Dossier Salute

Tumori, un prelievo per scovarne oltre 50: cosa dicono i nuovi studi sul test Galleri

Paziente durante un prelievo di sangue mentre i ricercatori analizzano il DNA circolante per rilevare segnali associati a diversi tumori.

Un solo prelievo di sangue per cercare le tracce di oltre 50 tipi di tumore, compresi quelli per cui oggi non esiste alcuno screening. È la promessa del test Galleri, al centro di tre notizie arrivate nella stessa settimana e riprese dalle principali testate mediche internazionali. Due grandi studi pubblicati su Nature Medicine e sul New England Journal of Medicine ne hanno misurato prestazioni e limiti. Subito dopo, un comitato consultivo della FDA statunitense ha espresso un parere favorevole. Ecco cosa dicono davvero i dati e perché la prudenza resta d’obbligo.

di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute

In sintesi

  • Lo studio PATHFINDER 2, su oltre 35mila adulti over 50, ha individuato tumori appartenenti a 17 grandi tipi di cancro.
  • Quando il test è risultato positivo, nel 60,3% dei casi è stato poi diagnosticato un tumore; i falsi positivi sono stati lo 0,36%.
  • Circa 7 tumori su 10 scoperti dal test appartenevano a tipi per i quali non esistono screening raccomandati.
  • Il trial randomizzato NHS-Galleri, su 142mila persone in Inghilterra, non ha ridotto l’insieme dei tumori in stadio III e IV, ma ha registrato meno diagnosi in stadio IV.
  • Un panel di esperti della FDA ha votato a favore del test, che però non sostituisce gli screening già esistenti.

Come funziona il test del sangue multi-tumore

Il test si chiama Galleri ed è sviluppato dall’azienda statunitense GRAIL. Appartiene alla famiglia dei test per la diagnosi precoce multi-tumore, in inglese MCED (multi-cancer early detection). Analizza i frammenti di DNA che le cellule rilasciano nel sangue, il cosiddetto DNA libero circolante. Le cellule tumorali lasciano in questi frammenti una “firma” chimica particolare, legata alla metilazione del DNA. Un algoritmo di apprendimento automatico riconosce questi schemi e li distingue da quelli delle cellule sane.

Il risultato può essere di due tipi: “segnale tumorale rilevato” oppure “nessun segnale rilevato”. In caso di positività, il test indica anche l’organo da cui il segnale proviene più probabilmente. Questa informazione aiuta il medico a scegliere gli esami di conferma, come una TAC, un’endoscopia o una biopsia. Un test positivo, infatti, non equivale a una diagnosi: il tumore va sempre confermato con le procedure mediche tradizionali.

L’interesse per questa tecnologia nasce da un limite noto della prevenzione oncologica. Oggi esistono screening validati solo per pochi tumori, come quelli di seno, collo dell’utero, colon-retto e, in alcuni Paesi, polmone. Molti dei tumori più letali, come quelli di pancreas, ovaio, fegato e vie biliari, vengono invece scoperti spesso quando danno già sintomi. Secondo Nima Nabavizadeh, oncologo dell’OHSU Knight Cancer Institute e primo autore di PATHFINDER 2, i tumori senza screening causano fino al 70% dei decessi per cancro negli Stati Uniti.

PATHFINDER 2: i risultati su 35mila adulti

Lo studio PATHFINDER 2 è stato pubblicato il 22 settembre su Nature Medicine. Ha coinvolto 35.878 adulti dai 50 anni in su, senza alcun sospetto clinico di tumore, tra Stati Uniti e Canada. Il centro con più partecipanti è stato l’OHSU di Portland, mentre tra le istituzioni coinvolte figura anche la Mayo Clinic. È il più grande studio interventistico su un test multi-tumore mai condotto in Nord America.

Dei 32.007 partecipanti inclusi nell’analisi, 287 hanno ricevuto un risultato positivo. In 173 di loro è stato poi diagnosticato un tumore: il valore predittivo positivo è quindi del 60,3%. La specificità ha raggiunto il 99,64%, pari a un tasso di falsi positivi dello 0,36%. Nei veri positivi, il test ha indicato correttamente l’origine del tumore nel 91,3% dei casi, considerando le prime due ipotesi.

Il dato più rilevante riguarda il tipo di tumori scoperti. Il 72,8% apparteneva a forme per cui non esistono screening raccomandati dalla task force statunitense USPSTF. Tra i nuovi tumori individuati, il 53% era in stadio I o II e circa il 71% entro lo stadio III. Aggiungere il test agli screening standard ha moltiplicato di 6,5 volte il numero di tumori scoperti.

Ci sono però limiti importanti. La sensibilità a 12 mesi è stata del 39,3% per tutti i tumori: molti casi, quindi, sono sfuggiti al test. Lo studio non aveva un gruppo di controllo ed è stato finanziato da GRAIL, che ha partecipato anche all’analisi dei dati. Inoltre è stata usata una versione precedente del test, oggi sostituita da quella commerciale.

Il trial NHS-Galleri e il parere della FDA

Lo stesso giorno il New England Journal of Medicine ha pubblicato i risultati del trial NHS-Galleri. È il primo studio randomizzato al mondo su un test multi-tumore condotto su questa scala. Ha coinvolto 142.250 persone tra 50 e 77 anni in Inghilterra, divise a caso in due gruppi. Il primo ha fatto il test per tre anni di fila insieme alle cure abituali, il secondo ha ricevuto solo le cure abituali.

L’obiettivo principale non è stato raggiunto. Dopo tre round, l’incidenza dei tumori in stadio III e IV, per 12 tipi di cancro particolarmente letali, è risultata simile nei due gruppi. Tra chi faceva il test si sono però osservati meno tumori in stadio IV e più diagnosi in stadio I e II. Secondo la Queen Mary University of London, oltre la metà dei positivi ha poi ricevuto una diagnosi di cancro. Servirà un follow-up più lungo per capire se questi segnali si tradurranno in meno decessi.

Il 23 settembre un comitato consultivo della FDA ha esaminato questi dati. Il panel ha votato 10 a 0 sulla sicurezza, 6 a 4 sull’efficacia e 7 a 2, con un astenuto, sul bilancio tra benefici e rischi. Il parere non è vincolante e la decisione finale spetta all’agenzia. Le avvertenze proposte per il test ricordano che non sostituisce gli screening raccomandati e che un risultato negativo non esclude un tumore.

E in Italia?

In Italia il test non rientra nei programmi di screening del Servizio sanitario nazionale. Gli screening gratuiti restano la mammografia, il Pap test o test HPV e la ricerca del sangue occulto nelle feci. Aderire a questi inviti resta la scelta più efficace, e ogni dubbio va discusso con il proprio medico.

Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.

Domande frequenti (FAQ)

È un esame del sangue per la diagnosi precoce multi-tumore sviluppato dall’azienda statunitense GRAIL. Cerca nel DNA libero circolante le alterazioni della metilazione tipiche delle cellule tumorali e, se le trova, indica l’organo di origine più probabile.

Il test è progettato per rilevare segnali di oltre 50 tipi di cancro. Nello studio PATHFINDER 2 ha individuato tumori appartenenti a 17 grandi categorie, tra cui ovaio, polmone, seno e colon-retto, molti dei quali privi di screening raccomandati.

No. Nello studio PATHFINDER 2 circa 6 positivi su 10 hanno poi ricevuto una diagnosi di cancro. La conferma arriva solo da esami come TAC, endoscopie o biopsie, prescritti e valutati dal medico.

No. Gli stessi ricercatori sottolineano che il test è un complemento e non un sostituto degli screening raccomandati. Inoltre non individua tutti i tumori: un risultato negativo non esclude la presenza della malattia.

No, attualmente non rientra nei programmi di screening del Servizio sanitario nazionale. Negli Stati Uniti un comitato consultivo della FDA ha espresso parere favorevole, ma la decisione finale dell’agenzia è ancora attesa. Per qualsiasi valutazione è bene rivolgersi al proprio medico.

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Fonti

Comunicato della Mayo Clinic sui risultati di PATHFINDER 2 pubblicati su Nature Medicine. Vai alla fonte

Comunicato dell’Oregon Health & Science University, centro guida dello studio PATHFINDER 2. Vai alla fonte

I risultati del trial randomizzato NHS-Galleri pubblicati su New England Journal of Medicine e Nature Medicine. Vai alla fonte

Il voto del comitato consultivo della FDA e la sintesi dei dati di NHS-Galleri e PATHFINDER 2. Vai alla fonte

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