le pareti delle arterie, favorendo la formazione di aneurismi.
    • Malattie agli occhi: L’ipertensione può danneggiare i piccoli vasi sanguigni della retina.
    • Demenza (rischio di sviluppare demenza vascolare).

Il trattamento dell’ipertensione

La terapia farmacologica per l’ipertensione è fondamentale per prevenire le complicanze cardiovascolari, ed è il primo passo per trattare la problematica, esistono diverse classi di farmaci antipertensivi che il medico saprà indicare al proprio paziente.

Alla terapia va sicuramente affiancato uno stile di vita sano, comprensivo di una dieta bilanciata e fatta ad hoc per non aumentare i livelli pressori con attività fisica correlata, lo stile di vita sedentario è sconsigliabile per i pazienti ipertesi.

Spesso però accade che i farmaci somministrati non hanno gli effetti desiderati , anzi i valori pressori non diminuiscono, qui spesso viene consigliato dallo specialista un metodo risolutivo, la denervazione renale.

La denervazione renale rappresenta una procedura innovativa e minimamente invasiva che sta guadagnando sempre più interesse nel trattamento dell’ipertensione, soprattutto nei casi resistenti ai farmaci come già accennato.

La denervazione renale: una nuova frontiera nel trattamento dell’ipertensione

Questo trattamento si basa su un principio neurofisiologico secondo cui i nervi simpatici che innervano i reni giocano un ruolo chiave nella regolazione della pressione arteriosa.

Il sistema nervoso simpatico stimola i reni a rilasciare renina, un enzima coinvolto nel sistema renina-angiotensina-aldosterone, che regola la pressione arteriosa.

L’iperattivazione di questi nervi simpatici può contribuire all’ipertensione, causando un aumento della vasocostrizione, della ritenzione idrica e del volume plasmatico. La denervazione renale mira a interrompere questa iperattività.

La denervazione renale è una procedura minimamente invasiva che utilizza l’ablazione a radiofrequenza o a ultrasuoni per distruggere selettivamente i nervi simpatici lungo le arterie renali.

Queste terminazioni nervose sono coinvolte nella regolazione della pressione sanguigna. Disattivando, si ottiene una riduzione della pressione arteriosa.

La procedura viene eseguita in sala angiografica, attraverso un accesso percutaneo (piccola incisione) a livello dell’arteria femorale.

Un catetere speciale viene guidato fino alle arterie renali, dove emette energia a radiofrequenza o microonde che, senza danneggiare i vasi sanguigni, disattiva le terminazioni nervose.

Efficacia della denervazione renale:

Studi clinici iniziali hanno mostrato risultati promettenti in termini di riduzione della pressione arteriosa nei pazienti con ipertensione resistente.

 Alcuni pazienti hanno mostrato riduzioni significative della pressione arteriosa, anche dopo anni dalla procedura.

Una pressione arteriosa controllata si traduce in una migliore qualità di vita, riducendo il rischio di complicanze cardiovascolari e aumentando l’energia e il benessere generale, mantenendo la pressione sotto controllo infatti si diminuisce il rischio di eventi come infarto, ictus e insufficienza cardiaca.

In molti casi, la denervazione renale permette di ridurre o addirittura sospendere l’assunzione di alcuni farmaci antipertensivi, con conseguente diminuzione degli effetti collaterali.

A differenza di un intervento chirurgico tradizionale, la denervazione renale è una procedura percutanea, che richiede un piccolo accesso vascolare e si svolge in regime di day hospital sotto semplice anestesia locale all’inguine.

La redazione in collaborazione con il Dott. Tommaso Lupattelli Chirurgo Interventista a Milano

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