Dossier Salute

Il futuro delle nomine nel comitato tecnico sulle vaccinazioni (NITAG) dopo il caso Schillaci

comitato tecnico sulle vaccinazioni

La revoca delle nomine al Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni (NITAG), annunciata il 16 agosto 2025 dal ministro della Salute Orazio Schillaci, ha sollevato un ampio dibattito nel panorama sanitario e politico italiano. La decisione, motivata dalle contestazioni relative alla presenza di due membri noti per posizioni contrarie alle vaccinazioni, rappresenta un caso emblematico che intreccia fiducia nella scienza, trasparenza istituzionale e comunicazione sanitaria.

Questo articolo intende analizzare in profondità le implicazioni della vicenda, collocandola in un contesto più ampio di governance della salute pubblica, per comprendere quali strategie possano essere adottate per rafforzare la credibilità e l’autorevolezza di organi tecnici fondamentali come il NITAG.

Il contesto: la nomina e la revoca del NITAG

Le nomine del 5 agosto 2025

Il 5 agosto 2025, il ministro Schillaci aveva nominato i 22 membri del nuovo NITAG, organismo consultivo con il compito di fornire pareri scientifici indipendenti sulle strategie vaccinali nazionali. Tuttavia, la presenza di due figure note per le loro posizioni critiche nei confronti delle vaccinazioni – Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle – ha sollevato immediatamente reazioni da parte di società scientifiche, comunità accademica e opinione pubblica.

La mobilitazione della comunità scientifica

La Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) ha espresso pubblicamente la propria contrarietà, definendo “profondamente sconcertante” l’inclusione di membri con posizioni antiscientifiche. Parallelamente, il Patto Trasversale per la Scienza, sostenuto anche dal premio Nobel Giorgio Parisi, ha promosso una petizione per chiedere l’immediata revoca delle nomine.

La revoca del 16 agosto

Alla luce delle pressioni e delle valutazioni interne, il 16 agosto 2025 il ministro Schillaci ha firmato il decreto di revoca dell’intero NITAG, annunciando l’intenzione di avviare un nuovo procedimento di selezione basato su criteri di rigore, trasparenza e tutela dell’interesse dei cittadini.

Il ruolo del NITAG nella salute pubblica

Cosa sono i NITAG

I National Immunization Technical Advisory Groups (NITAGs) sono organismi indipendenti riconosciuti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con il compito di supportare i governi nelle decisioni sulle politiche vaccinali. Essi devono garantire pareri fondati su prove scientifiche, dati epidemiologici e valutazioni costo-efficacia, al riparo da pressioni politiche o ideologiche.

L’importanza per la fiducia pubblica

La fiducia dei cittadini nelle vaccinazioni dipende anche dall’autorevolezza delle istituzioni che le promuovono. Un NITAG composto da esperti riconosciuti e indipendenti è fondamentale per contrastare la disinformazione, rafforzare la credibilità scientifica e migliorare l’adesione alle campagne vaccinali.

Le criticità emerse

L’inclusione di figure note per posizioni contrarie alla vaccinazione ha minato l’autorevolezza del comitato ancor prima del suo insediamento. Questo episodio mostra come la qualità delle nomine non sia solo una questione formale, ma abbia un impatto diretto sulla fiducia della popolazione e sulla percezione delle politiche sanitarie.

Trasparenza e governance nelle nomine

Modelli internazionali a confronto

Paesi come il Regno Unito e il Canada hanno sviluppato processi di selezione per i comitati scientifici basati su criteri trasparenti, pubblici e documentati. Le candidature vengono valutate da commissioni indipendenti, con chiari requisiti di competenza scientifica e assenza di conflitti di interesse.

L’Italia e la necessità di un modello partecipato

La vicenda italiana evidenzia la necessità di adottare criteri più stringenti e partecipativi per le nomine. Meccanismi come consultazioni pubbliche, rotazione degli incarichi e codici etici condivisi potrebbero rafforzare la legittimità delle scelte.

Verso un processo più inclusivo

Un modello che coinvolga società scientifiche, università, associazioni di pazienti e rappresentanti civici può garantire un equilibrio tra rigore scientifico e rappresentatività sociale, evitando derive ideologiche o politicizzazioni delle scelte.

Fiducia, comunicazione e percezione pubblica

Le conseguenze della fiducia erosa

La fiducia nella scienza non è un dato acquisito, ma un processo dinamico che può essere facilmente compromesso. Episodi come quello del NITAG rischiano di alimentare la diffidenza e di fornire argomenti a movimenti antivaccinisti.

Il ruolo della comunicazione istituzionale

La gestione comunicativa del ministro Schillaci, che ha sottolineato l’operare “nell’esclusivo interesse dei cittadini”, rappresenta un esempio di come la comunicazione possa essere usata per ricostruire la credibilità. Tuttavia, serve una strategia di comunicazione sanitaria più strutturata e continuativa, capace di contrastare fake news e di valorizzare le voci scientifiche autorevoli.

Educazione e alfabetizzazione scientifica

Oltre alle decisioni istituzionali, è necessario investire in programmi di alfabetizzazione scientifica per la popolazione, in modo da ridurre la vulnerabilità alla disinformazione e favorire un approccio critico basato sulle evidenze.

Strategie per rafforzare la governance scientifica

Codici etici e criteri di selezione

L’adozione di codici etici stringenti, con chiari criteri di esclusione per chi sostiene posizioni in contrasto con le evidenze scientifiche, rappresenta un passo fondamentale per garantire la qualità delle nomine.

Trasparenza e accountability

La pubblicazione dei curricula dei candidati, delle motivazioni delle nomine e delle eventuali dichiarazioni di conflitto di interesse costituisce una pratica virtuosa che può aumentare la fiducia pubblica.

Il ruolo delle società scientifiche

Società come la SItI o associazioni come il Patto Trasversale per la Scienza hanno dimostrato quanto il coinvolgimento della comunità scientifica sia decisivo per vigilare sulla qualità delle istituzioni sanitarie.

Un modello partecipativo

Un possibile scenario futuro è la creazione di un processo partecipativo e multilivello, che coinvolga esperti, cittadini e rappresentanti delle associazioni sanitarie, per garantire decisioni realmente condivise e basate sull’evidenza.

Conclusioni

La revoca del NITAG decisa dal ministro Schillaci non è solo un fatto politico, ma un evento che richiama l’attenzione sulla necessità di un nuovo modello di governance della salute pubblica. La sfida consiste nel costruire comitati scientifici capaci di garantire rigore, indipendenza e credibilità, elementi fondamentali per la tutela della salute collettiva.

Solo attraverso processi trasparenti e partecipativi, una comunicazione istituzionale efficace e una costante valorizzazione delle evidenze scientifiche sarà possibile rafforzare la fiducia dei cittadini nelle vaccinazioni e nelle istituzioni sanitarie.

 

Per approfondire

Se desideri approfondire questi temi, Dossier Salute mette a disposizione articoli correlati che analizzano aspetti complementari della vicenda e della salute pubblica:

 

Fonti

    1. Organizzazione Mondiale della Sanità – National Immunization Technical Advisory Groups
    2. Ministero della Salute – Comunicati ufficiali
    3. Società Italiana di Igiene (SItI)
    4. Patto Trasversale per la Scienza
    5. ANSA – Revoca del NITAG

 

foto:freepik

La redazione – Lavinia Giganti

FAQ

Il NITAG è un gruppo tecnico consultivo indipendente che fornisce supporto scientifico alle decisioni sulle strategie vaccinali nazionali

Perché includevano due membri noti per posizioni contrarie alle vaccinazioni, giudicate incompatibili con il ruolo.

Le società scientifiche vigilano sulla qualità e indipendenza delle istituzioni sanitarie, promuovendo la trasparenza.

Attraverso comunicazione chiara, trasparenza delle decisioni e coinvolgimento della comunità scientifica.

Regno Unito e Canada offrono modelli di nomina trasparenti e partecipativi che potrebbero essere replicati in Italia.

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