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Artrosi del ginocchio e radioterapia a basse dosi: cosa dice lo studio presentato all’ASTRO

Medico in laboratorio analizza dati e radiografie di un'artrosi del ginocchio legati a uno studio sulla radioterapia a basse dosi (LDRT).

Una radioterapia a dosi molto più basse di quelle oncologiche potrebbe rallentare l’artrosi del ginocchio e ridurre il rischio di disabilità. È quanto emerge da uno studio randomizzato presentato il 27 settembre al congresso ASTRO, con quasi 12 anni di follow-up. I risultati sono promettenti e stanno facendo discutere, ma arrivano da un singolo centro e vanno letti con cautela. Ecco che cosa è stato osservato, quali sono i limiti e che cosa cambia (per ora) per i pazienti.

di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute

In sintesi

  • Lo studio ha seguito 292 pazienti con artrosi del ginocchio iniziale per una mediana di 11,9 anni, e i risultati sono stati presentati all’ASTRO il 27 settembre 2026.
  • Il protocollo prevedeva 4,5 Gray in 10 sedute con raggi X a bassa energia, in aggiunta a glucosamina e condroitina.
  • Il gruppo irradiato ha mostrato benefici duraturi su dolore, funzione e qualità di vita, con meno degenerazione alla risonanza magnetica.
  • Il rischio di disabilità certificata è risultato inferiore del 67% rispetto al solo trattamento farmacologico.
  • Lo studio non era in cieco e proviene da un solo istituto russo: servono conferme indipendenti prima di cambiare la pratica clinica.

Che cosa ha mostrato lo studio presentato all’ASTRO

Il lavoro è stato presentato il 27 settembre 2026 al congresso annuale dell’American Society for Radiation Oncology (ASTRO). Si tratta di uno studio randomizzato condotto in un solo centro in Russia, che ha seguito 292 pazienti con artrosi sintomatica del ginocchio per una mediana di quasi 12 anni. I partecipanti avevano un’artrosi iniziale o lieve, classificata tra i gradi 0 e 2 della scala Kellgren-Lawrence, e un’età mediana di 38 anni.

Tutti i pazienti assumevano glucosamina e condroitina. Un gruppo, però, riceveva anche un ciclo di radioterapia a basse dosi sull’articolazione. Rispetto al solo trattamento farmacologico, chi aveva fatto la radioterapia ha mantenuto nel tempo miglioramenti di dolore, funzione fisica e qualità di vita.

Anche le risonanze magnetiche hanno raccontato qualcosa di interessante. Nell’arco di tre anni la degenerazione dell’articolazione è risultata minore nel gruppo irradiato, che a 12 mesi mostrava perfino un lieve miglioramento, mentre nei controlli la situazione peggiorava.

Il dato che ha attirato più attenzione riguarda la disabilità. Nell’intera popolazione, la radioterapia è stata associata a un rischio inferiore del 67% di ottenere una certificazione ufficiale di disabilità, dopo aggiustamento statistico.

Va precisato un aspetto del contesto. L’artrosi iniziale è la fase in cui oggi le opzioni sono più limitate, perché si consiglia soprattutto di muoversi e di controllare il peso, mentre gli interventi chirurgici arrivano più tardi. Un trattamento capace di rallentare la malattia già nelle fasi precoci, quindi, interesserebbe moltissime persone.

Come funziona la radioterapia a basse dosi sul ginocchio

Il protocollo prevedeva una dose totale di 4,5 Gray, suddivisa in 10 sedute, con un apparecchio a raggi X di bassa energia chiamato ortovoltaggio. Per capire l’ordine di grandezza, si tratta di una frazione delle dosi usate per curare i tumori. L’obiettivo, in questo caso, non è distruggere cellule malate.

La radioterapia a basse dosi viene infatti impiegata per ridurre l’infiammazione, che nell’artrosi contribuisce al dolore e al progressivo danneggiamento della cartilagine. In Europa questo approccio non è del tutto nuovo, perché per alcune patologie articolari benigne è stato usato per decenni.

Particolarmente significativo è il sottogruppo con malattia già stabilita ma non avanzata, cioè il grado 2. Si tratta di 78 pazienti, e va ricordato che questa analisi è esplorativa. Tra loro la disabilità è comparsa nel 31% di chi aveva ricevuto la radioterapia, contro il 61% di chi aveva assunto soltanto i farmaci.

Differenza simile per la chirurgia: la protesi di ginocchio è stata necessaria nel 14% del gruppo irradiato e nel 36% del gruppo di controllo. Questi numeri spiegano perché la notizia stia circolando così tanto, dato che l’artrosi del ginocchio è una delle cause più comuni di dolore e limitazione motoria.

Un punto merita attenzione. Nello studio la radioterapia si aggiungeva alla terapia di base e non la sostituiva. Dunque i dati non dicono se funzionerebbe da sola, né se gli stessi risultati si otterrebbero con altri macchinari, altre dosi o altri tipi di pazienti. Anche il congresso ASTRO, del resto, è una sede in cui si presentano risultati che devono ancora superare la revisione completa di una rivista scientifica.

I limiti dello studio e cosa cambia per i pazienti

Prima di parlare di svolta, però, servono molte cautele. Lo studio non era in cieco, quindi i pazienti sapevano quale trattamento stavano ricevendo. Inoltre il gruppo di controllo ha assunto farmaci e non una radioterapia simulata, e questo può influenzare la percezione del dolore.

Gli autori segnalano altri limiti. Le analisi a lungo termine e quella sul grado 2 sono esplorative, mentre i dati delle risonanze di controllo sono incompleti. Trattandosi di un solo istituto, inoltre, i risultati potrebbero non valere altrove.

C’è poi la questione della sicurezza. Lo studio non era progettato per rilevare effetti rari a distanza né il rischio di tumori nel corso della vita, un aspetto da non trascurare in una popolazione così giovane. Per questo servono studi indipendenti, in più centri e con un confronto più rigoroso.

Che cosa cambia, quindi, per chi soffre di artrosi? Per ora nulla di immediato. Le strategie consolidate restano l’attività fisica mirata, il controllo del peso, i farmaci prescritti dal medico e, nei casi avanzati, la valutazione ortopedica. La radioterapia a basse dosi, se confermata, potrebbe diventare in futuro un’opzione in più, da discutere sempre con lo specialista.

Un consiglio pratico riguarda i messaggi che circolano online. Titoli che parlano di “radiazioni contro l’artrosi” possono spingere qualcuno a cercare cure non validate o a sospendere terapie in corso. La prudenza vale soprattutto per chi ha dolore persistente: una diagnosi corretta, con visita e imaging, resta il punto di partenza per scegliere il trattamento adatto.

Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.

Domande frequenti (FAQ)

È un trattamento con raggi X di bassa energia a dosi molto inferiori a quelle oncologiche. Nello studio presentato all’ASTRO erano 4,5 Gray in 10 sedute, con l’obiettivo di ridurre l’infiammazione dell’articolazione.

No. Mostra un’associazione promettente con meno dolore, meno degenerazione e meno disabilità, ma lo studio non era in cieco e proviene da un solo centro. Servono conferme indipendenti.

Sono stati seguiti 292 pazienti con artrosi sintomatica del ginocchio di grado 0-2 per una mediana di 11,9 anni. L’età mediana era di 38 anni.

Lo studio non era pensato per valutare effetti rari a distanza né il rischio di tumori nel corso della vita, soprattutto in persone giovani. Per questo la sicurezza a lungo termine richiede ulteriori ricerche.

Rivolgiti al medico o all’ortopedico per una diagnosi corretta. Le misure consolidate restano attività fisica mirata, controllo del peso e le terapie prescritte dallo specialista.

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